Statura, peso e stato socioeconomico: il rapporto c’è. E indovinate a chi va peggio

Uomini bassi e donne in sovrappeso hanno minori probabilità di successo nella vita in settori come istruzione, occupazione, reddito. Non è più una sensazione, né un sentito dire: lo ha dimostrato uno studio pubblicato sul prestigioso British Medical Journal.
Tina Simoniello, 11 Aprile 2016
Micron
Micron
Giornalista freelance

Molti lo sospettavano – e sopportavanoda anni, consapevoli di quanto ogni giorno avevano sotto gli occhi. Alcuni lo davano addirittura per certo. Gli esperti di costume e società, da parte loro, alimentavano sospetti scrivendolo e riscrivendolo fino a esaurimento inchiostro: il successo sociale e lo status economico hanno a che vedere con l’immagine, con l’aspetto fisico, in particolare con l’altezza e il peso. Anzi, secondo i più spietati e meno ipocriti, altezza e peso, in qualche modo, lo determinano il successo, visto che troppo spesso (troppo è in senso statistico) il sovrappeso e una statura diciamo ridotta si riscontrano tra quegli individui che hanno studiato meno, guadagnano meno, si curano poco, insomma vivono peggio, e troppo poco spesso (di nuovo: in senso statistico) tra quelli, gli altri, che anche senza arrivare a sposare miliardari o ereditiere, sono soddisfatti della loro vita sociale e hanno avuto accesso a un lavoro che è apprezzato e adeguatamente retribuito.

GLI ALTI, LE GRASSE E I DESTINI CONTRAPPOSTI
Ebbene, un team di ricercatori britannici dell’Università inglese di Exeter, e statunitensi del MIT, di Harvard, e del Children’s Hospital di Boston, con uno studio appena pubblicato sul British medical journalforniscono la prova che i sospettosi, i cronisti di costume e le indagini statistiche avevano ragione. È così: tra statura, peso e status c’è una relazione, e questa relazione non è casuale e non dipende dalla percezione (o dalla frustrazione, o dalla rabbia) di chi osserva.
E non solo, i ricercatori hanno anche affinato l’indagine, trovando che per gli uomini e per le donne le cose vanno un po’ diversamente (non ci si illuda, vanno male comunque per tutti): secondo lo studio, sono in condizioni di svantaggio socioeconomico le persone in sovrappeso ma soprattutto se donne, mentre al contrario godono di un vantaggio socio-economico le persone più alte, ma soprattutto se uomini. Si legge sul Bmj a proposito dei risultati della ricerca: «Questi dati supportano la prova che l’altezza e il body mass index (indice di massa corporea, ndr) svolgono un ruolo parziale importante nel determinare alcuni aspetti della condizione socio-economica di un individuo, in particolare il body mass index delle donne per il reddito e la deprivazione, e l’altezza degli uomini per l’istruzione, il reddito, e la tipologia di lavoro. (….)».

LO STUDIO
Gli autori della ricerca hanno analizzato le varianti genetiche che hanno effetti noti sull’altezza e sull’indice di massa corporea utilizzando una tecnica chiamata randomizzazione mendeliana. Hanno coinvolto 119.000 individui, maschi e femmine, di età compresa tra 40 e 70 anni i cui dati erano conservati nella UK Biobank, un database di informazioni biologiche che raccoglie dati su mezzo milione di cittadini britannici: lavorare con le informazioni genetiche garantisce risultati più affidabili, meno soggetti a distorsioni e fattori confondenti che possono inficiare, più o meno, studi di altro tipo.
Lo stato socioeconomico è stato valutato tenendo conto di cinque fattori: età alla quale si è completata l’istruzione a tempo pieno, livello di istruzione, tipologia di lavoro, reddito familiare annuo e indice Townsend, una misura utilizzata in statistica ed economia che esamina diverse variabili, materiali e non, per descrivere il livello di deprivazione sociale. Le analisi sono state ripetute separatamente per uomini e donne.

LE RAGIONI DI UN FENOMENO E LE SUE RICADUTE: SOCIALI, SANITARIE…
Diversi fattori potrebbero collegare la statura e il peso alla posizione sociale ma – come hanno sottolineato gli stessi autori – questo studio non li ha presi in esame. Le possibilità comunque includono le complesse interazioni tra riuscita sociale e autostima, e poi stigmatizzazione, discriminazione e pregiudizi, aggiungiamo noi.
Ma di qualunque cosa si tratti e da qualunque fattore o insieme di fattori sia sostenuta, è chiaro che le “misure” degli esseri umani hanno una ricaduta sociale e sanitaria: da anni si sa che un elevato stato socio-economico si associa a un migliore stato di salute e a una maggiore durata della vita. Certamente psicologica. E su questo c’è di tutto, in letteratura scientifica e non solo. Un esempio, nella moltitudine delle possibilità, è lo studio pubblicato sulla rivista Economic & Human Biology qualche anno fa secondo il quale, a parità di situazioni oggettive di stress, le persone più alte valutano più positivamente le loro esistenze, più spesso segnalano emozioni positive, come piacere e felicità, e meno spesso esperienze negative, come la tristezza e il dolore fisico. Secondo gli autori di quella indagine, i risultati si spiegano con l’associazione positiva tra altezza e reddito-istruzione, entrambi associati, appunto, a una vita diciamo così migliore.

… E LEGALI. IL PESO DELLE DONNE E IL MERCATO DEL LAVORO
Uno studio del 2014 condotto negli Usa da una ricercatrice della Vaderbilt University Law school ha puntato l’indice sulla discriminazione delle donne obese nel mercato del lavoro. L’autrice ha dimostrato che è più probabile per loro che non per le non obese occupare posti di lavoro che impegnano fisicamente che non accedere a occupazioni che implicano interazioni personali, occupazioni che – inutile dirlo? – sono pagate meglio. Ma le cose non finiscono qui: quando le donne obese, riuscendo a sfondare il loro tetto di cristallo, accedono a posti di lavoro di tipo relazionale, guadagnano meno delle donne non obese impiegate con funzioni dello stesso tipo. Insomma non c’è scampo: le donne obese pagano comunque.
Gli uomini no. Confermando in qualche modo i dati appena pubblicati sul Bmj, per gli uomini pare l’eccesso di peso non abbia lo stesso potere emarginante che ha per le donne, che sono quindi discriminate due volte: perché non sono magre e perché non sono uomini.

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