Quando le serie TV fanno bene al senso civico

Chi l’ha detto che guardare troppe serie TV può far male? Potrebbe non essere così, almeno nel caso dei ‘political drama’ che abbiano come protagoniste delle donne. Lo rivela uno studio condotto dalla Purdue University su un campione di fan di alcune serie di successo.
29 Marzo 2019
Micron

Chi l’ha detto che guardare troppe serie tv, il cosiddetto binge watching, può far male? Potrebbe non essere così, almeno nel caso delle serie a contenuto politico (i political drama) che abbiano come protagoniste delle donne. Secondo un nuovo studio, essere divoratori di programmi del genere potrebbe aumentare il proprio senso civico. Un sondaggio tra i fan di spettacoli come Madam Secretary, The Good Wife e Scandal ha rilevato infatti che gli spettatori che si sentivano più legati a trama e personaggi mostravano maggiore interesse e partecipazione alla vita politica del proprio paese. I risultati dello studio della Purdue University sono stati pubblicati sulla rivista Journal of Broadcasting and Electronic Media.
«Spesso si pensa che l’intrattenimento televisivo sia solo questo: puro intrattenimento» – ha spiegato Jennifer Hoewe, della Purdue University e tra gli autori del lavoro – “ma diverse ricerche, incluso questo studio, indicano che potremmo ottenere un effetto maggiore dai media di intrattenimento rispetto al semplice divertimento e relax. La nostra ricerca suggerisce che quando ci sono personaggi femminili come protagonisti, ci si sente maggiormente parte dello show, si godono di più i personaggi e questo può portare a risultati ‘politici’ positivi».
Hoewe e Lindsey Sherrill, dottorando all’Università dell’Alabama, hanno condotto lo studio su un campione di 218 fan di serie televisive, il 70% dei quali costituito da donne, reclutati su forum online come Reddit e altri dedicati agli spettacoli, oltre che su Twitter. Sebbene siano molti i thriller e le commedie politiche che sono diventate popolari, le serie Madam Secretary, The Good Wife e Scandal sono state prescelte per il loro modo di rappresentare le donne nella leadership politica.
Agli intervistati è stato chiesto di indicare se percepissero o meno due esperienze comuni nella narrativa: sentirsi emotivamente coinvolti nella storia e sentirsi connessi con i personaggi (tecnicamente, ‘relazioni parasociali’). In particolare è stato chiesto loro di valutare, su una scala da uno a sette, in che modo gli episodi li colpivano emotivamente, quanto si sentivano legati ai personaggi e quanto erano politicamente interessati e attivi. Gli spettatori che hanno dichiarato di aver vissuto entrambe le esperienze narrative esplorate, riferivano anche di prestare maggiore attenzione alla politica e di essere più coinvolti in attività politiche, come partecipazioni a incontri pubblici, manifestazioni o comizi, oltre a contributi nel sostegno di un candidato o nella promozione di petizioni.
«Più si guardava la serie, più ci si sentiva coinvolti nella narrazione, più si sentiva che quei personaggi erano ‘riconoscibili’ a livello personale», ha spiegato Hoewe, «più si manifestava un interesse politico, un’efficacia e una partecipazione alla vita politica. Indispensabile era il verificarsi del trasporto verso la serie e la sussistenza delle componenti parasociali».
«Le tre serie incluse nello studio rappresentano un’eccezione negli spettacoli di prime time offerti dalla TV, dato che in molti show della stessa fascia le donne vengono ancora limitate in ruoli che ne enfatizzano la sessualità, la bellezza e le occupazioni stereotipate di genere», ha continuato Hoewe. Tuttavia, specificano i ricercatori, i risultati sono promettenti e dimostrano che rovesciare questi ruolipuò essere utile per gli spettatori. Il prossimo passo è valutare se i political drama con protagonisti maschili possano sortire lo stesso effetto. «La rappresentazione dei media della leadership politica può illustrare a tutti, non solo alle donne, che esiste l’opportunità per le persone di tutti i generi e i colori di partecipare alla politica» ha concluso Hoewe.

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