Spii il telefonino del tuo partner? Ecco cosa può succedere alla tua relazione

Leggere il contenuto dei messaggi che arrivano sul telefonino o nella posta elettronica del partner. Chi non l'ha mai fatto? E quante volte, dopo averlo fatto, si è stati sorpresi e quasi immediatamente defenestrati dalla relazione? Ma secondo un studio, appena pubblicato, molte relazioni sopravvivono alla prova del cosiddetto "snooping" telefonico.
Stefano Pisani, 10 Giugno 2019
Micron
Micron
Giornalista Scientifico

Leggere il contenuto dei messaggi che arrivano sul telefonino o nella posta elettronica del partner. Chi non l’ha mai fatto? E quante volte, dopo averlo fatto, si è stati sorpresi e quasi immediatamente defenestrati dalla relazione? In molti casi, infatti, il finale è quello. Ma non in tutti.

Sono infatti molte le relazioni che sopravvivono alla prova del cosiddetto “snooping” (termine inglese che, con molta eleganza, potremmo definire più nostranamente “ficcanasare”) telefonico: lo sostiene uno studio che nasce dalla collaborazione tra Università di Lisbona e University of British Columbia, che ha esaminato durante la ACM CHI Conference on Human Factors in Computing Systems di Glasgow le motivazioni che si celano dietro questo eccessivo “curiosare” nei cellulari altrui. I ricercatori hanno reclutato 102 persone e hanno chiesto loro di ricordare una situazione passata in cui hanno avuto accesso al telefono di qualcuno che conoscevano o, viceversa, quando qualcuno che conoscevano aveva avuto accesso (non autorizzato) al loro cellulare. Ai partecipanti è stato chiesto di descrivere gli eventi che hanno portato all’ “incidente”, come è stato condotto lo snooping e cosa è successo, successivamente, alla relazione che avevano sino ad allora.
Su 46 partecipanti che hanno fornito informazioni sugli esiti della relazione, 21 hanno affermato che il rapporto si è concluso mentre 25 hanno detto che era sopravvissuto a quella sgradevole circostanza. I partecipanti allo studio erano tutti residenti in Europa, Canada o Stati Uniti, e circa il 60% erano donne. “Nei casi in cui la relazione finiva, o questo si verificava perché il proprietario del telefono sentiva che la fiducia era stata tradita o perché, genericamente, la relazione stava già attraversando difficoltà. Un altro motivo che portava alla conclusione era poi che il rapporto non era poi così forte o importante, come nel caso di due colleghi di lavoro di cui uno aveva rubato preziose informazioni di contatto dal cellulare dell’altro”, ha raccontato Ivan Beschastnikh, uno degli autori dello studio.

La relazione che sopravviveva, invece, era in generale solida, e la vittima considerava il rapporto così importante da trascurare l’offesa patita. “In questi casi, la vittima, per esempio, giustificava l’autore dello snooping riconoscendosi mancante sotto il profilo delle rassicurazioni fornite al partner sentimentale circa il proprio impegno nei confronti della relazione. In questo modo, si finiva per scusare quel comportamento scorretto e, addirittura, in alcuni casi si concedeva all’altra persona l’accesso diretto al proprio telefono”, continuano gli scienziati.
I partecipanti allo studio hanno poi citato diverse motivazioni che li avevano indotti a spiare i telefoni dei propri amici o dei partner. Molti hanno menzionato la gelosiae il desiderio di “controllare le relazioni vissute con gli altri”. Altri, invece, volevano fare uno scherzo o usare le informazioni rubate per un guadagno finanziario, o per altri scopi nefandi. Lo studio, sebbene di piccole dimensioni, è il primo a fornire informazioni dettagliate su motivazioni e esiti relativi allo snooping telefonico dal punto di vista dei soggetti direttamente coinvolti.
“Il fatto che le persone curiosino è ampiamente noto, ma sappiamo molto meno sul perché fanno quello che fanno, e sull’eventuale impatto di questo comportamento sulle loro relazioni”, ha continuato Beschastnikh. “Questo studio fornisce nuovi spunti provenienti direttamente da quelli che hanno sperimentato lo snooping. E speriamo seguano ulteriori ricerche in futuro”.

I risultati evidenziano anche il ruolo fondamentale dei fattori umani nella sicurezza digitale. “Tutto dipende da chi autorizzi a usare il tuo telefono, se ti fidi di loro o se loro si fidano di te, e quali sono i parametri della tua relazione con gli altri”, spiegano gli scienziati. “Dato che partner, bambini, amici e colleghi possono facilmente osservare o indovinare il PIN e altri tipi di password, è possibile limitare l’accesso al telefono con l’identificazione biometrica, che è disponibile sulla maggior parte dei telefoni ed è difficile da aggirare”. Non troppo sorprendentemente, i risultati mostrano che il momento migliore per ficcanasare è quando il proprietario del telefonino fa una doccia o un bagno. Quindi se non ci si fida delle persone intorno, conviene sempre portarsi il telefonino anche in bagno.

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