Non si scappa dai social

Credi che la tua privacy sia al sicuro dai social... solo perché non sei iscritto a Twitter o Facebook? Illuso. Secondo un nuovo studio, i post dei tuoi amici sono sufficienti a svelare aspetti della tua vita privata esattamente come farebbero i tuoi status, se fossi presente sui social. Tanto vale iscriversi, allora?
Stefano Pisani, 25 Gennaio 2019
Micron
Micron
Giornalista Scientifico

Credi che la tua privacy sia al sicuro dai social… solo perché non sei iscritto a Twitter o Facebook? Illuso. Secondo un nuovo studio, i post dei tuoi amici sono sufficienti a svelare aspetti della tua vita privata esattamente come farebbero i tuoi status, se fossi presente sui social. Tanto vale iscriversi, allora?
La ricerca dell’Università del Vermont e dell’Università di Adelaide ha infatti mostrato che la privacy, sui social, è un po’ come il fumo passivo: dipende dalle persone che ti stanno intorno.
Gli scienziati hanno raccolto oltre trenta milioni di messaggi pubblici su Twitter provenienti da 13.905 utenti e, con questi dati, tramite tecniche matematiche, hanno provato che le informazioni contenute nei messaggi Twitter dei 8-9 contatti di una persona consentono di prevedere i successivi tweet di quella persona con la stessa accuratezza che si poteva raggiungere leggendo direttamente i precedenti tweet dell’individuo in questione.
Il nuovo studio, pubblicato sulla rivista Nature Human Behaviour, mostra anche che, se una persona decidesse di lasciare una piattaforma social, i post online dei suoi amici fornirebbero ancora indicazioni sulle attività futuredi una persona con il 95% di “potenziale accuratezza predittiva”.
Quando ci si cancella da Facebook o da un’altra piattaforma social “si pensa di rinunciare alle tue informazioni relative alla tua privacy, ma non si sta anche rinunciando alle informazioni che hanno come fonte i propri amici” ha spiegato il matematico dell’Università del Vermont James Bagrow, che ha guidato il gruppo di scienziati autori dell’articolo.
Lo studio solleva interrogativi profondi sulla natura fondamentale della privacy e su come, in una società altamente interconnessa, le scelte e l’identità di una persona finiscano inevitabilmente per essere “incorporate” nella Rete. “Non c’è posto per nascondersi in un social network”, commenta Lewis Mitchell, tra gli autori dello studio.
Almeno in teoria, un’azienda, un Governo o altri enti interessati potrebbero tracciare un identikit chiaro di un individuo (il suo partito politico di riferimento, i suoi prodotti preferiti, il suo orientamento religioso, ecc.) semplicemente monitoraggio i suoi amici, anche se quell’individuo non è mai stato presente su un social o ha cancellato il proprio account.
Il modo in cui le informazioni si muovono sulle piattaforme di social media, come Facebook e Twitter, è diventato un fattore importante nei movimenti di protesta, nelle elezioni nazionali e nell’andamento di marchi commerciali. Le persone, sulle piattaforme social, rivelano enormi quantità di informazioni su se stessi e sui loro amici. “Tu, da solo, non riesci a tenere sotto controllo la tua privacy, sulle piattaforme dei social media”, ha concluso Bagrow, “anche i tuoi amici hanno voce in capitolo”.

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