Homo sapiens: si aggiorna l’album di famiglia

La storia di Homo sapiens ci ha abituati alle sorprese, dai nuovi parenti da aggiungere al nostro cespuglio familiare ai resti di nostri antenati in luoghi impensabili. Ora un nuovo studio pubblicato su Cell, attraverso l’analisi dei DNA delle popolazioni asiatiche rivela importanti novità sull’incrocio con un altro nostro cugino: l’uomo di Denisova.
Micron
Denisova hominin EnigmaA new type of hominid - Homo denisova - discovered via a single pinky finger, toe bone and tooth from 40 K year old Siberian fossils points to unknown migration out of Africa. The new-human discovery implies that there was a wave of human migration out of Africa around a million years ago that was completely unknown to science. The Denisovans likely roamed eastern Asia for thousands of years, probably interbreeding occasionally with both Neanderthals and the earliest Homo sapiens migrants. Melanesians, together with Papuan people and Australian Aborigines, are the only known modern humans whose prehistoric ancestors interbred with the Denisova hominin, sharing 4%–6% of their genome with this ancient human species.More: http://en.wikipedia.org/wiki/Denisova_homininArtwork: Viktor Deak http://anatomicalorigins.com/www.anatomicalorigins.com/Welcome.html
Micron
Giornalista scientifica

La storia di Homo sapiens ci ha abituati alle sorprese. Sono sbucati nuovi parenti da aggiungere al nostro cespuglio familiare, come l’ultimo arrivato Homo naledi. Sono emersi resti dei nostri antenati in luoghi prima impensabili, come il Marocco: scoperte che ci costringono a riscrivere i primi passi della nostra storia, retrodatandoli nel tempo. E dovremmo forse rivedere anche le date delle migrazioni out of Africa, che sarebbero state agevolate da cause climatologiche.
In ogni caso, a un certo punto della nostra storia evolutiva, siamo usciti dal continente nero e da quel momento non ci siamo più fermati. Abbiamo colonizzato tutto il Pianeta, mescolando i nostri geni con le altre specie di Homo incontrate lungo il cammino: Neanderthal in Europa e il misterioso Denisova in Oriente. E il ricordo di questi incontri è ancora impresso nel nostro DNA. Ora uno studio appena pubblicato su Cell da un gruppo di scienziati dell’Università di Washington, coordinati da Sharon Browning, avrebbe scovato l’ennesima sorpresa nella storia di questi amori. Homo sapiens non si sarebbe incrociato con l’uomo di Denisova una sola volta. Ma ben due.
Andiamo con ordine, però. Di questo cugino non abbiamo saputo nulla fino al 2008, quando nella grotta di Denisova sui Monti Altaj in Siberia fu scoperto il primo reperto, identificato come tale solo nel 2013. Ancora oggi i frammenti ossei che abbiamo di Denisova sono pochissimi. Qualche molare, un pezzo di un dito mignolo e il dito di un piede. Nonostante ciò si è riusciti a ricostruire il genoma di questo antico parente. E così l’Uomo di Denisova è ufficialmente entrato nel nostro album di famiglia: sarebbe stato un nostro lontano cugino vissuto in Asia e Oceania almeno tra i 70.000 e i 35.000 anni fa. E anche con lui (oltre che con Neanderthal) avremmo messo su famiglia.
La prova di questa love story è nel DNA dei popoli dell’Asia, e in particolare dell’Oceania. Se i moderni sapiens europei conservano dall’1 al 4% del DNA dei Neanderthal, gli asiatici hanno ricevuto in eredità dall’Uomo di Denisova un pezzettino di DNA, che costituisce dallo 0,2% al 5% del patrimonio genetico di Asiatici e Melanesiani, rispettivamente. E in questo pezzettino di DNA sarebbero custoditi anche i geni che consentono per esempio ai tibetani di essere così a loro agio alle grandi altezze dell’Himalaya.
Fino a oggi, l’ipotesi più accreditata era che questo “ricordo” denisoviano nel genoma delle popolazioni asiatiche fosse il frutto di un unico momento di incrocio tra sapiens e Denisova. Un incrocio avvenuto probabilmente in Oceania, dove sarebbe rimasta l’impronta genetica maggiore. Mentre il DNA denisoviano si sarebbe poi diffuso in Asia dall’Oceania con successive migrazioni, diluendosi man mano.
Ma secondo lo studio pubblicato su Cell, l’incrocio tra Homo sapiens e Denisova sarebbe avvenuto almeno due volte, e in due luoghi differenti. Le “impronte” del DNA denisoviano sui sapiens moderni sono infatti diverse. Per giungere a questa conclusione, il team ha messo a confronto il genoma dell’Uomo di Denisova con più di 5.600 sequenze genomiche di persone provenienti da Europa, Asia, America e Oceania, i cui profili genetici erano inclusi nei database UK10K project, 1000 Genomes Project e Simons Genome Diversity Project.
Il risultato di questo confronto ha fornito prove del tutto inaspettate. Alcune moderne popolazioni dell’Asia orientale – in particolare giapponesi, cinesi Han e Dai – avrebbero una vicinanza genetica ai Denisova superiore a quella dei papuasi. Soprattutto per alcune sequenze di DNA, diverse da quelle dei papuasi, che mostrano una chiara corrispondenza con il genoma di Denisova.

This graphical abstract shows two waves of Denisovan ancestry have shaped present-day humans. Credit Browning et al.Cell
This graphical abstract shows two waves of Denisovan ancestry have shaped present-day humans. Credit Browning et al.Cell

Gli incroci tra Homo sapiens e l’Uomo di Denisova sarebbero quindi stati due e sarebbero avvenuti in due luoghi differenti. Probabilmente, quello che successe è che gli antenati dei papuasi si ibridarono con un gruppo meridionale di Denisovani, mentre gli antenati di cinesi e giapponesi si mescolarono a un gruppo settentrionale. Secondo il team, poi, l’incrocio con Denisova sarebbe avvenuto molto presto, poco dopo che i sapiens lasciarono l’Africa, tra 200.000 e 50.000 anni fa.Naturalmente un enorme limite di questo studio è che il gruppo di Browning ha avuto a disposizione solo un genoma di Denisova con cui lavorare. Ma pensando ai pochissimi frammenti ossei che abbiamo dell’Uomo di Denisova è già tanto avere un genoma completo e riuscire a scoprire ulteriori intrecci nei rami nel nostro cespuglio familiare.Ora, il prossimo passo del team sarà quello di studiare altre popolazioni asiatiche e del resto del mondo, compresi i nativi americani e gli africani, per cercare nuovi indizi sui possibili incroci tra sapiens e Denisova.

Commenti dei lettori


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    X