Incerti sulla differenziata? La soluzione arriva con un’app

30 milioni di ricerche, 800 Comuni abbonati e 600mila utenti attivi ogni giorno. Con questi numeri Junker è la app per la differenziata più amata d’Italia. Tante novità per il 2020, a cominciare da una nuova grafica più intuitiva, pensata per conquistare anche gli utenti meno esperti.

13 Febbraio 2020
Micron

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Più impegno nel differenziare gli scarti di casa, più attenzione all’overpackaging, certamente più sensibilità: negli ultimi dieci anni sui rifiuti gli italiani hanno fatto passi da gigante. Eppure c’è poco da stare allegri: produciamo ancora troppi rifiuti e l’obiettivo del 65% di raccolta differenziata previsto per legge è tutt’altro che scontato, specie al centro-sud (Ispra 2019). Di più: senza una vera educazione, un aumento della differenziata comporta spesso un peggioramento della qualità della raccolta stessa. Ne sono consapevoli anche le famiglie che infatti, secondo l’Istat, chiedono in massa (93,4%) maggiori informazioni su come separare i rifiuti. Da cinque anni amministrazioni comunali e cittadini consapevoli hanno però un alleato: si chiama Junker ed è la app per la differenziata più diffusa e amata d’Italia.

Grazie a lei non ci sono più scuse: con Junker azzeccare il bidone giusto è un gioco da ragazzi. Basta inquadrare con la fotocamera il prodotto da gettare e, con un blip sul codice a barre, la app riconosce le materie prime di cui è composto. Nessun margine di errore, perché il database viene aggiornato quotidianamente anche grazie alla collaborazione degli utenti, che segnalano eventuali prodotti mancanti. E che fare, ad esempio, con il tetrapak che in alcune regioni si smaltisce insieme alla carta e in altre con la plastica? Ci pensa la geolocalizzazione a indicare all’utente la corretta modalità di smaltimento in base al comune in cui si trova. Non solo. Grazie a Junker i cittadini hanno finalmente a portata di tap tutte, ma proprio tutte le informazioni utili per gestire in modo responsabile i propri rifiuti: dal calendario del porta a porta alla mappa dei punti di raccolta, fino alla possibilità di segnalare in modo rapido e preciso rifiuti abbandonati o altre situazioni di degrado.

Lanciata nel 2015 da tre giovani informatici dell’Università di Bologna, Junker è ormai un caso studio, inserito tra l’altro nel “Libro bianco delle buone pratiche di economia circolare” del Parlamento europeo. Senza investitori e senza pubblicità, macina riconoscimenti internazionali e vanta numeri da brivido: oltre 1 milione di utenti, 1 milione e mezzo di prodotti in database, 30 milioni di ricerche, 600mila utenti attivi giornalmente e 230mila segnalazioni di prodotti mancanti.

“Più che una app, ormai siamo una community”, rivendica Giacomo Farneti, fondatore della start up insieme ai suoi colleghi Benedetta De Santis e Todor S. Petkov. Una community che, oltre ad aiutare i cittadini a differenziare correttamente, propaga le piccole grandi buone pratiche dei territori e usa i social per educare alla sostenibilità in modo divertente con fumetti, quiz e consigli. “Attraverso la nostra piattaforma agiamo su un doppio livello. Da un lato lavoriamo sul miglioramento della qualità della raccolta differenziata e, dunque, sul recupero di nuova materia destinata ad alimentare un’economia davvero circolare. Dall’altro facciamo la nostra parte sullaprevenzione, perché di base il miglior rifiuto è quello non prodotto”.

Completamente gratuita per i cittadini, Junker è disponibile in abbonamento per le aziende ambientali e i Comuni che, a fronte di un piccolo canone fisso, hanno a disposizione diversi servizi ad alto grado di personalizzazione. Bilanci alla mano, per le amministrazioni Junker non è un costo, è un moltiplicatore di risparmi. Basta infatti aumentare del solo 1% la raccolta differenziata per accantonare fino a 4 euro l’anno per cittadino (Ispra 2014). Ecco perché gli abbonamenti crescono a ritmi vertiginosi: erano 600 a fine 2018, sfiorano quota 800 a inizio 2020, tra piccoli Comuni, metropoli come Torino e città di medie dimensioni come Aprilia, dove il numero di utenti Junker sfiora addirittura il 50% degli abitanti. Per un totale di 8,5 milioni di cittadini serviti.

“Sono loro la nostra forza e, insieme, la nostra motivazione”, assicura la CEO Benedetta De Santis. “In Italia abbiamo una situazione a macchia di leopardo, con singole realtà, più o meno grandi, in cui la gestione dei rifiuti funziona effettivamente in modo efficiente. Il merito di Junker è che agisce da moltiplicatore delle buone pratiche, diffondendo un modello nazionale semplicemente smart replicabile in tutti i Comuni”. Grazie alla collaborazione dei cittadini responsabili.

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