Un gruppo di scienziati dell’Istituto Max Planck ha dimostrato con esperimenti comportamentali che le formiche del deserto sono in grado di apprendere rapidamente molti odori (alimentari) diversi e di ricordarli per il resto della loro vita. La memoria per gli odori relativi al nido, inoltre, sembra differire dalla memoria degli odori del cibo: mentre questi ultimi vengono appresi e mantenuti dopo un solo contatto, quelli del nido hanno bisogno di molteplici contatti per essere “imparati” e quando un odore di questo tipo non si presenta più nel nido, viene dimenticato molto rapidamente.
I ricercatori, come si legge sulla rivista PNAS, hanno studiato la formica del deserto (“Cataglyphis fortis”), che è molto abile nel ritrovare il cibo e il suo nido nel deserto nordafricano, con un senso dell’olfatto che gioca una funzione centrale per l’orientamento. Il gruppo di scienziati comportamentali guidato da Markus Knaden ha analizzato le abilità di navigazione di questa specie di formica per anni, incuriosito da come questi piccoli insetti riuscissero a ritrovare la via per il formicaio dopo la lunga ricerca di cibo nelle vaste saline del Sahara tunisino. Il team ha scoperto che, al netto di altri fattori, l’odore specifico del nido svolge un ruolo cruciale ma i ricercatori hanno notato che le formiche apprendevano gli odori alimentari molto più velocemente degli odori associati al nido. «La nostra domanda centrale era se esistessero diversi tipi di memoria per la ricerca del cibo e del nido» ha spiegato Roman Huber, tra gli autori dello studio.
Gli scienziati hanno elaborato un semplice esperimento allo scopo di testare la risposta delle formiche a più di 30 diversi odori alimentari. L’estremità di un bastone che era stata impregnata di un certo odore veniva tenuta a circa due metri di distanza da una formica “cercatrice di cibo” sul terreno, in modo che il vento portasse l’odore verso la formica. All’inizio, la maggior parte degli odori era ignorata dalle formiche e non evocava alcuna risposta. «Se però si offriva una briciola di cibo alle formiche che erano state investite con una di queste fragranze, le formiche erano successivamente quasi sempre attratte da questo odore e memorizzavano l’odore associato al cibo con enorme velocità e per un tempo lunghissimo, anche per 25 giorni». In natura, la maggior parte delle formiche ha una vita breve e di solito viene uccisa da un predatore nel giro di sei giorni: è particolarmente sorprendente, dunque, che le formiche che hanno raggiunto più di quattro volte l’età media possano ancora ricordare quello che avevano appreso.
Le formiche, inoltre, non erano in grado di apprendere gli odori associati ai nidi con altrettanta rapidità. Quando i ricercatori impregnavano di un odore l’ingresso del formicaio, le formiche avevano bisogno di cinque-dieci prove per imparare quest’odore e, quando questo veniva rimosso dal nido, veniva dimenticato completamente in maniera rapidissima. Markus Knaden ha provato a fornire una spiegazione: «Durante la sua intera vita, una formica che va a caccia di cibo incontra diversi alimenti, con differenti odori, ed è importante che memorizzi il profumo del ‘buon’ cibo, per riconoscerlo anche in un secondo momento. Il formicaio, al contrario, ha più o meno sempre lo stesso odore durante la breve vita di una formica, e quindi non è necessario alcun ricordo straordinario per localizzare l’entrata del nido seguendo i segnali olfattivi”. Gli scienziati stanno ora pianificando studi di laboratorio che suffraghino i risultati degli esperimenti comportamentali ottenuti nell’habitat naturale delle formiche del deserto. L’idea è sfruttare tecniche di imaging per localizzare e visualizzare le diverse memorie nel cervello delle formiche e per confrontare le attività cerebrali durante la ricerca del cibo e del formicaio. «Usiamo già tecniche simili per la visualizzazione dell’attività cerebrale in mosche e falene, sarebbe bello applicare e affinare queste tecniche anche per le formiche, perché questi insetti mostrano un comportamento particolarmente complesso”, ha concluso Markus Knaden.

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