La “tecnoferenza”: come rovinare il rapporto con i propri figli

I telefonini, i tablet, persino la vecchia cara tv, fanno parte di una classe di dispositivi digitali molto utili, ma che sono anche in grado di rovinare la vita dei vostri bambini. E non perché siano loro a usarli, ma perché siete voi, genitori, che vi ci immergete troppo. Secondo un nuovo studio i genitori che passano molto tempo a consultare i telefonini, invece di dedicarsi pienamente ad attività familiari come i pasti, il gioco o il momento di mettere il bimbo a letto, potrebbero influenzare negativamente, a lungo termine, i rapporti con i loro figli.
Stefano Pisani, 22 Giugno 2018
Micron
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Giornalista Scientifico

I telefonini, i tablet, persino la vecchia cara tv, fanno parte di una classe di dispositivi digitali molto utili, ma che sono anche in grado di rovinare la vita dei vostri bambini. E non perché siano loro a usarli, ma perché siete voi, genitori, che vi ci immergete troppo. Secondo un nuovo studio condotto da Brandon T. McDaniel della Illinois State University e Jenny S. Radesky della University of Michigan Medical School, infatti, i genitori che passano molto tempo a consultare i telefonini o guardando la televisione, invece di dedicarsi pienamente ad attività familiari come i pasti, il gioco o il momento di mettere il bimbo a letto, potrebbero influenzare negativamente, a lungo termine, i rapporti con i loro figli.
È la moderna questione della cosiddetta “tecnoferenza” (parola italiana che richiama una sorta di “interferenza della tecnologia” nei rapporti umani) che può far sì che i bambini mostrino più frustrazione, iperattività, piangano più spesso o mettano sempre il broncio facendo i capricci.
La ricerca pubblicata sulla rivista Pediatric Researchesamina il ruolo e l’impatto dei dispositivi digitali sul comportamento dei genitori e dei figli.
La tecnoferenza è definita come l’interruzione momentanea delle attività quotidiane, principalmente quelle condotte “faccia a faccia”, a causa dei dispositivi tecnologici. Studi recenti hanno stimato che i genitori utilizzano in media televisione, computer, tablet e smartphone per circa nove ore al giorno: un terzo di questo tempo viene speso per gli smartphone, che sono spesso utilizzati durante attività familiari come i pasti, la ricreazione e l’ora di andare a letto – tutti momenti significativi che sono cruciali per il benessere socio-emotivo del bambino. I genitori impegnati con i loro dispositivi, naturalmente, parlano di meno con i loro figli e reagiscono in modo più burbero quando i figli cercano di attirare la loro attenzione.
In questo nuovo studio, 172 famiglie (per un totale di 337 genitori), con figli di età inferiore ai 6 anni, hanno risposto tra il 2014 e il 2016 a questionari online che facevano parte di un progetto di ricerca sui rapporti parentali e familiari. I partecipanti hanno indicato quanto spesso al giorno i dispositivi tecnologici interrompevano le loro conversazioni o attività con i loro figli. I genitori valutavano il comportamento “interiorizzante” del loro bambino, come la frequenza con cui il bimbo metteva il broncio o la facilità con cui i suoi sentimenti venivano feriti. Allo stesso modo venivano valutati anche i comportamenti esteriori, come per esempio quanto spesso i bambini sembravano arrabbiati o frustrati. I genitori riferivano anche circa i propri livelli di stress e depressione. In quasi tutti i casi, un dispositivo o più si intrometteva nelle interazioni genitore-figlio in alcune fasi della giornata.
Si verificava però, inoltre, una sorta di circolo vizioso. “Le relazioni tra genitori e comportamento esternalizzante del bambino erano ‘transazionali’ e si influenzino a vicenda nel tempo”, ha spiegato McDaniel, “in altre parole, i genitori che hanno figli con più problemi di esternazione diventano più stressati, il che può portare a una maggiore immersione nella tecnologia, che a sua volta può contribuire a un maggior numero di problemi di esternalizzazione del bambino”. Quello che è emerso è che il cattivo comportamento di un bambino – che causa il bisogno di ‘distrarsi’ del genitore rifugiandosi nella tecnologia – spesso si amplifica nel tentativo di attirare l’attenzione del papà o della mamma che sono catturati dai dispositivi mobili. Questo aumenta i livelli di stress dei genitori, probabilmente portando a un maggiore uso dalla tecnologia, e il ciclo continua.

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