Dal punto di vista zoo-antropologico, le relazioni tra esseri umani e animali hanno una storia molto lunga e si sono evolute moltissimo nel corso del tempo. La domesticazione, classificabile come un caso unico e speciale di simbiosi, è forse l’esempio più rilevante di quanto l’uomo possa avere un’azione impattante non indifferente su altre specie, riuscendo anche a cambiarle  in maniera definitiva. Ad ogni modo, i nostri rapporti con le altre forme di vita, in particolare con gli animali, non sono sempre univoche e omogenee.
Secondo uno studio condotto qualche anno fa da Arnold van Vliet, biologo dell’Università di Wageningen, ogni anno vengono uccisi quasi 2 trilioni (ovvero miliardi di miliardi) di insetti da automobili in corsa, considerando solamente il territorio olandese. Numeri incredibili che ci fanno capire quale può essere l’impatto dell’Homo sapiens anche su alcuni dei più piccoli esseri viventi che convivono con noi il nostro pianeta.
Gli animali sono ovunque intorno a noi e qualcuno, addirittura, vive con noi nelle nostre case. Alcuni sono veri e propri compagni di vita, che a volte vengono considerati quasi membri della nostra famiglia (come cani, gatti e tutti i vari animali domestici), altri invece frequentano le nostre abitazioni e i nostri centri urbani contro la nostra volontà, da ospiti indesiderati. Si tratta di scarafaggi, topi, ratti, piccioni, ragni, lucertole, serpenti, e chi più ne ha… più se ne sbarazzi. Tutti membri di una fauna che vive ai margini sia della nostra vita domestica che delle nostre attenzioni. Possono essere definiti gli “invisibili”, ovvero tutti quegli animali dimenticati, schiacciati o uccisi senza alcun senso di colpa o ripensamento.
Nell’epoca in cui viviamo sembra esserci un’indubbia tendenza ad avere un approccio maggiormente etico e cosciente verso tutte quelle questioni che riguardano, direttamente o meno, la fauna, la flora e l’ambiente. Il grande seguito alle innumerevoli campagne di sensibilizzazione e calls to action proposte dalle associazioni animaliste o ambientaliste ne sono una prova. Difficilmente però troviamo sotto la lente d’ingrandimento delle nostre preoccupazioni quegli animali che non scatenino in noi un certo impatto empatico. Di certo non ci verrebbe in mente di scendere in piazza per difendere i diritti degli insetti morti a causa di un’automobile in corsa sull’autostrada o salvaguardare gli animali vittime di disinfestazioni o derattizzazioni. Eppure sono esseri viventi come tutti gli altri, che meriterebbero un trattamento rispettoso e cosciente, forse anche più degli altri. Basti pensare all’incredibile importanza ecologica dei vari insetti e piccoli Artropodi, senza i quali molto probabilmente la Terra sarebbe un po’ diversa da come la conosciamo oggi.
All’interno della categoria immaginaria degli “invisibili” potremmo tranquillamente includere anche altri animali oltre a quelli che suscitano in noi fastidio, disprezzo, paura o odio. Pensiamo ad esempio ad animali che vengono tenuti a casa solo perché sembrerebbero di facile gestione ed apparentemente hanno meno richieste ed esigenze.
Per non andare troppo in là con la fantasia ci basta prendere in considerazione i pesci, magari quelli appartenenti a specie tropicali. Si tratta di animali silenziosi, non sporcano il salotto di peli, sono abbastanza economici e richiedono cure non troppo complesse. Nonostante alcune specie vengano allevate e tenute in cattività da diversi secoli e alcune varietà siano state selezionate artificialmente per cercare di adattarle il più possibile ad una vita domestica, si tratta di animali che, come tutti gli altri, hanno determinate esigenze fisiologiche ed etologiche che sono specie-specifiche e che non vanno sottovalutate. Si parla moltissimo di benessere animale rivolto ai nostri amici a quattro zampe più comuni ma molto meno rispetto ai nostri compagni con le pinne. Questo succede, probabilmente, perché abbiamo una predisposizione diversa a livello empatico nel rivolgere le nostre attenzioni verso certi animali rispetto ad altri.
La verità però, riprendendo il pensiero del noto etologo e divulgatore Marc Bekoff, è che sono proprio gli animali che all’apparenza non richiedono grandi sforzi quelli che soffrono di più nelle nostre case.
Un altro caso di questi “animali non animali” è quello degli anfibi, che non vivono (o almeno non di norma) nelle nostre abitazioni e solitamente non saltano alla ribalta dell’opinione pubblica ma lo fanno solo negli stagni. In controtendenza però, con l’occasione delle migrazioni riproduttive, ogni anno si mobilitano numerosi volontari che si impegnano per cercare di proteggere e salvaguardare centinaia di diverse specie anfibie. In Svizzera, ad esempio, ogni primavera i gruppi di volontari riescono a mettere in salvo dalle automobili più di 100.000 anfibi, grazie alle attività promosse dal Centro di Coordinamento per la Protezione degli Anfibi e dei Rettili in Svizzera (karch). In Italia esiste, tra gli altri, il progetto “Save the Prince” che è attivo in diverse regioni del nostro Paese e dove le persone coinvolte offrono un aiuto concreto per rane e rospi in migrazione.
Il suggerimento che possiamo trarre quindi, quando ci approcciamo al mondo degli animali, è quello di non perdere mai di vista la Great Picture. Noi esseri umani, nell’arco di qualche decina di centinaia di anni, siamo riusciti ad adattarci all’ambiente circostante fino ad arrivare, in diverse aree, a distruggerlo. Per questo motivo siamo stati costretti a correre ai ripari, ad organizzare interventi mirati per cercare di ricostruire quello che abbiamo annientato o rovinato. Sappiamo bene che molto spesso sono proprio gli animali i primi che subiscono le conseguenze delle nostre azioni e nel tentativo di sensibilizzare e di migliorare il nostro atteggiamento verso di loro a volte ci dimentichiamo di qualcuno. Magari dei più brutti, fastidiosi e meno simpatici.
Ovviamente, questo non vuol dire che dobbiamo far sì che la nostra casa sia infestata dai topi o che dovremmo fluttuare in aria con speciali tecnologie pur di non rischiare di calpestare qualche ragnetto. L’educazione al rispetto verso tutto ciò che ci circonda, però, è fondamentale: la conoscenza è alla base della convivenza. Magari quando vi mettete alla guida della vostra automobile in autostrada non potrete schivare tutti gli insetti che incontrerete, però provate a riflettere un po’ la prossima volta che guarderete il vostro pesce rosso a casa all’interno di un’ampolla da due litri.