Quanto dista la città più vicina? Su Nature la prima mappa globale

Nei paesi ad alto reddito a vivere a un'ora di distanza da una città è il 90% delle persone, in particolare in Europa e Nord America, nei paesi a basso reddito concentrati nell'Africa sub-sahariana, la percentuale è del 50,9%. Ci sono poi intere aree del pianeta dove le persone ci impiegano molte ore se non giornate intere a raggiungere la città più vicina. Vivere lontani da servizi, istituzioni e opportunità economiche può separare comunità prospere da altre che rimangono indietro socialmente ed economicamente.
Cristina Da Rold, 24 Gennaio 2018
Micron
Micron
Giornalista scientifica

“Quanto tempo impieghi per raggiungere la città più vicina? Che cosa succede se vivi lontano anche dalla prima strada? La risposta a queste domande determinerà la facilità con cui puoi accedere ai servizi di una grande città, compresi quelli sanitari. Ora gira la domanda: se hai intenzione di costruire una nuova struttura medica in una nazione in via di sviluppo, dove dovresti costruirla per raggiungere meglio le popolazioni sottoservite?” A parlare – o meglio a scrivere è Matt Hancher, Co-fondatore e Manager di Google Earth Engine in un suo articolo pubblicato su Medium dell’11 gennaio scorso, che racconta i risultati di uno studio condotto dall’Università di Oxford, con il contributo di esperti del JRC, della Commissione europea e delll’Università di Twente, che ha creato una mappa dell’accessibilità alle città di tutto il mondo, pubblicata nientemeno che su Nature.
Il risultato è che otre l’80% delle persone nel mondo – cioè 5,8 miliardi di individui – risiede a un’ora o meno di distanza da una città. Si tratta però di una media poco significativa, dal momento che mentre nei paesi ad alto reddito a vivere a un’ora di distanza da una città è il 90%, in particolare in Europa e Nord America, nei paesi a basso reddito concentrati nell’Africa sub-sahariana, la percentuale è del 50,9%. Se per noi europei si parla in ogni caso di pochissime ore, ci sono intere aree del Pianeta – per esempio grossa parte del continente Asiatico al di fuori delle megalopoli dell’estremo Oriente – dove le persone ci impiegano molte ore se non giornate intere a raggiungere la città più vicina.

“Questa nuova mappa – spiega Hancher – stima il tempo di viaggio da ogni punto sulla Terra al centro urbano ad alta densità più vicino, come proxy per l’accessibilità a una vasta gamma di risorse urbane. I ricercatori e i responsabili delle politiche possono utilizzare questa mappa per studiare argomenti che vanno dalla salute pubblica globale alla crescita urbana e ai motori economici del cambiamento agricolo.” Secondo i ricercatori, mappare l’accessibilità urbana in tutto il mondo, fornisce un set di dati utilizzabile utili per supportare (o ripensare) i processi decisionali sulle politiche di sviluppo e ambientali.
Oggi ricchezze e servizi sono concentrati prevalentemente nelle città, e a meno di non ripensare completamente questo modello sociale, ciò significa che uno scarso accesso alle opportunità e ai servizi offerti dai centri urbani costituisce un ostacolo importante al miglioramento dei mezzi di sussistenza e allo sviluppo generale.
Ma c’è di più: la mappa si può personalizzare, se si è interessati all’accessibilità a servizi specifici in una regione specifica. Questo è possibile perché il team ha rilasciato il codice della “friction surface” globale, una mappa che stima il tempo necessario per viaggiare attraverso ogni punto del globo, combinando i dati provenienti da una vasta gamma di fonti, come la posizione delle strade, il terreno locale e le posizioni dei confini internazionali.
Per lavorare con questi set di dati – conclude Hancher – basta consultare l’articolo di Nature e il sito Web di riferimento. È anche possibile accedere a uno script completo di esempio per lavorare con questi dati in Earth Engine su GitHub (qui).

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