NASA: un successo le “prove tecniche” di difesa dagli asteroidi

Ci sono 600 sorvegliati speciali nello spazio: sono gli asteroidi che costituiscono un potenziale pericolo per la Terra, monitorati costantemente da una schiera di astronomi, fisici e matematici. Le probabilità che la Terra venga colpita da un grande asteroide sono però piccole ma un team internazionale di scienziati guidato dalla NASA ha testato le capacità dell'International Asteroid Warning Network, ottenendo un risultato positivo durante il tracciamento di un asteroide potenzialmente pericoloso che si è avvicinato alla Terra a ottobre.
Stefano Pisani, 14 Novembre 2017
Micron
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Giornalista Scientifico

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Un team internazionale di scienziati guidato dalla NASA ha testato le capacità dell’International Asteroid Warning Network (IAWN), ottenendo un risultato positivo durante il tracciamento di un asteroide potenzialmente pericoloso che si è avvicinato alla Terra a ottobre. L’IAWN è un’organizzazione che raccoglie osservatori, specialisti di fisica delle proprietà dei corpi celesti, astronomi radar, informatici studiosi delle orbite e altri scienziati e esperti di comunicazione esperti di asteroidi, in particolar modo di quelli conosciuti come NEO (near-Earth objects) ossia gli oggetti del Sistema Solare che, per definizione, hanno la minima distanza dal Sole inferiore alle 1,3 Unità Astronomiche (1 Unità Astronomica corrisponde all’incirca alla distanza della Terra dal Sole).
Quando l’orbita di un NEO incrocia quella terrestre e il suo diametro è superiore a 140 metri, il NEO è considerato un PHO (Potentially hazardous object), oggetto potenzialmente pericoloso.
Le probabilità che la Terra venga colpita da un grande asteroide sono piccole ma poiché anche se, semplicemente, il nostro Pianeta fosse bersaglio di un asteroide di piccole dimensioni potremmo assistere ai danni causati dall’uso di un’arma tattica nucleare, predire o almeno prevenire gli effetti di uno spiacevole “incontro” con questi corpi celesti è una priorità di alto livello nella comunità scientifica che studia lo spazio. Gli studi più soddisfacenti, in questo senso, sono quelli che hanno come oggetto degli asteroidi veri e propri. Prima di quest’ultimo test, i ricercatori si erano basati solo su simulazioni computazionali senza asteroidi reali.
Per la prima volta, sono state dunque messe alla prova le capacità di risposta globale del network IAWN su un reale asteroide: la TC4 Observation Campaign è riuscita infatti a osservare e descrivere l’asteroide 012 TC4 che si è portato, nella sua orbita, fino a 43.780 chilometri dal nostro Pianeta (per confronto, la distanza tra la Terra e la Luna è di circa 385 mila chilometri). 2012 TC4, un piccolo asteroide dalla forma allungata che è largo circa 8 metri e lungo circa 25, era stato praticamente da subito percepito come un caso ideale. Originariamente avvistato nel 2012 dal sistema Panoramic Survey Telescope and Rapid Response System (Pan-STARRS) delle Hawaii (parte del NASA Planetary Defense Coordination Office’s (PDCO) NEO Observations Program) gli astronomi hanno saputo studiare la sua orbita fino a predire il suo ritorno dalle parti della Terra quest’anno.
Ad aprile, l’asteroide è stato scelto per il test dell’International Asteroid Warning Network.
A luglio 2017, gli astronomi del Very Large Telescope dello European Southern Observatory hanno effettivamente catturato di nuovo immagini dell’asteroide TC4 e vari osservatori nel mondo si sono uniti nelle osservazioni man mano che questo corpo celeste si avvicinava alla Terra, fino al raggiungimento del suo punto di minima distanza che è stato toccato il 12 ottobre, quando l’asteroide è passato a circa 44 mila chilometri dall’Antartide. Il test è durato per una settimana, circa, e ha seguito il corpo celeste fino a quando non si è allontanato dalla Terra. L’obiettivo del test era non solo riuscire a tracciare l’orbita dell’asteroide, ma anche studiarne le proprietà, valutare se esso potrebbe un giorno colpire la Terra e, soprattutto, capire se il network era in grado di assicurare una corretta comunicazione tra gli osservatori coinvolti in, praticamente, tutto il mondo: Stati Uniti, Colombia, Canada, Germania, Israele, Italia, Giappone, Paesi Bassi, Russia, Sudafrica.
Secondo la NASA, il test è stato un successo e gli scienziati sono riusciti a capire di più dell’asteroide e della sua potenziale minaccia. Il Center for Near-Earth Object Studies (CNEOS) presso il Jet Propulsion Laboratory (JPL) di Pasadena, California, è riuscito a prevedere con esattezza la traiettoria dell’asteroide, calcolando con precisione anche gli effetti della pressione della radiazione solare, usando sia telescopi ottici che radar: il risultato è stato concludere che l’asteroide 2012 TC4 non rappresenta una minaccia per la Terra.
Inoltre, gli scienziati hanno anche dedotto la forma e il suo periodo di rotazione, calcolando che questo corpo celeste impiega circa 12 minuti a ruotare su se stesso. Sfortunatamente, le avverse condizioni meteo non hanno permesso di identificare con certezza la sua composizione e si riesce solo a ipotizzare che sia composto di carbone o di un altro materiale igneo.
In ogni caso, il network è nato con scopi più difensivi che scientifici, ed è per questo che la parte più importante del test ha riguardato il vaglio delle capacità di comunicazione tra i diversi osservatori tra loro e con il governo degli Stati Uniti, in caso di un evento si verificasse un evento di effettiva emergenza. La linea di comunicazione per il test è stata estesa infatti fino alla Federal Emergency Management Agency e alla Casa Bianca. “Ora, siamo più preparati ad affrontare un potenziale asteroide minaccioso” ha dichiarato Michael Kelley, a capo del test per conto del Planetary Defense Coordination Office della NASA.
Un altro test, che sfrutterà un altro asteroide reale che si ritiene non minaccioso per il nostro Pianeta, sarà effettuato entro pochi anni.

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