“Plants, People, Planet”: un nuovo spazio dal mondo della ricerca sulle piante

Permeano ogni aspetto della nostra vita, dall’aria che respiriamo ai vestiti che indossiamo, dal cibo di cui ci nutriamo alle medicine che usiamo per curarci. Ma a volte ci dimentichiamo del loro contributo fondamentale. Alle ultime dal mondo sulla ricerca sulle piante, soprattutto quella che può avere un impatto rilevante per la società e per il pianeta, è dedicata la nuova rivista “Plants, People, Planet”.
Sara Mohammad, 23 Agosto 2017
Micron
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Comunicazione della scienza e neuroscienze

Si chiama Plants, People, Planet e ospiterà le ultime dal mondo della ricerca sulle piante, soprattutto da quella che può avere un impatto rilevante per la società e per il pianeta. È la nuova rivista scientifica edita da The New Phytologist Trust, organizzazione senza scopo di lucro che promuove la ricerca sulle piante, in collaborazione con la casa editrice statunitense John Wiley & Sons.
Simon Hiscock, che già dirige il Giardino botanico dell’Università di Oxford e l’Harcourt Arboretum, un’area di circa 52 ettari dove sono conservate le sequoie più vecchie del Regno Unito, sarà a capo del gruppo editoriale di Plants, People, Planet. Come tutti gli scienziati che in laboratorio si occupano dell’universo vegetale, Hiscock sa bene che le piante sono indispensabili alla sopravvivenza di tutti gli altri esseri viventi, compreso l’uomo. «La civiltà umana esiste soltanto grazie alle piante», spiega a micron, «e il passaggio da una società di cacciatori-raccoglitori a una società agricola è stato favorito soprattutto dalla coltivazione e dalla domesticazione di tre graminacee: grano, riso e mais».
Hiscock e il suo board editoriale, che comprende una trentina di autorevoli botanici provenienti da diverse parti del globo, tra cui Cina e Australia, hanno già reso note le linee guida per inviare alla redazione i manoscritti di ricerche scientifiche e di altri tipi di studi, come brevi report e articoli di revisione della letteratura. La rivista ospiterà anche una sezione intitolata Flora obscura, che si concentrerà sulle specie vegetali appena scoperte o su squarci inconsueti nella biologia delle piante, soprattutto nelle interazioni tra organismi vegetali e animali.
Anche se sono numerose le riviste scientifiche specializzate su temi della biologia vegetale, (tra le più influenti, Annual Review of Plant Biology, Plant Cell e Nature Plants), la nuova Plants, People, Planet si distingue perché darà spazio in particolar modo alle ricerche con un impatto rilevante per le persone e per il pianeta. Proprio per questo motivo, a tutti gli aspiranti autori viene chiesto di accompagnare i propri manoscritti con un “societal impact statement”, cioè con una dichiarazione che ne metta in evidenza il più possibile l’impatto sulla società.
Le piante permeano ogni aspetto della nostra vita, dall’aria che respiriamo ai vestiti che indossiamo, dal cibo di cui ci nutriamo alle medicine che usiamo per curarci. Ma a volte ci dimentichiamo del loro contributo fondamentale. «Molte persone, specialmente i bambini», mette in guardia Hiscock, «spesso non realizzano che tutto il nostro cibo deriva dalle piante, in modo sia diretto sia indiretto». Si tratta di un comportamento che viene indicato come plant blindeness, cecità alle piante, e che è stato il tema centrale del 19° Congresso internazionale di botanica, tenutosi a fine luglio a Shenzhen, in Cina.
«L’ispirazione per Plants, People, Planet», che è stato presentato ufficialmente proprio a Shenzen, «nasce dalla volontà di ricollegare le piante alle persone e alla società, promuovendo e ricordando il meglio della ricerca sulle piante nel suo senso più ampio», aggiunge Simon Hiscock. «Vogliamo che diventi il punto di riferimento per tutto ciò che è nuovo, innovativo ed emozionante in botanica e che sarà rilevante per la società e per la vita quotidiana delle persone». Per il primo numero bisognerà attendere l’anno prossimo.

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