Dall’Amazzonia una rara specie di uccello ibrido

Si tratta del manachino dalla corona dorata (Lepidothrix vilasboasi), uccello chiamato così per via della cima della sua testa di color giallo che si trova sopra a un corpo verde. Questa particolare specie vive in una piccola area all'interno della foresta pluviale amazzonica in Brasile. I ricercatori dell’Università di Toronto, attraverso test genetici, hanno provato che la specie originariamente è nata come ibrido di altre due e si è poi evoluta per diventare l’uccello raro che oggi possiamo ammirare.
Micron
Micron
Giornalista scientifica

Tag

Tra le oltre 1200 specie di uccelli che affollano le chiome della foresta amazzonica ci sono anche i Manachini (Pipridae). Un gruppo di piccoli e coloratissimi passeriformi, saliti spesso agli onori della cronaca per la loro bellezza e le loro incredibili capacità: c’è chi balla come Michael Jackson e chi canta con le ali. Ma a guadagnarsi le pagine dell’ultimo numero di Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS) e a stupire schiere di ornitologi per le sue origini bizzarre, è stato il manachino corona dorata (Lepidothrix vilasboasi). Secondo lo studio del team di ricercatori dell’Università di Toronto, guidato da Jason Weir e Alfredo Barrero-Guzman, il manachino corona dorata sarebbe infatti la prima specie nata per ibridazione mai scoperta in Amazzonia. E a dimostrarlo non sono solo i geni, ma anche le bellissime piume dorate che ricoprono il suo capo e che svelano un passato fatto di incroci tra due specie e di nuovi caratteri.
Grande meno di 10 centimetri e riapparso solo nel 2002, il manachino corona dorata fu osservato per la prima volta nel 1957 dall’ornitologo Helmut Sick in Amazzonia, vicino alle sorgenti del fiume Cururu-ri, nello stato del Parà. Ancora oggi quest’uccello conserva il suo minuscolo areale – appena 200 kmq – incastonato tra quello del manachino capopale (Lepidothrix iris) a est e quello del manachino caponiveo (Lepidothrix nattereri) a ovest. Queste tre specie sono molto simili tra loro: appartengono allo stesso genere, hanno tutte un piumaggio verde brillante e canti molto simili. Tanto che l’unico carattere che davvero le differenzia è il colore delle piume che ricoprono la sommità del capo: bianche e riflettenti come la neve nel manachino caponiveo, cangianti dall’azzurro al rosa nel capopale e giallastre e poco riflettenti nel manachino corona dorata. E proprio l’areale ristretto e questa piccola differenza di colorazione hanno acceso la curiosità dei ricercatori.
Così il team ha analizzato campioni genetici e di piume provenienti da 144 esemplari appartenenti alle tre specie, che vivono tra lo stato del Parà e quello del Mato Grosso, in Brasile. Tutt’e tre rare e inserite nella Red List dell’IUCN. E infatti, esaminando il genoma del manachino corona dorata con 16.000 marcatori genetici diversi, il gruppo di scienziati ha compreso la reale parentela che intercorre tra le tre specie. Non derivano tutte da un singolo progenitore, ma il manachino corona dorata è una specie “figlia” dell’incrocio delle altre due: circa il 20% del suo genoma proviene dal caponiveo e circa l’80% dal capopale.
Oltre ai geni, però, anche la colorazione delle piume della testa di questi manachini è un’ulteriore prova dell’ibridazione delle due specie. Infatti la lucentezza delle piume del manachino caponiveo e del capopale è dovuta a un colore strutturale: è cioè proprio la cheratina che forma il piumaggio, con le sue nanostrutture, a conferire o il bianco brillante o il colore cangiante alla testa di queste due specie. Invece nel manachino corona dorata la struttura cheratinica sembra essere una via di mezzo tra le due e genera a un colore più opaco. Proprio questa opacità delle piume del capo, nei primi ibridi, avrebbe creato un grosso problema ai maschi: attrarre le femmine. Avere piume meno lucenti e dover competere con i maschi del caponiveo e del capopale era un’impresa ardua. E così i manachini “ibridi” hanno rimediato al danno con i pigmenti: i carotenoidi assunti con la dieta. Il colore giallo-dorato è infatti il risultato di un colore strutturale sommato al colore donato dai carotenoidi.

Piuma della testa_credit University of Toronto ScarboroughFonte: Hybrid speciation leads to novel male secondary sexual ornamentation of an Amazonian bird

E a sorprendere ancor di più è che il manachino corona dorata è una specie nata recentemente, appena una manciata di anni fa nella scala del tempo dell’evoluzione.
Secondo lo studio, infatti, le due specie di manachini “parentali” – i manachini caponiveo e i manachini capopale – si sarebbero ibridati circa 180.000 anni fa, quando entrambe avevano appena 300.000 anni. Tutte e tre sono, quindi, specie giovanissime rispetto agli altri uccelli dell’Amazzonia che hanno tra i 2 ai 4 milioni di anni. E l’incrocio fatidico sarebbe avvenuto in un’area di confine tra i due areali generando appunto una popolazione ibrida che, a un certo punto, ha smesso di incrociarsi liberamente con le specie parentali. Un isolamento genetico dovuto molto probabilmente alle barriere geografiche sorte in seguito all’ultima glaciazione, con la formazione dei fiumi che delineano ancora oggi l’areale del manachino corona dorata e che i volatili sono restii ad attraversare. Una serie di fortunate coincidenze che rende il manachino corona dorata così speciale agli occhi di ornitologi e di evoluzionisti.

Barrera Guzman
Fonte: Hybrid speciation leads to novel male secondary sexual ornamentation of an Amazonian bird

Commenti dei lettori


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    X