Tik Tok e le prospettive per la divulgazione scientifica

Su Tik Tok si trova un po’ di tutto, ma ultimamente ai balletti e alle scenette si sono aggiunti i video informativi di diversi di scienziati e comunicatori, che provano a utilizzare l’app per fare divulgazione e contrastare la disinformazione.
Valentina Spasaro, 23 Luglio 2020
Micron
Micron
Comunicazione e new media

La storia di alcuni brand rivela spesso la differente natura con cui determinate idee, divenute poi di successo, siano nate.
La creazione del social conosciuto nel mondo oggi come Tik Tok, era strettamente legata alla volontà di offrire una nuova tipologia di insegnamento. Gli ideatori dell’app, Alex Zhu e Luyu Yang, diedero vita ad un social network che offriva agli utenti la possibilità di impartire e ricevere brevi video-lezioni. In questa fase primigenia l’idea non riscuote successo. Riformulando il target medio del social, spostandolo verso i teenagers, Zhu e Yang donano una nuova veste alla loro idea e la rilasciano per la prima volta sul mercato nel 2014 con il nome Musical.ly. Nel 2017 l’app conquista il mercato indonesiano e nello stesso anno l’azienda cinese ByteDance la acquista per una cifra che sfiora gli 800 milioni di dollari. Ad un anno da questa operazione, nel 2018, Tik Tok debutta sul mercato nella sua versione deginitiva.

L’idea di base è semplice quanto efficace. Produrre contenuti video di un massimo di 15 secondi con la possibilità di agganciare contenuti audio. La customizzazione dei contenuti è facile e veloce. Perché Tik Tok sta spopolando? Un elemento che risulta senza dubbio essenziale è che l’algoritmo dell’app cinese non tiene in considerazione i numeri dei followers. Si può rendere il proprio contenuto virale pur avendo pochi “seguaci”. Il terreno di battaglia è la sezione “Per te” (o “for you”). L’approdo e permanenza dei contenuti in questo luogo garantisce una maggiore amplificazione del proprio video. Alla base di questo sistema vi è la profilazione chirugica che viene fatta ad ogni utente in base alle preferenze di contenuto che manifesta nel suo comportamento di interazione con l’app. Non si tratta di un luogo per la sola generazione Z, seppur i giovani di questa fascia di età rappresentano il numero più consistente di iscritti. Sempre più Tik Toker (come vengono chiamati gli utenti/creator della community) over 20 e 30 sono presenti nell’app e sempre più rilevante sta diventando l’influenza a livello di marketing ed informazione che questo social network ha.

Lo sa bene il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Il meeting in Oklahoma del 19 giugno, primo comizio dopo l’emergenza Covid, era atteso dall’elettorato repubblicano come l’occasione per rilanciare Trump e il partito dopo il forte calo di consensi registrato dopo le vicende legate agli scontri scoppiati in seguito alla morte di George Floyd. Lo staff di Trump aveva annunciato di aver ricevuto oltre il milione di prenotazioni per l’incontro al Bok Center di Tulsa, così tante da dover fissare un altro appuntamento in una seconda location. I 19mila posti del Bok Center invece sembrano siano abbondantemente bastati: le presenze registrate sono state circa 6.200. Accanto a motivi politici e sociali, un fattore ha contribuito a determinare questa débâcle. Un fattore chiamato Tik Tok. Per partecipare al comizio di Tulsa bastava prenotare gratuitamente i biglietti online cosa che i Tik Tokers americani anti-Trump, hanno fatto in massa senza poi presentarsi. Un tam tam legale dove, tra un video e un altro, venivano diffuse le istruzioni su come registrarsi e prenotare il proprio posto per poi mollare il giorno dell’evento trollando in pieno il potus.

Ecco dove può arrivare la forza di questo social. Come può essere utilizzata – in modo sano – dalla divulgazione scientifica? Alcuni esempi esistono già. “Our mission is to make science education the new Rock’n’Roll”. Così si apre la sezione about del sito di MEL Science, una company lanciata nel 2015 che si propone di diffondere programmi educativi science-oriented. Il loro starter kit per piccoli chimici è un prodotto di successo, ad attestarlo anche un BETT Award for Innovator Of the Year ricevuto nel 2020. Su Tik Tok @melscience ha un milione di follower e oltre 200 contenuti seguiti e commentati da migliaia di utenti. Gli esperimenti, le informazioni flash e le tips di scienza hanno un range di viralizzazione molto alto su Tik Tok. Nel profilo di Dominic Andre (@dominicandre) alcuni video superano anche le 2 milioni di visualizzazioni. Il suo obiettivo, come spiega nei suoi social, è portare la scienza nella vita di tutti i giorni. I suoi oltre 4 milioni di follower ne sono entusiasti. La biologa molecolare Sarah Habibi( @science.bae), ricercatrice alla Ontario Tech University, ha conquistato il social di ByteDance con i racconti della sua vita in laboratorio, alternando ai #sciencefacts ad esperimenti in cucina. Uno dei suoi video più visualizzati si intitola “Eliminare le zanzare con la CRISPR”. La scienza può trovare in questi nuovi strumenti una via per esprimere un fattore essenziale per il mestiere dello scienziato e che spesso si tende a sottovalutare nel settore: la creatività.

Commenti dei lettori


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    X