Ecco My PhD Tutor. Consigli e orientamento per il tuo dottorato

Un nuovo servizio gratuito lanciato dal “Comitato per la valorizzazione del dottorato” fa incontrare gli studenti universitari con i dottorandi e i dottori di ricerca. Si chiama “My PhD Tutor” e in molti si sono già iscritti.
Stefano Porciello, 04 Febbraio 2019
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Relazioni internazionali e Studi europei

414 iscrizioni in appena cinque giorni. Più di duecentotrenta reazioni al post su Facebook, settanta condivisioni. Sono i numeri della risposta al nuovo progetto “My PhD tutor”, un servizio gratuito e gestito da volontari lanciato dal “Comitato per la valorizzazione del dottorato” il 29 gennaio. Dottorandi e studenti di più di 40 università italiane e straniere (tra i paesi coinvolti ci sono Stati Uniti , Regno Unito e Norvegia) hanno compilato il form per offrire le loro conoscenze o per richiedere l’assistenza di un tutor più grande, che possa indirizzarli nelle scelte da compiere per intraprendere al meglio i primi passi nel mondo della ricerca scientifica. Che si tratti di scegliere l’argomento della tesi magistrale, di chiedere informazioni sulle opportunità disponibili o su come lavora un determinato gruppo di ricerca, il Comitato intende offrire l’aiuto di un dottorando o di un dottore di ricerca con esperienza, che abbia interessi, formazione e prospettive affini agli studenti che ne faranno domanda. «Il nostro obiettivo è mettere in contatto dottorandi e studenti di tutta Italia favorendo un passaggio di conoscenze intergenerazionale», dice Mario Murari, Presidente del Comitato. Secondo lui, si tratta di un progetto in grado di portare dei «benefici immediati» agli aspiranti dottorandi.

Per un’associazione giovane, di piccole dimensioni (Il Comitato conta un paio di centinaia di tesserati) e principalmente attiva su Milano, la risposta ricevuta può considerarsi davvero un buon risultato. Che racconta anche l’esistenza di una domanda di orientamento da parte degli universitari sulle scelte relative al dottorato; una domanda che non trova, evidentemente, adeguate risposte. Anche per questo tre associazioni di universitari – l’Unione degli Universitari (UDU), Unilab Svoltastudenti e il Coordinamento Liste per il Diritto allo Studio (CLDS) – hanno aderito all’iniziativa. “Riteniamo molto utile creare un ponte e un contatto costante tra studenti magistrali e i dottorandi.
Il nostro obiettivo è che gli studenti che si approcciano alla tesi e al dottorato facciano una scelta consapevole» ha dichiarato Enrico Gulluni, che dell’UDU è il Coordinatore nazionale. Il Comitato per la valorizzazione del dottorato sta ancora raccogliendo le iscrizioni di studenti e dottorandi: lo fa attraverso un Google form che ha diffuso sulle sue pagine Facebook e Twitter . Ma quando partirà il servizio? Molto dipenderà dai “match” tra materie e interessi dei diversi iscritti, spiega Mario Murari, che ritiene plausibile cominciare a far incontrare studenti e dottorandi online a partire da marzo 2019.
Gli iscritti sono distribuiti abbastanza equamente tra studenti e giovani ricercatori, mentre viene registrato un forte coinvolgimento delle discipline scientifiche, dalle quali arriva il 70% dei partecipanti. Ma è davvero così importante avere un tutor per poter scegliere più consapevolmente un percorso di dottorato? «La scelta dell’argomento della tesi o del dottorato da intraprendere sono troppo spesso un salto nel buio», recita il comunicato dell’associazione: «Manca infatti una chiara informazione delle reali opportunità disponibili, sia livello nazionale sia all’interno dell’Università stessa, che aiuti gli studenti a fare una scelta realmente consapevole. Eppure, si tratta di una decisione che ricopre un ruolo di primo piano nel percorso futuro, soprattutto per chi ha intenzione di intraprendere la carriera accademica».
Nel nostro giro del mondo del dottorato abbiamo registrato esigenze molto simili arrivare da tutti i paesi che abbiamo raccontato. Discutere le proprie aspettative, chiedere informazioni e aiuto, cercare un punto di vista diverso sul percorso da intraprendere sono solo alcuni dei consigli che abbiamo raccolto in questi mesi. «Non c’è alternativa. Chiedere è l’unico modo di conoscere come funzionano le cose dall’interno», ci ha detto recentemente Antonio Sclocchi, dottorando in Fisica teorica a Parigi.
Saverio Massaro è tra coloro che si sono resi disponibili a fare tutorato rispondendo al post su Facebook: è un contrattista per il laboratorio di progettazione “Architettura e Città” all’Università della Basilicata e ha ottenuto il dottorato in architettura alla Sapienza. «Credo che sia un’iniziativa lodevole e molto utile», dice di My PhD tutor: «Ho già fatto questo genere di attività in maniera informale dando consigli agli amici che ne avevano bisogno. Su questo fronte non esistono vademecum: fai affidamento soprattutto sul passaparola», racconta. Gli chiedo perché ha deciso d’iscriversi: «Mi sarebbe servito qualcosa di simile», dice: «Prima di iniziare un dottorato chiedi in giro, ti informi, cerchi contatti; se non lo fai rischi di ritrovarti all’interno di un progetto e accorgerti che, magari, non fa per te». Aspettando di conoscere i risultati finali della campagna e di scoprire se i volontari riusciranno a dare un supporto concreto agli studenti più giovani, sappiamo che il 13% degli iscritti al programma lavora all’estero, mentre quasi la metà (il 45% di chi ha risposto all’iniziativa) è attivo in Nord Italia. «Le iscrizioni sono un po’ concentrate su Milano, Torino, Pavia, Verona, ma siamo soddisfatti», ci dice Mario Murari. Che sottolinea, però, quanto sia importante la partecipazione di quei ricercatori che lavorano fuori dai confini italiani: potranno dare informazioni sui Paesi dove vivono e allargare anche gli orizzonti di una scelta di formazione che talvolta non esce fuori dalle mura dell’Università in cui si è studiato. Mauro dice di aver registrato una forte volontà, da parte dei dottorandi, di mettersi a disposizione e di condividere le proprie conoscenze. Che siano proprio loro, già coinvolti in un Ph.D., a rendersi conto di quanto sia importante un orientamento efficace prima di iniziare il proprio progetto di ricerca?

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