I carburanti europei sono a norma?

L’Agenzia Europea per l’Ambiente ha pubblicato i dati relativi al monitoraggio sulla conformità dei carburanti venduti nei paesi europei per il trasporto su strada nel 2016. Sono state registrate 507 situazioni di non conformità nella benzina venduta in Europa e 101 non conformità fra i carburanti diesel. Dati che hanno anche una ricaduta in termine di salute per la popolazione europea.
Cristina Da Rold, 08 Febbraio 2018
Micron
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Giornalista scientifica

L’EEA (Agenzia Europea per l’Ambiente) ha pubblicato i dati relativi al monitoraggio sulla conformità dei carburanti venduti nei paesi europei per il trasporto su strada nel 2016. Risultato? Nel 2016 si sono registrate 507 situazioni di non conformità nella benzina venduta in Europa e 101 non conformità fra i carburanti diesel.
I superamenti della tensione di vapore nel periodo estivo sono stati segnalati in 14 Stati membri, i superamenti del RON (il Research Octane Number, la prova per testare il potere antidetonante di un combustibile) in 11 paesi, mentre i superamenti nei parametri relativi ai composti aromatici sono stati individuati in 14 Stati.
Il paese che mostra la situazione peggiore è il Belgio, dove sono emerse ben 256 non conformità nella benzina venduta (la metà delle non conformità di tutta Europa!) e 50 tra i diesel. La seconda nazione per risultati negativi è il Portogallo con rispettivamente 64 e 5 non conformità, mentre in Danimarca sono state individuate 33 non conformità per la benzina e 19 in Germania. Possiamo osservare inoltre che i paesi del nord Europa sono quelli che hanno mostrato gli output peggiori.
Per contro, 17 Stati membri hanno riportato meno di 10 non conformità per la benzina, e cinque paesi addirittura la piena conformità (Grecia, Lituania, Paesi Bassi, Slovenia e Svezia). In Italia le cose non sono andate male. L’EEA ha individuato 3 non conformità per la benzina e 4 per il diesel.
In generale continua a crescere in Europa l’utilizzo di diesel (71,8% del carburante venduto) mentre diminuisce l’uso della benzina(28,2%): nel 2016 in Europa sono stati venduti 100.838 milioni di litri di benzina e 257.206 milioni di litri di diesel. In Italia, il rapporto oggi è addirittura di 1 a 3: nel 2016 sono stati venduti 10.129 milioni di litri di benzina e 29.953 milioni di litri di diesel.
La forbice poi continua ad aprirsi: nel 2001 “solo” il 55,6% dei veicoli europei funzionava a diesel. Inoltre, siamo il secondo paese in Europa per quantità di carburante venduto: solo in Germania se ne sono venduti nel 2016 oltre 24 milioni di litri di benzina e ben 45 mila milioni di litri di carburante diesel.

Fonte: Fuel quality in the EU in 2016

Anche scegliere il diesel comunque ha un peso sull’ambiente in termini di inquinamento atmosferico. Se da un lato tutti i carburanti diesel contengono per regolamento biocomponenti e l’85% della benzina contenga bioetanolo, il trasporto su strada costituisce oggi una delle principali fonti di inquinamento, sia per i particolati e le polveri ultra sottili, che per i NOx. Il settore dei trasporti incide per quasi la metà delle emissioni di NOx.
Sui dati poi ci sarebbe da discutere. La stessa EEA in un altro rapporto sulla qualità dell’aria in Europa sottolinea un gap importante fra le misurazioni ufficiali degli inquinanti da traffico stradale (fra cui ossidi di azoto e di carbonio) effettuate tramite simulazioni in laboratorio e la realtà dei fatti. Si parla di differenze anche del 40%, ancora più elevate nel caso delle emissioni di NOx, in particolare per i veicoli diesel, dove la media del mondo reale può essere anche di quattro volte superiore rispetto a quelle ottenute con simulazioni in laboratorio.
Il risultato è che la relazione fra esposizione a livelli fuori soglia di ossidi di azoto e morti premature è oggi ben documentata. Sempre secondo quanto riporta l’EEA, nel 2015 il 9% della popolazione è stata esposta a livelli di NO2 superiori al valore limite annuale definito dall’UE e alle linee guida dell’OMS, con un output di 78 mila morti premature in 41 paesi europei. Il nostro Paese mostra inoltre i tassi più alti di anni di vita persi – Years of life lost (YLL) – a causa di morte prematura dovuti a PM2.5, diossido di azoto e Ozono fra i più alti d’Europa (dato EEA 2013).

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