Clima: come la pensano i Millennials americani

Un sondaggio condotto negli Usa dal noto istituto americano Pew Research rivela come rispetto al tema dei cambiamenti climatici vi siano differenze di vedute fra i giovani repubblicani appartenenti alla generazione dei Millennials e i membri più anziani.
Cristina Da Rold, 23 Maggio 2018
Micron
Micron
Giornalista scientifica

C’è una differenza fra i giovani repubblicani e i loro colleghi più anziani, e riguarda il clima. Il 36% dei Millennials repubblicani (i nati fra il 1981 e il 1996) ritiene che la Terra si stia riscaldando principalmente a causa dell’attività umana e che i cambiamenti climatici stiano effettivamente influenzando le loro comunità. Questo è ciò che si evince da una survey condotta dal noto istituto americano Pew Research. Il fatto che un Millennials repubblicano su tre concordi sul fatto che la Terra si stia riscaldando principalmente a causa dell’attività umana non è una percentuale alta, ma comunque doppia rispetto alla quota di Repubblicani della fascia di età dei loro genitori o delle generazioni precedenti.

Fonte: Pew Research Center

Inoltre, il 45% dei giovani repubblicani ammette che stiamo assistendo ad (almeno) alcuni degli effetti noti del cambiamento climatico globale, rispetto a un terzo dei Repubblicani più anziani. Ma soprattutto, i giovani sono più critici nei confronti del governo: il 60% dei Millennials conservatori afferma che il governo federale sta attualmente facendo troppo poco per proteggere gli animali e i loro habitat, il doppio rispetto alla fascia dei repubblicani più anziani. Il 59% dei giovani ritiene che siano troppo scarsi gli sforzi per salvaguardare la qualità dell’acqua dei laghi e dei fiumi (contro il 43% dei più anziani) e il 49% pensa lo stesso riguardo la qualità dell’aria, rispetto al 29% dei conservatori più anziani.
Ma soprattutto, la nuova generazione di conservatori è più incline a optare per le fonti di energia rinnovabile in sostituzione delle fonti fossili, non solo per ridurre le emissioni, ma anche per ragioni di salvaguardia del territorio, cioè per ridurre, per esempio, i processi di estrazione del carbone e di fracking. Il 44% dei giovani repubblicani sostiene sia necessario aumentare l’uso di trivellazioni offshore, rispetto al 75% dei repubblicani più anziani. L’87% dei Millennials repubblicani vorrebbe invece più investimenti sull’eolico, contro il 73% dei repubblicani più anziani.
Nel complesso, l’84% dei repubblicani e il 93% dei democraticiritengono che bisognerebbe aumentare gli impianti per la produzione di energia solare, e il 79% dei repubblicani e il 91% dei democratici vorrebbero più impianti per la produzione di energia eolica. Le percentuali dunque non sono molto differenti fra i due schieramenti politici, riguardo alla necessità di una virata verso il green. Il pomo della discordia rimane invece il passaggio successivo: iniziare a rinunciare agli investimenti sulle fonti fossili. Le percentuali di repubblicani e democratici che vorrebbero più perforazioni sono – come si vede dal grafico – ancora molto differenti, anche se come si è visto, i più giovani fra i conservatori sono meno inclini a investire ancora una volta nelle fonti fossili.

La vera nota dolente è però che queste differenze non si traducono in una maggiore fiducia nei più giovani sugli effetti delle politiche volte a ridurre il cambiamento climatico. Sia fra i giovani che fra i più anziani, il 44% dei repubblicani afferma che le politiche per ridurre gli effetti dei cambiamenti climatici non fanno in realtà alcuna differenza per l’ambiente, e circa un quarto di loro ritiene che anzi, tali politiche producano più danni che benefici per la comunità.
Insomma, da quanto emerge da questa survey pare che il problema non sia tanto migliorare la sensibilità dei più giovani – anche se conservatori – verso i temi ambientali: ancora una volta il vero nemico è lo scetticismo. Lo snodo cruciale è alimentare nei più giovani la fiducia nella politica come strumento in grado di migliorare le cose.

Commenti dei lettori


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    X