Quando il sismografo si fa in classe

Tutta l’Italia è a rischio sismico. La grande maggioranza però dei nostri edifici, scuole comprese, continua a essere inadeguata. I geologi italiani sanno bene che in Italia non esiste una vera e propria cultura della prevenzione, ma da dove cominciare per cambiare le cose? Al Liceo Paschini di Tolmezzo i sismologi dell’OGS hanno provato a far costruire agli studenti un vero e proprio sismografo.
Cristina Da Rold, 13 Febbraio 2016
Micron
Micron
Giornalista scientifica

È proprio vero: siamo nell’epoca dei “makers”, degli “artigiani digitali”, di giovani che con l’aiuto delle nuove tecnologie, oggi disponibili a costi bassissimi, riescono a costruire dispositivi elettronici d’avanguardia a casa propria.
È quello che ha fatto un gruppo di studenti del Liceo Paschini a Tolmezzo, con l’aiuto dei sismologi dell’OGS (Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale) di Trieste e Udine e sotto la supervisione del loro insegnante di fisica. I ragazzi hanno costruito infatti un sismografo perfettamente funzionante utilizzando un software libero, accelerometri ADXL345 cioè gli stessi sensori presenti nei nostri telefonini o in molti dispositivi per video giochi, e Arduino, la famosa scheda elettronica low cost pensata proprio per chi vuole iniziare a mettere le mani in pasta con pochi spiccioli. La messa a punto del sismografo, è costata nel suo complesso meno di una trentina di euro.
“Quello che i ragazzi hanno costruito è un sismografo a basso costo in grado di registrare un moto locale forte” ci spiega Angela Saraò, una delle ricercatrici del Centro di Ricerche Sismologiche di OGS che ha seguito il progetto. “Certo, non si tratta di uno strumento professionale come quelli che utilizziamo presso il nostro istituto per il monitoraggio sismico, i cui costi sono dell’ordine delle migliaia di euro, ma di un sismografo sufficientemente sensibile per rilevare l’accelerazione del suolo generata da terremoti di magnitudine 3.5 a circa 6 km di distanza dall’epicentro.” Non dimentichiamo che il Friuli Venezia Giulia è una zona altamente sismica in Italia. “. Per dare un ordine di grandezza – precisa Saraò – noi nel 2015 abbiamo localizzato nell’area friulana circa 700 eventi sismici, la maggior parte sono microsismi di magnitudo inferiore a 2 e circa 500 con magnitudo inferiore a 1.”
Il progetto si inserisce all’interno di un un programma educativo pensato proprio dall’OGS, per stimolare la curiosità degli studenti delle scuole superiori sui problemi sismici e per coinvolgerli nel processo di apprendimento delle migliori pratiche di sicurezza sismica. Il progetto è iniziato nel 2013 e ha coinvolto alcuni studenti di 12 scuole superiori del Friuli Venezia Giulia, del Veneto e dell’Emilia Romagna, che a seconda del loro interesse hanno sviluppato attività inerenti alle tematiche del terremoto e della sicurezza sismica. Tra le varie attività, singolare è stato l’esperimento in cui si sono cimentati un gruppo di studenti del Liceo Paschini, esperimento pubblicato, proprio in questi giorni da Saraò e colleghi sulla rivista Seismological Research Letters. “In questo articolo, mettiamo a disposizione un “how-to”, ossia una guida per consentire ad altri studenti di riprodurre l’esperimento, ma l’aspetto forse più interessante del progetto, realizzato utilizzando software non commerciale, è stata la fase di studio che ha visto i ragazzi autonomi nella ricerca in rete, vissuta come un luogo di costruzione e comunicazione del sapere. Internet, attraverso wiki, tutorial, video e articoli, è stato cruciale per approfondire gli aspetti, anche tecnici, che via via emergevano durante la costruzione del sismografo.”
Gli studenti del liceo di Tolmezzo sono stati inoltre coinvolti in seminari e attività di laboratorio per esplorare diversi aspetti della fisica dei terremoti.
Una volta terminata la costruzione del sismografo, è stata la volta della fase di test dello strumento, attraverso esperimenti con le onde sonore prodotte da un semplice battito di mani ed eseguendo una misura di velocità di propagazione del suono con le stesse tecniche utilizzate per misurare la velocità delle onde sismiche. L’esame è stato superato a pieni voti.
“Sebbene sia un dispositivo amatoriale che rileva solamente scosse relativamente forti e vicine, si tratta di un risultato per noi eccezionale – conclude Saraò – perché rappresenta un modo tramite cui coinvolgere i ragazzi in questa disciplina di cui anche a scuola si parla molto poco.” La sismologia è una branca relativamente recente, dove la strumentazione è di primaria importanza per compiere passi in avanti. Quest’anno ricorre il 40 anniversario del terremoto del Friuli che causò morte e devastazione in molte aree della regione. Nel 1976, gli strumenti in Friuli erano pochi rispetto ad oggi e di certo non si era in grado di monitorare e studiare l’attività sismica della zona col dettaglio che riusciamo ad avere oggi. “Grazie anche allo sviluppo della tecnologia digitale abbiamo fatto dei passi da gigante in questo senso. Continuare in questa direzione incuriosendo i più giovani, è per noi il modo migliore per andare avanti.”

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