Il mondo fra 70 anni? Troppo caldo per le Olimpiadi

L’Olimpiade che si è da poco conclusa in Brasile potrebbe essere una delle ultime ospitata da un Paese sudamericano. E anche Roma potrebbe avere problemi, in futuro, semplicemente a candidarsi per i Giochi Olimpici estivi. Il motivo? Il surriscaldamento climatico che, a partire dal 2085, potrebbe alzare le temperature di molte città nel mondo fino a livelli insostenibili per gli atleti.
Stefano Pisani, 05 Settembre 2016
Micron
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Giornalista Scientifico

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Un nuovo lavoro di un gruppo di ricercatori americani guidato da Kirk Smith dell’Università della California di Berkeley ha stimato che, nel giro dei prossimi 70 anni, solo otto città dell’emisfero settentrionale al di fuori dell’Europa occidentale saranno abbastanza fresche per proporsi per i Giochi, rendendo sempre più difficile per gli organizzatori continuare a designare le città ospitanti con il sistema attuale. «Il cambiamento climatico potrebbe imporre limitazioni per le Olimpiadi in futuro» ha spiegato Smith «e non solo a causa dell’innalzamento del livello dei mari».
Gli scienziati sono giunti a questa conclusione analizzando la radiazione di calore, l’umidità, la temperatura, e i dati relativi al vento provenienti da due modelli climatici separati focalizzati su possibili siti dei Giochi Olimpici, combinati in un modello chiamato WBGT (Wetbulb Globe Temperature). Utilizzando il WBGT, il team ha predetto le temperature delle varie città nell’emisfero settentrionale del mondo nei prossimi decenni, in particolare le temperature delle città con una popolazione di oltre 600 mila persone – uno dei requisiti che, attualmente, deve rispettare una città papabile.

MARATONE IMPOSSIBILI
Le analisi delle proiezioni si sono concentrate nell’emisfero settentrionale, ove risiede il 90% della popolazione mondiale. Oltre alle città con almeno 600.000 abitanti, gli autori hanno omesso le città che sorgono oltre un miglio sul livello del mare. Successivamente, il team di ricercatori ha individuato le città con una probabilità del 10% di dover annullare, in futuro, le maratone all’aperto a causa del raggiungimento di livelli non sicuri della temperatura.
Finora, questo ‘criterio del 10%’ viene utilizzato per scegliere quale città ospiterà i Giochi, perché la maratona è un evento fortemente dipendente dalle condizioni atmosferiche e annullarlo in tempi brevi potrebbe avere un impatto grave sull’Olimpiade nel suo complesso. «Se si ha intenzione di spendere miliardi di dollari per ospitare un evento, si desidera anche un livello di sicurezza che metta al riparo dall’ipotesi di doverlo cancellare all’ultimo minuto» ha spiegato Smith.
Tenendo conto di tutti i criteri in vigore, i ricercatori hanno usato il loro modello per capire quali città sarebbero state, con una buona probabilità, non idonee per i futuri eventi olimpici e hanno concluso che solo otto su 543 Paesi candidabili nell’emisfero settentrionale sarebbero adatti a questo scopo, entro il 2085.

ROMA 2085? MEGLIO LA MONGOLIA
«I risultati indicano che entro il 2085 Istanbul, Madrid, Roma, Parigi e Budapest – tutte città che sono o sono state in lizza per le Olimpiadi del 2020 o quelle del 2024 – potrebbero essere inadatte a ospitare i Giochi. Anche Tokyo, la città che le ospiterà nel 2020, rischia di essere troppo calda per garantire la sicurezza degli atleti» scrivono gli studiosi.
Le città che, invece, potrebbero essere ancora idonee, secondo le proiezioni degli scienziati, potrebbero essere San Pietroburgo (Russia), Riga (Lettonia), Bishkek (Kirghizistan), Ulaanbaatar (Mongolia), Calgary (Canada), Vancouver (Canada) e San Francisco (Stati Uniti). In Europa occidentale, fino a 25 piccole città potrebbero essere ancora candidabili (e sono state classificate come “a basso rischio”). Nessun Paese, invece, in America Latina o in Africa.
E, entro il ventiduesimo secolo, le previsioni sono ancora peggiori. Gli scienziati hanno concluso che, se il surriscaldamento globale manterrà il passo attuale, solo quattro città dell’emisfero settentrionale potrebbero essere ancora candidabili: Belfast e Dublino in Irlanda e Edimburgo e Glasgow in Scozia.
Il team di scienziati ha affermato che, sebbene questi risultati si concentrino specificamente su futuri eventi olimpici, mostrano anche quale impatto sulla nostra società potrebbe avere il riscaldamento globale. «Il cambiamento climatico sta per costringerci a cambiare il nostro comportamento» ha dichiarato Smith. Un’affermazione che trova anche riscontro nei risultati della letteratura scientifica generale, come quelli contenuti in un altro studio in cui un team internazionale di ricercatori è arrivato alla conclusione che il cambiamento climatico potrebbe innescare un esodo di massa dal Medio Oriente e Nord Africa, entro il 2065,  perché le temperature raggiungeranno livelli pericolosi.
Gli studiosi, tuttavia, sottolineano che questo articolo, pubblicato sulla rivista The Lancet, è un commentary che si basa su modelli e deve essere effettuato ancora un approfondito lavoro di ricerca prima di avere una migliore idea del futuro a cui stiamo andando incontro. Prossimamente sarà pubblicata la ricerca completa che conterrà implicazioni molto più ampie rispetto al futuro delle Olimpiadi all’aperto, ed esaminerà la relazione tra salute e la produttività man mano che il clima continua a surriscaldarsi.

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