Il colesterolo potrebbe accelerare la crescita dei tumori

Le diete ricche di colesterolo possono aumentare la velocità con cui il cancro cresce fino a 100 volte e le cellule staminali potrebbero essere la chiave. Il nuovo studio, che contiene risultati certamente non rassicuranti, ha tuttavia un risvolto positivo, perché potrebbe condurre a trattamenti sanitari più efficaci che scongiurino questa eventualità.
Stefano Pisani, 05 Febbraio 2018
Micron
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Giornalista Scientifico

Le diete ricche di colesterolo possono aumentare la velocità con cui il cancro cresce fino a 100 volte. Il nuovo studio, che contiene risultati certamente non rassicuranti, ha tuttavia un risvolto positivo, perché potrebbe condurre a trattamenti sanitari più efficaci che scongiurino questa eventualità.
Gli scienziati hanno iniziato la ricerca allo scopo di trovare una correlazione tra diete ad alto contenuto di colesterolo e un aumentato rischio di cancro al colon. Si tratta di un collegamento che in passato è stato già identificato, ma gli studiosi finora non hanno compreso molto sulle cause che sottendono questo fenomeno. Secondo gli autori del nuovo studio, le cellule staminali potrebbero essere la chiave: queste cellule possono infatti essere trasformate in quasi ogni tipo di cellula del corpo e sembra che il colesterolo in eccesso riesca ad aumentare la velocità con cui le staminali si moltiplicano e quindi la velocità a cui crescono i tumori.
“Siamo stati entusiasti di scoprire che il colesterolo influenza la crescita delle cellule staminali nell’intestino, che a sua volta accelera il tasso di formazione dei tumori di oltre 100 volte”, ha spiegato uno dei membri del team, Peter Tontonoz dell’Università della California di Los Angeles (UCLA). “Mentre la connessione tra il colesterolo alimentare e il cancro del colon è ben assodata, nessuno finora aveva spiegato il meccanismo dietro di essa”.
A quanto si legge sulla rivista Cell Stem Cell, nei test, eseguiti sui topi, i ricercatori hanno notato un innalzamento dei tassi di crescita dei tumori dopo aver aumentato la quantità di colesterolo presente nelle diete degli animali. I tassi di crescita sono aumentati poi anche in un altro gruppo di roditori in cui era stato modificato un gene specifico per indurre gli animali a produrre spontaneamente più colesterolo. Il gene alterato, che forma un enzima chiamato Lpcat3, regola i fosfolipidi, il tipo principale di grasso presente all’interno delle membrane cellulari. Il colesterolo in eccesso è stato prodotto andando a interferire proprio con il processo di produzione dei fosfolipidi. Gli scienziati hanno mostrato che, una volta che i livelli di colesterolo dei topi erano aumentati, la capacità delle cellule staminali di moltiplicarsi cresceva, causando un’espansione dell’intestino e del rivestimento del tessuto intestinale. Di conseguenza, anche il tasso di formazione del tumore, in queste due regioni, tendeva ad aumentare.
La sfida del futuro sarà verificare se il colesterolo può sortire lo stesso effetto anche su altri tipi di cancro oltre a, naturalmente, trovare nuovi metodi per fermare il tumore in espansione. Se saranno registrati gli stessi risultati anche negli esseri umani, la scienza medica potrebbe avere a sua disposizione un modo nuovo per combattere il cancro al colon e altri tumori.
Lo studio si inserisce anche nel dibattito, molto attuale, sull’efficacia o meno delle statine – farmaci che possono abbassare il livello di colesterolo “cattivo” LDL (lipoproteine ​​a bassa densità) nel sangue – nella riduzione anche del rischio di cancro. Secondo quanto si è scoperto finora, infatti, in più della metà dei pazienti oncologici è presente una mutazione in una proteina, la proteina p53, che invece di fermare il cancro ne favorisce la crescita e la formazione di metastasi. Di recente, Giannino Del Sal e colleghi dell’Università di Trieste hanno scoperto che la p53 mutata, per rendersi pericolosa, necessita di una particolare condizione fisica e meccanica nel cancro: la massa tumorale deve possedere una certa rigidità e tensione del tessuto, caratteristiche dei tumori più aggressivi e letali. Se così non è, la p53 non riesce ad accumularsi e dunque il tumore non può accrescersi e proliferare. La rigidità e la tensione del tessuto tumorale sono a loro volta influenzate dal colesterolo, ed è per questo che le statine possono essere efficaci per bloccare il cancro, distruggendone l’impalcatura sostenuta dalla proteina p53 mutata.
Il colesterolo si trova nella membrana esterna di tutte le cellule umane ed è prodotto dal fegato come elemento essenziale per il corpo. Tuttavia, un eccesso di grassi nel flusso sanguigno (in particolare, grassi di tipo LDL) è stato collegato a una serie di diversi problemi di salute, inclusi infarti e ictus. Gli alimenti ricchi di grassi saturi, grassi trans e alcuni tipi di carboidrati possono aumentare i livelli di colesterolo indesiderato nel corpo: di conseguenza, la maggior parte degli esperti mette in guardia contro il consumo eccessivo di carne rossa e latticini.
La speranza è che, comprendendo meglio i meccanismi che si celano dietro l’accelerazione della crescita di un tumore sia un giorno possibile anche tentare di innescare il processo contrario, e arrivare a farli contrarre.

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