La casa è impolverata? No, è tossica

Una metanalisi condotta negli Stati Uniti su 26 studi e pubblicata sulla rivista "Environmental Science and Technology" indica una allarmante presenza nelle polveri domestiche di decine di sostanze tossiche associate anche a sterilità e cancro. I più a rischio? I bambini.
Tina Simoniello, 21 Settembre 2016
Micron
Micron
Giornalista freelance

Ricopre mobili e pavimenti, giocatoli e computer. Librerie e libri. Seggioloni e scrivanie. La polvere è non solo indice di trascuratezza ma è potenzialmente dannosa per la salute.
Questa volta a ricordarcelo è uno studio USA pubblicato qualche giorno fa su Environmental Science and Technology.
Si tratta di una metaanalisi che ha coinvolto un team di ricercatori di diverse istituzioni e che è stata coordinata dalla Milken Institute School of Public Health della George Washington University di Washington. «I nostri risultati – ha dichiarato Ami Zota, primo autore e assistant professor di Environmental and Occupational Healthalla scuola di salute pubblica della Washington – suggeriscono che la popolazione e soprattutto i bambini sono esposti quotidianamente a molteplici sostanze chimiche presenti nelle polveri associate a importanti problemi di salute»
Gli autori hanno analizzato 26 studi peer-reviewed prodotti dal 1999 a oggi oltre che dati inediti raccolti in 14 Stati USA trovando ben 45 sostanze tossiche, dieci delle quali presenti nel 90% di tutti i campioni in analisi. Si tratta di molecole rilasciate nell’aria da pavimenti in vinile, da prodotti per la cura personale e per la pulizia della casa, da essenze profumate, da materiali da costruzione e da mobili che si accumulano nella polvere domestica e precipitano sulle superfici.
I composti chimici più pericolosi per la salute e più presenti nelle polveri di casa apparterrebbero a 4 categorie: ftalati, fenoli, ritardatori di fiamma e composti fluorurati.
Il primo della lista dei “cattivi coinquilini” (7682 nanogrammi per grammo di polvere, una quantità di diversi ordini di grandezza superiori rispetto alle altre sostanze) è uno ftalato, il DEHP, per chi si intende di chimica parliamo del di-2-etilesilftalato o estere dell’acido ftalico e del 2-etilesanolo.
Gli ftalati sono presenti nei prodotti per la pulizia personale e della casa, nei cosmetici, nei profumi, nelle plastiche, per esempio in quelle per il confezionamento degli alimenti. Il DEHP (che nella UE ma non negli USA da qualche anno è vietato utilizzare per la produzione di giocattoli) è un interferente endocrino, una molecola che altera cioè l’equilibrio ormonale degli organismi viventi, esseri umani compresi, in particolare – stando a studi più mirati – agendo sulla funzione riproduttiva. Altri tre ftalati sono stati riscontrati in quantità sensibili e sono collegati oltre a danni ormonali anche a disturbi respiratori nei bambini e a basso QI.
Il secondo posto nella bad list è occupato dai fenoli, anche loro presenti in diversi prodotti di ampio consumo, e anche loro capaci di alterare l’equilibrio ormonale.
A seguire, i ritardanti di fiamma: utilizzati per prevenire processi di combustione si trovano nei cuscini, negli elettrodomestici e nei mobili, per esempio. Tra i ritardanti di fiamma gli autori citano in particolare il TCEP o tris (2-cloroetil) fosfato, che è un cancerogeno. Il TCEP è risultato il composto a più alto livello di intake seguito da 4 ftalati: DEP, DEHP, BBzP, DNBP.
I composti fluorurati sono la quarta cattiva compagnia casalinga. In particolare parliamo di PFOS, l’acido perfluoroottanoico e di PFOA il perfluorottano sulfonato. I composti fluorurati si trovano nei cartoni della pizza o dei pop corn, nelle padelle antiaderenti, ma anche in tappeti e in alcune calzature.
PFOA e PFOS sono associati a potenziali effetti avversi sul sistema digerente immunitario, e, ancora una volta, endocrino.

EFFETTI AMPLIFICATI E RISCHI PER I BAMBINI
Molte delle molecole tossiche della polvere – inalate, ingerite o anche assorbite attraverso la cute – provocano la stessa tipologia di danno: i tumori e tossicità riproduttiva per esempio. Un fatto che – dicono gli autori – amplifica il rischio.
Un rischio che è comunque più elevato per i bambini, che non solo hanno una maggiore vulnerabilità agli effetti degli inquinanti dovuta alla loro fisiologia, ma sono anche più esposti rispetto agli adulti. I bambini piccoli strisciano, gattonano, giocano sul pavimento, toccano, succhiano e masticano giocattoli e qualunque oggetto, assolutamente incuranti di quanto sia o non sia ricoperto di polvere, per non dire della loro universale abitudine mettere spesso/sempre le mani in bocca.
«Il numero e il livello sostanze tossiche presenti nelle stanze della nostra vita quotidiana mi ha scioccato» ha dichiarato Veena Singla, e staff scientist del Natural Resources Defence Council, una delle istituzioni che ha partecipato all’indagine che associa milioni di ambientalisti e circa 500 scienziati statunitensi. «I consumatori – ha aggiunto Robin Dodson, ricercatore del Silent Spring Institute – possono proteggersi dalle sostanze chimiche pericolose presenti nei prodotti di uso quotidiano facendo scelte più salutari. Questo può fare davvero la differenza, non solo per la loro salute ma anche dirigendo il mercato verso prodotti più sani».
Singla, in una nota commentando lo studio di cui è coautore elenca semplici regole di comportamento per ridurre al minimo l’esposizione alle polveri:
– Lavare spesso le mani e le mani dei bambini, sempre prima di mangiare.
– Usare acqua e saponi semplici, evitare saponi profumati e antibatterici.
– Mantenere la polvere domestica al minimo.
– Spolverare mobili con un panno umido, e lavare i pavimenti con un panno bagnato utilizzare una aspirapolvere con un filtro ad alta efficienza.

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