Troppi zuccheri? Forse è colpa della ‘luce blu’

Gran parte della luce artificiale a cui siamo esposti attualmente proviene da luci a LED e schermi a LED, che emettono alti livelli di luce blu. Uno studio condotto sui topi da ricercatori delle università di Strasburgo e Amsterdam suggerisce che questa esposizione nelle ore notturne potrebbe avere importanti effetti in termini di consumo e elaborazione degli zuccheri.
Stefano Pisani, 17 Luglio 2019
Micron
Micron
Giornalista Scientifico

Tag

Basta solo un’ora di esposizione alla “luce blu” – quel tipo di luce prodotta dagli schermi di numerosi dispositivi elettronici come tablet e smartphone – per aumentare i livelli di zucchero nel sangue e il consumo stesso di zucchero.
Almeno nei topi maschi. Lo rivela uno studio condotto da Anayanci Masís-Vargas e colleghi dell’Università di Strasburgo e dell’Università di Amsterdam, che è stato presentato durante la conferenza annuale della Society for the Study of Ingestive Behavior (SSIB) a Utrecht, Paesi Bassi. Ricerche precedenti avevano dimostrato una forte correlazione tra obesità e livelli di luce artificiale notturna.
Gran parte della luce artificiale a cui siamo esposti attualmente proviene da luci a LED e schermi a LED, che emettono alti livelli di luce blu.
Le cellule della retina dell’occhio sono sensibili a questo tipo di luce e, quando ne vengono colpite, trasmettono direttamente informazioni alle aree del cervello che regolano l’appetito.
Nel loro nuovo studio, Masís-Vargas e colleghi hanno esposto i topi alla luce blu, di notte, e il giorno dopo hanno misurato il loro consumo di alimenti e la tolleranza al glucosio. Va sottolineato che, per simulare meglio il modo in cui l’esposizione alla luce viene vissuta dall’uomo, i topi utilizzati in questo studio erano di tipo “diurno”, ossia animali che avevano l’abitudine di restare svegli durante il giorno e dormire durante la notte (i tipici topi da laboratorio restano invece svegli durante le ore notturne).
Gli autori della ricerca hanno scoperto che dopo solo un’ora di esposizione notturna alla luce blu, la tolleranza al glucosio risultava alterata nei topi maschi, il che rappresenta un segnale di pre-diabete.
Per indagare su quali fossero gli effetti dell’esposizione sul controllo dell’appetito e la scelta del cibo, ai topi è stata data la possibilità di scegliere tra un alimento bilanciato dal punto di vista nutrizionale (il cibo standard del roditore), acqua, strutto o acqua zuccherata.
Ebbene, dopo l’esposizione notturna alla luce blu, gli animali maschi bevevano più zucchero, durante la notte, che non durante le notti senza esposizione.
Questi studi mostrano chiaramente che l’esposizione alla luce, in particolare alla luce blu, di notte ha un effetto dirompente e che l’uso notturno degli schermi dei nostri dispositivi elettronici potrebbe aumentare la tendenza a preferire cibi zuccherati, oltre che interferire con la nostra capacità di elaborare lo zucchero (specialmente nei soggetti maschi).
Sebbene i topi siano stati testati dopo solo una notte di esposizione alla luce, in un lasso di tempo più lungo questo processo potrebbe portare a un aumento di peso e allo sviluppo del diabete. «Limitare la quantità di tempo che passiamo davanti ai display di notte è, per ora, la misura migliore per proteggerci dagli effetti nocivi della luce blu. In caso sia necessario essere esposti ai dispositivi di notte, consiglierei l’uso delle app e delle funzionalità della modalità notturna sui dispositivi, che rendono gli schermi più arancioni e meno blu o l’uso di dispositivi di filtraggio della luce blu già disponibili sul mercato» ha concluso Masís-Vargas.

Commenti dei lettori


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    X