Le malattie e i loro rimedi: la mostra sui vaccini al MUSME di Padova

Fra pannelli e installazioni interattive, un percorso alla scoperta dei vaccini e dell'importanza che hanno e hanno avuto per la salute pubblica.
Andrea Rubin, 20 Aprile 2019
Micron
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Sociologia, Comunicazione della Scienza

“Salk ci permette di guardare con più fiducia alla vita, ci libera dalla paura”. Si conclude con queste parole il video tratto da La Settimana Incom, trasmesso esattamente 64 anni fa il 20 aprile 1955, che con toni entusiastici annunciava la messa a punto del vaccino contro la poliomielite da parte del medico statunitense Jonas Salk.
Oltre mezzo secolo più tardi, l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha deciso di utilizzare quel video per aprire la mostra Mondo Vaccini, ospitata al MUSME – Museo di Storia della Medicina di Padova, che descrive accuratamente l’elevata valenza sanitaria, ma anche sociale, della pratica vaccinale.
L’esposizione, fortemente voluta dall’ex Presidente dell’ISS Walter Ricciardi, «si è posta l’obiettivo di fornire un’informazione scientificamente corretta ad un pubblico generico che magari non possiede i mezzi per scegliere le fonti d’informazione più adeguate», ci ha spiegato Ornella Punzo, ricercatrice all’Istituto Superiore di Sanità e responsabile scientifica della mostra.
In oltre sessant’anni, le vaccinazioni hanno raggiunto importanti traguardi per la salute pubblica, come l’eradicazione del vaiolo – dichiarata nel 1979 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) – o la possibilità di salvare 5 vite ogni minuto. Eppure, dal trionfale annuncio del cinegiornale dell’Istituto Luce, non sono mancati momenti in cui le vaccinazioni sono state al centro di una vistosa opposizione sociale: lo scetticismo nei confronti delle vaccinazioni è un fenomeno che esiste fin dalla disponibilità del primo vaccino ma che oggi, per molte e differenti cause, trova ampia risonanza e diffusione. Secondo i dati del centro di ricerca Observa che si occupa di monitorare annualmente il rapporto tra scienza e società italiana, nel 2015 il 18,6% dei cittadini riteneva che “nessuna vaccinazione dovesse essere obbligatoria”. Un dato che nel 2018 si è ridotto al 4,5%. Il timore verso le vaccinazioni, in epoca moderna, può essere ricondotto secondo molti studiosi alla pubblicazione dell’articolo (poi ritirato in quando rivelatosi una “frode scientifica”) di Andrew Wakefield che sosteneva una relazione tra vaccini e autismo. In mostra, infatti, anche un pannello sui falsi miti nei vaccini per contrastare la disinformazione proveniente da notizie inesatte o false e da motivazioni pseudo-scientifiche.
«Fuor di retorica dal dibattito mainstream sulle fake news, bisogna ammettere che c’è oggi un reale problema di accesso all’informazione scientifica» sottolinea Punzo. «Si tratta di una sfida e un tema spesso trascurato anche da chi è chiamato a fare informazione scientifica e che l’ISS, in qualità di ente pubblico, ha voluto raccogliere».
Lo sforzo profuso nell’ideazione e nella realizzazione della mostra appare evidente agli occhi del visitatore: 10 pannelli espositivi e 4 exhibit interattivi ripercorrono la storia e i successi della pratica vaccinale con accuratezza e delicatezza. Ne esce tuttavia una mostra dall’evidente intento didattico, come per altro confermato dalle parole della responsabile scientifica: «Abbiamo voluto puntare su un approccio comunicativo di lungo respiro», spiega Punzo, «rivolgendoci perciò prevalentemente a docenti e studenti, per fare un investimento educativo soprattutto verso coloro che sono oggi inseriti in un percorso formativo».
Lo scopo didattico si evince anche dalla struttura stessa della mostra: l’esposizione inizia mostrando francobolli commemorativi e manifesti che invitano alla vaccinazione in diverse lingue del mondo, dal cinese all’arabo, dall’italiano al francese. Un’introduzione storica esplicativa dello sforzo profuso da tutti i paesi del mondo per debellare l’umanità da alcune terribili malattie che l’affliggevano da secoli.

Un’altra sezione appositamente dedicata approfondisce gli aspetti legati all’efficacia e alla sicurezza nelle fasi di produzione, somministrazione e monitoraggio dei vaccini fornendo dati epidemiologici e di farmacovigilanza.
È soprattutto attraverso le installazioni interattive che il visitatore apprende alcuni importanti risultati raggiunti dai vaccini: nel periodo 2000-2006, per esempio, la vaccinazione contro il morbillo ha prevenuto, secondo l’OMS, un numero stimato in 20,4 milioni di morti nel mondo. Si può anche scoprire però che la spesa farmaceutica per i vaccini non è quella che arricchisce maggiormente le case farmaceutiche: nel 2015, per esempio, la spesa per i vaccini ammontava a 317.9 milioni di euro a fronte degli 898.1 milioni spesi per gli antibiotici, ovvero rispettivamente l’1,4% e il 4,1% della spesa farmaceutica totale del Servizio Sanitario Nazionale.

Le installazioni presenti in mostra consentono anche al visitatore di confrontare le proprie convinzioni e conoscenze attraverso un “quiz”. Un gioco dove non viene mai sottolineato se l’utente ha selezionato o meno la risposta corretta. «Quella di non mostrare al visitatore se la sua risposta sia corretta o errata» sottolinea la dottoressa Punzo «è stata una scelta volta soprattutto a stimolare un approfondimento». «Le corrette informazioni da un punto di vista scientifico sono presenti al termine di ogni domanda del quiz ma, in accordo con gli allestitori della mostra – la società QBGroup – abbiamo optato per lasciare al visitatore l’onere di approfondire, stimolandone la curiosità».
A chiudere il percorso espositivo, uno degli exhibit più attrattivi sia per i visitatori più giovani che per quelli più maturi. C’è infatti la possibilità di vedere proiettato il proprio volto su uno schermo che lo restituisce con le pustole di una patologia infettiva attraverso tecniche di simulazione digitale. É così che il visitatore può scoprire come sarebbe la sua faccia qualora dovesse contrarre il morbillo, oppure il tetano, una malattia che provoca un volto sfigurato.

Durante tutto il percorso di Mondo Vaccini si spiegano anche altri importanti elementi inerenti alle vaccinazioni. Viene ricordato – anche in questo caso con l’ausilio di un supporto interattivo ludico – cosa sia e come funzioni l’immunità di gregge o quale sia la composizione dei vaccini moderni.
Un’ultima considerazione riguarda, infine, la manifestata volontà della Regione Veneto di ospitare per prima la mostra dopo l’anteprima che si è svolta a Roma lo scorso anno. Il Veneto fu una delle principali zone d’Italia dove negli anni scorsi si verificò un calo delle vaccinazioni. Proprio in Veneto (e precisamente nell’Alto Vicentino), oltre trent’anni fa, iniziò a consorziarsi un gruppo di cittadini contrari alle vaccinazioni che, nel 1993, si riunirono nel Coordinamento regionale per la libertà delle vaccinazioni (Corvelva) e nel 2007, sempre il Veneto fu l’unica regione a sospendere l’obbligo vaccinale.
Oggi, però, la Regione Veneto ha nuovamente raggiunto livelli di copertura di sicurezza ed è la prima (e unica in Italia) a essersi dotata di un’anagrafe vaccinale. Con la scelta di ospitare Mondo Vaccini al Museo di Storia della Medicina di Padova, ha voluto perciò ribadire la lusinghiera intenzione di proseguire sulla strada della promozione delle vaccinazioni.
La mostra sarà nella città patavina fino al 30 giugno 2019 (ma non è esclusa una proroga) per poi proseguire il proprio tour itinerante in altre sedi espositive e museali d’Italia.

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