Il campo magnetico terrestre si è “rotto”

Se la Terra è un luogo abitabile, dobbiamo in gran parte ringraziare il vasto campo magnetico che circonda il nostro Pianeta, che crea una schermatura dai venti solari e dalla radiazione cosmica. Ora, in un nuovo studio pubblicato sulla rivista Physical Review Letters, gli scienziati hanno esplorato a fondo una delle più potenti tempeste geomagnetiche della storia recente e hanno scoperto che la nostra barriera protettiva non è sicura come finora abbiamo pensato che fosse: la nostra magnetosfera, infatti, è stata incrinata.
Stefano Pisani, 15 Novembre 2016
Micron
Micron
Giornalista Scientifico

Tag

Se la Terra è un luogo abitabile, dobbiamo in gran parte ringraziare il vasto campo magnetico che circonda il nostro Pianeta, che crea una schermatura dai venti solari e dalla radiazione cosmica. La magnetosfera terrestre, che si estende a partire da circa 600 mila chilometri sulla superficie della Terra, è uno strato atmosferico invisibile e altamente carico che protegge la vita sul Pianeta dalle pericolose radiazioni spaziali. Ora, in un nuovo studio pubblicato sulla rivista Physical Review Letters, gli scienziati hanno esplorato a fondo una delle più potenti tempeste geomagnetiche della storia recente e hanno scoperto che la nostra barriera protettiva non è sicura come finora abbiamo pensato che fosse: la nostra magnetosfera, infatti, è stata incrinata.

UNA TEMPESTA SOLARE VIOLENTISSIMA
Una tempesta geomagnetica è un fenomeno che riguarda le dinamiche del Sole: durante una tempesta solare, la corona del nostro astro produce forti emissioni di materia che generano un forte vento solare con particelle ad alta energia che vanno a scontrarsi contro il campo magnetico terrestre dalle 24 alle 36 ore dopo l’espulsione di massa coronale.
Il 22 giugno del 2015, la Terra è stata bersaglio di una massiccia raffica di raggi cosmici galattici: i ricercatori hanno studiato l’evento analizzando i dati acquisiti dal più sensibile sistema di monitoraggio dei raggi cosmici del mondo: il telescopio di muoni GRAPES-3 che si trova ad Ooty in India. Per due ore, la magnetosfera della Terra è stata bombardata da queste particelle, che emettono radiazione ad energia immensamente alta e viaggiano attraverso lo spazio quasi alla velocità della luce. Si tratta di particelle temibili, che sono così potenti da poter facilmente penetrare lo scafo di una nave spaziale e lo scudo magnetico terrestre rappresenta la nostra prima linea di difesa contro di esse.
Circa 40 ore prima dell’evento del 22 giugno, una nube gigantesca di plasma è stata espulsa dalla corona solare (o atmosfera esterna) e ha finito per colpire la magnetosfera ad una velocità di circa 2,5 milioni di chilometri all’ora. La tempesta di giugno ha portato anche a un’aurora boreale (che si crea quando particelle cariche provenienti dallo spazio raggiungono l’atmosfera terrestre) supercarica.
La notizia, in sé, non è propriamente una novità: per esempio, di recente si è innescata una forte tempesta geomagnetica che è stata responsabile del black-out del segnale radio che si è verificato in molti paesi alle alte latitudini nel Nord e nel Sud America. Nel nuovo studio, però, i ricercatori sono riusciti finalmente a comprendere e stimare la reale portata del bombardamento incessante di raggi cosmici di giugno. Un team del Tata Institute of Fundamental Research, in India, ha eseguito numerose simulazioni basate sui dati raccolti quel giorno da GRAPES-3 e i risultati indicano che nella magnetosfera, durante quella tempesta, si era temporaneamente prodotta una breccia (che è stata responsabile del tilt dei nostri sistemi radio).

CREATI DEI “PUNTI DEBOLI”?
Gli scienziati ritengono che il bombardamento abbia causato una grave compressione della magnetosfera, costringendola a ridursi da 11 a 4 volte il raggio della Terra. I ricercatori sospettano che la tempesta geomagnetica sia stata abbastanza potente da ‘riconfigurare’ il nostro scudo magnetico, creando dei punti più deboli che permettano alle radiazioni e ai raggi cosmici di “scivolare” attraverso. Una vulnerabilità di questo genere si può verificare quando il plasma magnetizzato dal Sole deforma il campo magnetico terrestre, “stirando” la sua forma ai poli e diminuendo la sua capacità di deviare le particelle cariche. Un evento di questo tipo desta preoccupazione, sostengono i ricercatori, perché suggerisce che il nostro campo magnetico stia cambiando, o meglio si stia indebolendo in alcune parti.

UN FENOMENO TRANSITORIO MA SIGNIFICATIVO
“Si è verificato un indebolimento di 2 ore dello scudo magnetico protettivo della Terra nel corso di questo evento” scrivono gli scienziati “questo indebolimento transitorio dello scudo magnetico terrestre può fornirci indizi per una migliore comprensione delle supertempeste del futuro che potrebbero paralizzare le moderne infrastrutture tecnologiche della Terra e mettere in pericolo la vita degli astronauti nello spazio”.
Quindi, in sostanza, la buona notizia è che la nostra magnetosfera è stato solo temporaneamente incrinata, ma la cattiva notizia è che abbiamo scoperto che può essere violata e noi non possiamo farci molto. I ricercatori sperano che continuando a cercare di capire come si generano queste “crepe”, le prossime volte saremo meglio preparati ad affrontare raggi cosmici dall’effetto potenzialmente devastante.

Commenti dei lettori


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    X