I videogame influiscono sulle competenze sociali dei ragazzi?

La maggior parte delle ricerche condotte sugli effetti dei videogiochi sui giovani si è concentrata finora su prodotti "controversi" e effetti negativi come aggressività, ansia e depressione. Un nuovo studio pubblicato di recente sulla rivista ‘Child Development’ ha indagato se il tempo passato davanti ai videogame influenzi le abilità sociali dei bambini tra i 6 e i 12 anni.
Stefano Pisani, 04 Maggio 2019
Micron
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Giornalista Scientifico

I videogiochi stanno diventando sempre più popolari. Con la loro crescente diffusione, crescono naturalmente anche dubbi e preoccupazioni da parte di genitori e educatori sul modo in cui questi giochi influiscono su bambini e adolescenti.
La maggior parte delle ricerche condotte sugli effetti dei videogiochi sui giovani si è concentrata finora su prodotti “controversi” e effetti negativi come aggressività, ansia e depressione. Un nuovo studio condotto in Norvegia, e pubblicato di recente sulla rivista Child Development, ha esaminato il modo in cui i videogiochi influenzano le abilità sociali dei bambini tra i 6 e i 12 anni.
Gli scienziati hanno scoperto che i videogiochi hanno un effetto diverso sui giovani a seconda dell’età e del sesso, ma, in generale, non incidono in modo rilevante sullo sviluppo delle loro abilità sociale. Tuttavia, gli autori della ricerca hanno trovato che le ragazze di 10 anni che giocavano spesso avevano meno competenze sociali delle 12enni che invece giocavano meno frequentemente.
Lo studio è stato condotto da un team composto da ricercatori dell’Università norvegese di Scienza e Tecnologia (NTNU), dell’Università della California di Davis e dell’Ospedale norvegese di St. Olav. «Il nostro studio potrebbe tenere a bada alcune preoccupazioni sugli effetti negativi dei videogame sullo sviluppo dei bambini», ha spiegato Beate Wold Hygen, borsista post-dottorato presso la NTNU, che ha coordinato la ricerca. «Potrebbe non essere il videogioco in se stesso che merita la nostra attenzione, piuttosto i motivi per cui alcuni bambini e adolescenti trascorrono molto del loro tempo libero a giocare ai videogame».
I ricercatori hanno studiato 873 giovani norvegesi provenienti da differenti ambienti socioeconomici.
I ragazzi sono stati esaminati ogni due anni per sei anni, mentre avevano un’età compresa tra i 6 e i 12 anni. I bambini (quando avevano 10 e 12 anni) e i loro genitori (quando i bambini avevano 6 e 8 anni) hanno riferito circa il tempo trascorso dai ragazzi a giocare ai videogiochi attraverso tablet, PC, console di gioco e telefonini. Gli insegnanti dei ragazzi hanno inoltre compilato questionari sulla competenza sociale dei bambini e degli adolescenti, questionari che includevano parametri di misurazione legati alla cooperazione, all’asserzione e all’autocontrollo. I giovani hanno infine raccontato ai ricercatori quanto spesso giocavano con i loro amici.
Gli scienziati hanno preso in considerazione diversi fattori: il genere, perché i ragazzi tendevano a passare più tempo sui videogame rispetto alle ragazze e potevano avere maggiori probabilità di mostrare livelli inferiori di competenza sociale; lo status socioeconomico, perché i giovani provenienti da famiglie meno avvantaggiate potevano essere maggiormente a rischio di sviluppare problemi che riguardano le competenze sociali; l’indice di massa corporea (BMI), perché un BMI più elevato nelle ragazze è associato a una maggiore attività di gioco ai videogame e, in generale, i giovani con BMI più alti tendono ad avere più problemi con le competenze sociali; la quantità di tempo che i ragazzi dedicavano al gioco con gli amici, dal momento che quelli che giocano con amici hanno maggiori opportunità di praticare abilità sociali rispetto a quelli che giocano da soli o online con estranei.
I risultati dello studio hanno suggerito che, in generale, il tempo trascorso a giocare ai videogame non aveva effetti sullo sviluppo sociale dei ragazzi.
Nel dettaglio: le ragazze che passavano più tempo a giocare ai videogiochi all’età di 10 anni sviluppavano abilità sociali più deboli due anni più tardi (ossia competenze sociali minori rispetto alle coetanee di 12 anni che passavano meno tempo con i videogame). Inoltre, i bambini con difficoltà sociali a 8 e 10 anni avevano maggiori probabilità di passare più tempo a giocare ai videogiochi a 10 e 12 anni.
«Probabilmente, le scarse competenze sociali spingono i giovani a giocare ai videogame per lunghi periodi di tempo», suggerisce Lars Wichstrøm, coautore dello studio. «I giovani con difficoltà sociali potrebbero essere più inclini a giocare ai videogame per soddisfare il loro bisogno di appartenenza e il loro desiderio di dominio perché questi tipi di giochi sono facilmente accessibili e potrebbero essere meno complicati per loro, rispetto alle interazioni faccia a faccia».

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