Si chiama citizen science: una forma di attività scientifica condotta dai cittadini in collaborazione con scienziati o sotto la direzione di scienziati professionisti e istituzioni scientifiche. Un esempio concreto di citizen science è Marine Litter Watch, un’iniziativa dell’Agenzia europea dell’ambiente (EEA) che mira a combattere il problema dei rifiuti sulle spiagge europee. Ogni anno si stima per esempio che 8 milioni di tonnellate di plasticafiniscano negli oceani del mondo. Oltre a richiedere costi elevati per la pulizia, e considerando che non tutta finisce per essere riciclata, la plastica danneggia anche l’ambiente marino e influisce negativamente sulla salute degli habitat oceanici.
Con Marine Litter Watch l’unico strumento di cui necessitano i cittadini è il proprio smartphone: è sufficiente scaricare la app e il gioco è fatto. Chiunque – individui singoli o gruppi di volontari – che raccolgono rifiuti sulle spiagge possono, tramite la app, inviare i datisul tipo di rifiuto ritrovato direttamente ai ricercatori dell’EEA.
L’iniziativa è stata istituita nel 2014 coinvolgendo organizzazioni non governative e istituti di ricerca, ed è oggi l’unica piattaforma paneuropea che i cittadini di tutta Europa possono utilizzare per coordinare le pulizie e registrare i rifiuti raccolti in spiaggia.
Dopo tre anni di raccolta e analisi dei dati, oggi abbiamo i primi risultati, che provengono dalle 1627 attività di pulizia effettuate dai gruppi afferenti a Marine Litter Watch tra il 2014 e il 2017 sulle spiagge dei quattro mari regionali europei: Mar Baltico, Mar Nero, Mar Mediterraneo e Oceano Atlantico nord-orientale. Come si vede dalla mappa (navigabile qui) l’Italiaè stata molto ben rappresentata lungo tutta la sua costa.
Ebbene, gli elementi più comuni che si trovano sulle spiagge includono mozziconi di sigarette e filtri, pezzi di plastica e polistirolo, frammenti di vetro e ceramica, bicchieri di plastica e coperchi, bastoni, sacchetti, pacchetti di patatine, corde e cordoni, bottiglie. Per quanto riguarda i materiali, la plastica usa e gettarappresenta di gran lunga la fetta più grossa di rifiuti marini in tutti e quattro i mari europei esaminati.

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A seconda del mare considerato, si trova una maggiore quantità dell’uno o dell’altro materiale. Sulle spiagge del Mar Balticoper esempio un terzo dei materiali ritrovati sono paraffina, mentre la fetta che rappresenta la percentuale di sigarette è più piccola rispetto a quella che riguarda il Mar Mediterraneo. Nell’Oceano Atlantico Orientaleinvece, cioè sulle spiagge di Portogallo, Francia, Irlanda e Regno Unito si ritrovano moltissimi piccoli sacchetti di plastica come quelli utilizzati per congelare gli alimenti, cosa che invece capita di meno negli altri mari. Nel Mar Neroe Mediterraneo invece dominano i pezzi di plastica fino a 50 cm e le bottiglie di plastica grandi e piccole.