Cina: la scuola ai tempi dell’Intelligenza Artificiale

Negli ultimi anni, la Cina sta portando avanti un esperimento educativo su larga scala, la cosiddetta "educazione intelligente", che potrebbe rimodellare a livello globale il modo in cui si apprende.
Cristina Da Rold, 11 Ottobre 2019
Micron
Micron
Giornalista scientifica

Nel quartier generale di Squirrel AI c’è una parete con le foto degli studenti poco brillanti che la piattaforma “ha salvato”. Ora da qualche settimana possiamo trovare anche quella di Zhou Yiel, giovane studente cinese poco ferrato in matematica. Cattivi voti che rischiavano di compromettere l’accesso al college fino a quando Squirrel, un’azienda di Shanghai,è approdata nella sua scuola media ad Hangzhou (Cina) promettendo tutoraggi personalizzati. Il ragazzo aveva già provato programmi di personalizzati, ma questo era diverso: al posto di un insegnante umano a curare le sue lezioni un algoritmo di intelligenza artificiale. Un sistema completamente nuovo. Alla fine del semestre, per Zhou Yiel hanno parlato i risultati dei test passati dal 50 al 62,5 punti su 100. Due anni dopo, ha ottenuto un punteggio di 85 su 100 nel suo ultimo esame di scuola media.

COME FUNZIONA
L’innovazione di Squirrel è il suo approccio “strutturalista”. Per ogni corso che offre, il suo team di ingegneri lavora con un gruppo di maestri per suddividere la materia in parti concettuali più piccole possibile. La matematica della scuola media, ad esempio, è suddivisa in oltre 10.000 elementi atomici, o “punti di conoscenza”, come i numeri razionali, proprietà di un triangolo e teorema di Pitagora. L’obiettivo è diagnosticare le lacune di uno studente nella comprensione nel modo più preciso possibile. In confronto, un libro di testo potrebbe dividere lo stesso argomento in 3000 punti; ALEKS, una piattaforma di apprendimento adattivo sviluppata dalla statunitense McGraw-Hill, che ha ispirato quella di Squirrel, la divide in circa 1000.
Una volta impostati i punti di conoscenza, vengono associati a lezioni video, note, esempi funzionanti e problemi di esercitazione. Le loro relazioni – il modo in cui si basano l’una sull’altra e si sovrappongono – sono codificate in un “grafico della conoscenza”, anch’esso basato sull’esperienza dei maestri.

PERCHÉ IN CINA
Negli ultimi anni, l’investimento del paese nell’applicazione dell’IA in ambito scolastico è esploso. Si stima che decine di milioni di studenti cinesi ora usino una qualche forma di intelligenza artificiale per imparare, sia attraverso programmi di tutoraggio extracurriculari come Squirrel, sia grazie a piattaforme di apprendimento digitale, o persino in classe durante la lezione. Tre cose hanno alimentato il boom dell’educazione cinese all’IA, spiegano gli esperti del MIT. Anzitutto agevolazioni fiscali e altri incentivi per le iniziative di intelligenza artificiale in qualsiasi ambito, dall’apprendimento degli studenti alla formazione degli insegnanti alla gestione della scuola. Secondo una stima, la Cina ha aperto la strada a oltre 1 miliardo di dollari investiti a livello globale lo scorso anno nell’istruzione tramite AI. In secondo luogo, la competizione accademica in Cina è agguerrita.

Dieci milioni di studenti all’anno sostengono l’esame di ammissione all’università, il gaokao. Il  punteggio ottenuto determina se e dove si può iscriversi all’università ed è considerato il principale fattore determinante del successo per il resto della vita. E i genitori pagano volentieri. infine, gli imprenditori cinesi hanno a disposizione masse di dati per formare e perfezionare i loro algoritmi. La popolazione è vasta, i punti di vista delle persone sulla privacy dei dati sono molto più accessibili che in Occidente.
Nei cinque anni dalla sua fondazione, Squirrel ha aperto 2.000 centri di apprendimento in 200 città e registrato oltre un milione di studenti, pari all’intero sistema scolastico pubblico di New York City. Prevede di aprire 2.000 ulteriori centri un anno e a oggi, la società ha raccolto oltre 180 milioni di dollari in finanziamenti, ottenendo nel 2018 lo status di “unicorno”, in quanto startup privata il cui valore è stimato almeno 1 miliardo di dollari.

Anche la Silicon Valley è profondamente interessata a questo settore. In un rapporto del marzo 2019, la Chan-Zuckerberg Initiative e la Bill and Melinda Gates Foundation ha identificato l’IA come uno strumento educativo degno di investimento. Nel suo libro del 2018 Rewiring Education, John Couch, vicepresidente dell’educazione di Apple, ha lodato Squirrel AI. (Una versione cinese del libro è coautore del fondatore di Squirrel, Derek Li.) Inoltre Squirrel ha anche aperto un laboratorio di ricerca congiunto con la Carnegie Mellon University per studiare l’apprendimento personalizzato su scala, quindi esportarlo a livello globale.

CONOSCI TE STESSO?
Gli esperti tuttavia si preoccupano della direzione che sta prendendo questa corsa all’IA nell’istruzione. Nel migliore dei casi, dicono, l’IA può aiutare gli insegnanti a promuovere gli interessi e i punti di forza dei propri studenti. Nel peggiore dei casi però potrebbe ulteriormente consolidare una tendenza globale verso l’apprendimento e i test standardizzati, lasciando la prossima generazione mal preparata ad adattarsi in un mondo del lavoro in rapido cambiamento.

“L’approccio di Squirrel può produrre grandi risultati sull’educazione tradizionale, ma non prepara gli studenti ad essere flessibili in un mondo che cambia. Esiste una differenza tra apprendimento adattivo e apprendimento personalizzato” spiega alla MIT Technology Review  Chris Dede, professore presso l’Università di Harvard nel programma Tecnologia, innovazione e istruzione. “Squirrel persegue l’obiettivo di un apprendimento adattivo, che riguarda capire esattamente ciò che gli studenti sanno e non sanno – continua Dede – ma non presta attenzione a ciò che vogliono sapere o al modo in cui apprendono meglio. Solo un apprendimento personalizzato tiene invece conto dei loro interessi e bisogni”.

 

 

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