Depressione da quarantena? Stress da pandemia? Ci pensa la realtà virtuale

La pandemia di coronavirus sta costringendo le persone ad agire su (e gestire contemporaneamente) tre diversi scenari problematici psicologici: lo stress propriamente legato alla patologia, la "scomparsa" dei luoghi che eravamo abituati a frequentare e la crisi del "senso di comunità". La paura di ammalarsi ha come primo effetto l'aumento dell'ansia e la necessità di mettersi in quarantena e di restare, necessariamente, isolati ci sta facendo perdere il senso del luogo e dell'appartenenza a una comunità. La realtà virtuale, si  riuscirebbe a simulare questo pezzo di vita perduto.
Stefano Pisani, 10 Maggio 2020
Micron
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Giornalista Scientifico

Una soluzione alle nefaste conseguenze psicologiche causate dal coronavirus potrebbe essere la realtà virtuale. In particolare, per alleviare l’impatto psicologico della necessità di isolamento sociale potrebbe servire collegarsi a un opportuno video tridimensionale a 360 gradi, come si legge in un nuovo articolo pubblicato sulla rivista Cyberpsychology, Behavior e Social Networking. Tra i coautori dello studio, intitolato “How Cyberpsychology and Virtual Reality Can Help Us to Overcome the Psychological Burden of Coronavirus”, Giuseppe Riva, dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

La pandemia di coronavirus sta costringendo le persone ad agire su (e gestire contemporaneamente) tre diversi scenari problematici psicologici: lo stress propriamente legato alla patologia, la “scomparsa” dei luoghi che eravamo abituati a frequentare e la crisi del “senso di comunità”. La paura di ammalarsi ha come primo effetto l’aumento dell’ansia e la necessità di mettersi in quarantena e di restare, necessariamente, isolati ci sta facendo perdere il senso del luogo e dell’appartenenza a una comunità. La realtà virtuale, si sostiene nell’articolo, riuscirebbe a simulare questa realtà perduta.

Da tempo si ritiene che la realtà virtuale immersiva potrebbe effettivamente rivelarsi molto utile dal punto di vista psicologico. In un articolo pubblicato all’inizio dell’anno sulla rivista Frontiers in Psychology si sosteneva infatti, per esempio, che l’esposizione alla natura in un teatro di simulazione di realtà virtuale produceva benefici per lo stato emotivo delle persone che non potevano accedere all’esterno. Gli esperimenti condotti su studenti universitari sani esposti a 6 minuti di “natura” simulata da un video di realtà virtuale immersiva a 360 gradi e esposti a un reale luogo all’aperto, hanno rivelato infatti la stimolazione di identici effetti positivi sull’umore (misurati mediante la conduttività della pelle), indipendentemente dal tipo di ambiente naturale e dalle caratteristiche demografiche dei partecipanti allo studio.

Gli scienziati, nel nuovo studio, sottolineano inoltre che il costo delle tecnologie legate alla realtà virtuale è ormai notevolmente diminuito negli ultimi anni: ora c’è infatti un accesso gratuito ai video immersivi a 360 gradi sviluppati per diverse finalità specifiche e che consentono a una persona di sentirsi come se si trovasse effettivamente in uno spazio reale. Nella ricerca gli studiosi suggeriscono anche un piano giornaliero sull’utilizzo di queste tipologie di video.

“Man mano che la nostra società affronta questi tempi difficili, man mano che i giorni passano, diventa imperativo affrontare il nodo del benessere mentale – spiega Brenda K. Wiederhold, dell’Interactive Media Institute, San Diego, California, coinvolta nello studio – ed è molto incoraggiante vedere che gli usi pratici delle tecnologie avanzate, come la realtà virtuale, hanno un impatto positivo sulla salute. Questo nuovo sfruttamento degli spazi virtuali condivisi un tempo era ritenuto isolante, ma invece adesso vediamo che sta diventando sempre più importante come mezzo per riunire individui e famiglie. Non vediamo l’ora di continuare

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