1. Limitare l’inquinamento delle centrali elettriche
Uno dei modi più significativi per ridurre l’inquinamento climatico, soprattutto negli Stati Uniti, è quello di colpire la più grande fonte di inquinamento da carbonio: le centrali elettriche.
Obama aveva messo in moto questo processo grazie al Clean Power Plan, un piano dedicato alle energie rinnovabili e l’efficienza energetica. Ora l’amministrazione Trump sta però cercando di affossarlo mettendo il pericolo l’ambiente e la salute pubblica.

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2. Inquinamento e Cina
Nessun piano climatico può dirsi completo senza una strategia sistematica per ridurre le emissioni cinesi. Fortunatamente, dal 2014, Pechino si è impegnato a limitare i gas serra e ad aumentare il combustibile non fossile fino al 20% del suo mix energetico entro il 2030.
Raggiungere questo obiettivo richiederà grandi sforzi economici per permettere il passaggio a combustibili a basse emissioni di carbonio: la Cina brucia infatti metà del carbone mondiale.
Ma il gigante cinese si sta muovendo per dare un cambio drastico al proprio sviluppo energetico: del 2013, è il Paese che ha puntato di più nell’eolico e ha investito oltre 100 miliardi di dollari in energia pulita, più del doppio degli investimenti statunitensi.

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3. Ampliare il carbon market
I mercati internazionali della CO2 possono svolgere un ruolo importante nel ridurre in modo efficace rispetto ai costi le emissioni di gas serra a livello mondiale.
In tutto il mondo il numero di sistemi di scambio delle emissioni è in aumento. Oltre al sistema europeo di scambio di quote di emissione (EU ETS), operano già, o sono in fase di sviluppo, dei sistemi nazionali o sub-nazionali in Canada, Cina, Giappone, Nuova Zelanda, Corea del Sud, Svizzera e Stati Uniti.
L’accordo di Parigi fornisce una base solida e ambiziosa per l’uso dei mercati internazionali e rafforza gli obiettivi internazionali, la trasparenza e la responsabilità delle parti.
Riconoscendo l’importanza dei mercati internazionali della CO2, l’articolo 6 dell’accordo: consente alle parti di ricorrere allo scambio internazionale delle quote di emissione per contribuire al raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni istituisce un quadro per delle norme contabili comuni solide oltre a creare un nuovo e più ambizioso meccanismo di mercato.

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4. Nuovi leggi per favorire la “rivoluzione digitale”
Nell’era degli smartphone e dei touch screen, l’industria elettronica degli Stati Uniti sta lottando per sfruttare efficacemente le nuove innovazioni e le risorse energetiche, tra cui l’energia eolica e solare.
Cosa si frappone? Leggi obsolete che regolano le società elettriche. Per favorire il percorso a un’energia pulita, bisogna aggiornare queste leggi, in particolare a livello statale, e aprire i mercati dell’elettricità agli imprenditori, all’innovazione e alle energie rinnovabili.

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5.Fine dei sussidi per i combustibili fossili
Per ogni dollaro speso per sostenere l’energia rinnovabile, altri 6 dollari vengono spesi per sussidi per i combustibili fossili. Questi sussidi hanno lo scopo di proteggere le aziende e i consumatori dai fluttuanti prezzi del carburante, ma ciò che effettivamente fanno è mantenere le società energetiche sporche molto redditizie.

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6. Stop alla deforestazione
Le foreste pluviali hanno scarso appeal di mercato se confrontate con il valore del terreno di compensazione per legname e agricoltura. Ma la deforestazione deve essere fermata. Arrestare questo processo e consentire il recupero delle foreste degradate potrebbe rappresentare il la diminuzione del 24-30% delle emissioni globali annue di gas serra.

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7. Limitare le perdite di metano
Circa un quarto dell’aumento della temperatura sul nostro pianeta è dovuto al metano. Negli Stati Uniti, l’industria del petrolio e del gas sono la più grande fonte di perdite di metano.
Riparare queste perdite è la chiave. Gli operatori di petrolio e gas dovrebbero migliorare il proprio monitoraggio delle perdite di gas naturale.

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8. Limitare il particolato atmosferico
Il particolato atmosferico è un grave rischio per la salute in tutto il mondo, soprattutto laddove i fornelli tradizionali sono ancora utilizzati per preparare i pasti e fornire il riscaldamento domestico. La fuliggine può essere inalata, causando numerose malattie.
Il componente principale del particolato atmosferico è il carbonio nero, che danneggia il clima assorbendo direttamente la luce e portando così a un innalzamento delle temperature.
Nei Paesi sviluppati, il black carbon è in declino, in gran parte dovuto a controlli più severi sulla combustione del gasolio. Le prospettive sono meno certe nei Paesi in via di sviluppo, anche se la consapevolezza del problema sta crescendo, grazie a programmi come l’Alleanza Globale per Clean Cookstoves.

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9. Eliminare gli idrofluorocarburi (HFC)
Gli idrofluorocarburi (HFC) sono un gruppo di sostanze chimiche artificiali utilizzate per i processi industriali, in particolare l’aria condizionata e la refrigerazione Gli HFC non sono dei buoni alleati per il clima. Quando si tratta di intrappolare il calore, sono migliaia di volte più potenti del biossido di carbonio.
Fortunatamente, le Nazioni Unite hanno concordato nel 2016 un accordo fondamentale – l’emendamento Kigali al Protocollo di Montreal – per eliminare gradualmente l’uso degli HFC. Poiché gli HFC sono stati etichettati come il gruppo di gas serra in più rapida crescita al mondo, questa è una grande vittoria per il clima. Gli scienziati suggeriscono che questa azione possa prevenire fino a 0,5° C di riscaldamento entro la fine del secolo.

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10. Ridurre l’inquinamento dei fertilizzanti
I fertilizzanti sono il motore dell’agricoltura. Ma se applicati in modo impreciso, l’eccesso può trasformarsi in ossido di azoto, un gas a effetto serra 300 volte più potente del biossido di carbonio.
Fortunatamente, i progressi scientifici consentono agli agricoltori di utilizzare livelli più precisi di fertilizzanti, risparmiando denaro e riducendo gli sprechi. Tuttavia, richiederà un’azione più ampia per risolvere il problema abbastanza velocemente da avere un impatto sui cambiamenti climatici.
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