CO2, l’uomo emette 100 volte di più di tutti i vulcani

Una delle argomentazioni degli scettici del clima è che a contribuire in larga misura alle emissioni globali possano essere i vulcani. Non è così, come sembra dimostrare un recente studio decennale.
Stefano Pisani, 08 Ottobre 2019
Micron
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Giornalista Scientifico

Secondo uno studio decennale, l’attività umana ogni anno produce fino a 100 volte più carbonio (che contribuisce al surriscaldamento globale) rispetto a quanto fanno tutti i vulcani sulla Terra messi insieme. Questi risultati sembrerebbero dunque dimostrare che i vulcani non contribuiscono in larga misura alle emissioni globali, come invece sostengono diverse teorie abbastanza diffuse.

Il Deep Carbon Observatory (DCO), un programma globale di ricerca che comprende un team internazionale composto da 500 scienziati, ha annunciato nei giorni scorsi la prossima pubblicazione sulla rivista Elements di una serie di articoli che descrivono come il carbonio viene immagazzinato, emesso e riassorbito attraverso processi naturali e artificiali. I ricercatori hanno scoperto che le emissioni artificiali di anidride carbonica superano drasticamente il contributo di CO2 apportato dai vulcani – che espellono gas e sono spesso considerati come uno dei principali responsabili del cambiamento climatico – ai tassi di riscaldamento attuali.

Gli scienziati hanno prima di tutto mostrato che solo i due decimi dell’1% del carbonio totale della Terra – quindi circa 43.500 gigatonnellate – si trova sopra la superficie degli oceani, al di sopra della Terra e nella nostra atmosfera. Il resto, che corrisponde all’incredibile cifra di 1,85 miliardi di gigatonnellate, è immagazzinato nella crosta terrestre, nel mantello e nel nucleo del nostro Pianeta, e riesce a fornire agli studiosi indizi su come esso si sia formato miliardi di anni fa.

Attraverso la misurazione della presenza di alcuni specifici isotopi di carbonio in campioni di roccia provenienti da tutto il mondo, i ricercatori del DCO sono stati in grado di creare una linea temporale che arriva fino a 500 milioni di anni fa e che ha lo scopo di illustrare il modo in cui il carbonio si è mosso, nel corso del tempo, tra terra, mare e aria. Gli scienziati hanno scoperto che, in generale, il Pianeta ha autoregolato i suoi livelli atmosferici di anidride carbonica, che come ben si sa è un gas serra fondamentale, nell’arco di tempi geologici di centinaia di migliaia di anni.

Casi estremi ‘eccezionali’ in questo processo sono quelli che si sono verificati in corrispondenza dei cosiddetti ‘disastri catastrofici’ nel ciclo del carbonio della Terra, ossia in occasione di eventi come le immense eruzioni vulcaniche oppure le collisioni di meteore, come quella che ha portato all’estinzione dei dinosauri. «Abbiamo visto che, in passato, queste enormi, inusuali, apporti di carbonio nell’atmosfera hanno causato un surriscaldamento, con profondi cambiamenti sia nella composizione dell’oceano che nella disponibilità di ossigeno», ha spiegato Marie Edmonds, tra gli autori dello studio e docente di vulcanologia e petrologia presso il Queens’ College di Cambridge.

Il team ha stimato che l’impatto del cosiddetto asteroide di Chicxulub, 66 milioni di anni fa, che ha ucciso tre quarti di tutta la vita sulla Terra, ha rilasciato tra 425 e 1.400 gigatonnellate di CO2. Le emissioni artificiali, nel solo 2018, hanno superato le 37 gigatonnellate. «La quantità di CO2 pompata nell’atmosfera dall’attività antropogenica (ossia riconducibile all’uomo) negli ultimi 10-12 anni è praticamente equivalente al cambiamento catastrofico che si è verificato durante questi eventi che abbiamo visto nel passato della Terra», ha continuato Edmonds.

Celina Suarez, professore associato di geologia all’Università dell’Arkansas, e altra coautrice, ha poi spiegato che le emissioni artificiali moderne sono dello stesso ordine di grandezza degli shock del carbonio che hanno provocato l’estinzione di massa. «Siamo allo stesso livello di catastrofe sul carbonio» ha dichiarato. In confronto, la CO2 rilasciata ogni anno dai vulcani si aggira intorno a 0,3 e 0,4 gigatonnellate, ossia circa 100 volte meno delle emissioni artificiali. «Gli scettici del clima indicano spesso i vulcani come possibile importante responsabile delle massime emissioni di CO2, ma semplicemente non è così», ha commentato Edmonds.

Mentre l’atmosfera terrestre ha spesso, in passato, presentato concentrazioni più elevate di CO2 rispetto ai giorni nostri, al di fuori degli eventi eruttivi catastrofici, al pianeta ci sono voluti centinaia di migliaia di anni per accumulare tali livelli. Al contrario, le emissioni di carbonio provocate dall’uomo hanno visto aumentare i livelli di CO2 di due terzi nell’arco di pochi secoli. «I negazionisti delle cause umane dei cambiamenti climatici sostengono che la Terra riesca sempre a riequilibrarsi da sola», ha concluso Suarez, «certo, sì. Si riequilibrerà da sola, ma non su una scala temporale significativa per gli esseri umani».

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