«Le istituzioni tecnico-scientifiche sono i globuli bianchi del Paese». Questo è il recente richiamo all’ordine contenuto in una lettera firmata da Elena Cattaneo, docente dell’Università di Milano e senatrice a vita, che si scontra ancora una volta con il mondo della biodinamica.
Già due anni fa, in un’intervista de Il Foglio la ricercatrice si rivolgeva al Ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina affermando “Martina propone di creare corsi universitari sull’agricoltura biodinamica. Non è possibile che non si sia in grado di distinguere tra competenze, professionalità e ciarlataneria”.
Le argomentazioni della Cattaneo sono ben note al mondo scientifico e non solo. L’agricoltura biodinamica, considerata una pseudoscienza, è un insieme di pratiche agricole elaborate all’inizio del secolo scorso dall’esoterista Rudolf Steiner, i cui metodi non sono mai stati validati. A scanso di equivoci, l’oggetto della discussione esula quindi dai potenziali effetti delle pratiche biodinamiche. L’obiezione nasce piuttosto da una profonda quanto differente riflessione. «L’Italia è il luogo dove, con Galileo, è nato il metodo scientifico», si legge nella lettera della ricercatrice. E il metodo scientifico parla chiaro.
A scatenare le ultime dichiarazioni è stata la notizia secondo la quale, il prossimo 16 e 17 novembre, il Politecnico di Milano ospiterà un convegno internazionale organizzato dall’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica. Le istituzioni scientifiche coinvolte sono il Politecnico di Milano in qualità di ospite, e il Consiglio dell’Ordine Nazionale degli Agronomi e Forestali (CONAF) tra i patrocinanti. A questo annuncio, la ricercatrice si sfoga in una lettera rivolta al rettore del Politecnico Ferruccio Resta definendo «sorprendente e allarmante che proprio in una sede scientifica così prestigiosa si scelga di ospitare, figurandovi come “in collaborazione”, un “convegno sulla biodinamica”, vale a dire una delle pratiche più antiscientifiche che esistano». Si dichiara inoltre preoccupata per la partecipazione all’evento da parte del sindaco di Milano Giuseppe Sala e di Stefano Boeri, presidente della Triennale di Milano, che aprirà i lavori del convegno.
Ma Elena Cattaneo non è l’unica scienziata a esprimere preoccupazione in merito al discusso convegno di novembre. Riprendendo la sua stessa metafora, l’innalzamento dei globuli bianchi è la naturale reazione del nostro sistema immunitario a un attacco di virus e batteri. Così come avviene in un organismo sano, in una democrazia è fisiologico che la comunità scientifica segnali ad alta voce il rischio di un attacco alla corretta comunicazione del sapere. Alla lettera di Elena Cattaneo, pubblicata su Scienza in rete, si sommano quindi le voci di docenti e ricercatori provenienti dall’Università degli Studi di Milano, e da due tra i maggiori centri di ricerca italiani. Il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e il CREA (Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agraria). Tra i firmatari della Statale di Milano troviamo Lucia Colombo, Direttore del Dipartimento di Bioscienze, e Osvaldo Failla, Direttore del Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali – Produzione, Territorio, Agroenergia.

Gent. Rettore Prof. Ferruccio Resta

Il 16 e 17 Novembre il Politecnico di Milano ospiterà XXXV CONVEGNO INTERNAZIONALE DELL’ASSOCIAZIONE PER L’AGRICOLTURA BIODINAMICA dal titolo “INNOVAZIONE E RICERCA. ALLEANZE PER L’AGROECOLOGIA”.
Il convegno si propone di essere il punto di convergenza fra il mondo produttivo agricolo, le istituzioni universitarie e di ricerca, e aziende di distribuzione.
Come rappresentanti dei Dipartimenti scientifici operanti in ambito biologico ed agrario dell’Università degli Studi di Milano, del CNR e del CREA troviamo preoccupante che rappresentanti delle istituzioni milanesi, personalità del mondo accademico e culturale diano il proprio contributo a questa iniziativa che tenta di dare veste scientifica all’agricoltura biodinamica.
Il metodo biodinamico non ha basi scientifiche. Fu ideato da Rudolf Steiner all’inizio del secolo scorso e prevede pratiche esoteriche, invoca forze cosmiche e utilizza vesciche di cervo e corna di vacche per la produzione di preparati omeopatici per la cura delle piante e la concimazione del terreno. Nessuno, nemmeno lo stesso Steiner, ha mai validato l’efficacia di questo metodo rispetto a metodi convenzionali e la letteratura scientifica dice chiaramente che la biodinamica non è una pratica science-based.
Non possiamo accettare che la comunicazione scientifica, che deve essere basata sul metodo scientifico, sia confusa in modo cosi palese con comunicazione di falsità e di teorie bizzarre che di scientifico non hanno assolutamente nulla.
Le chiediamo pertanto di ripensare l’eventuale sua partecipazione all’evento e di non avallare con la sua presenza la divulgazione di posizioni prettamente anti scientifiche.
Grati di ricevere un suo cortese riscontro, la salutiamo cordialmente

Per finire, alla preoccupazione di questi ricercatori si unisce lo sbigottimento degli agronomi, come espresso sul blog Agrarian Sciences, che riunisce docenti ed esperti nel campo dell’agronomia e della storia dell’agricoltura.

Le posizioni in campo sono eterogenee. Stefano Bocchi, docente del Dipartimento di Scienze e Politiche ambientali dell’Università di Milano, nonché relatore al prossimo convegno del 16 novembre, sostiene che le lettere rivolte al rettore del Politecnico di Milano rappresentano il legittimo parere di una sola parte dei ricercatori. “Ed è un bene che l’abbiano espresso, se questo può costituire un’occasione per aprire un vero dialogo. Ma le modalità e i toni devono essere adeguati a consentire un risultato di crescita culturale” commenta Bocchi. E aggiunge “Per la comunità scientifica è arrivato il momento di uscire dagli studi, scendere nelle piazze e rimboccarsi le maniche. La priorità oggi è parlare di sostenibilità, e per farlo è necessario innanzitutto dialogare”.
Sulla base di queste prime reazioni, il “sistema immunitario” del nostro Paese sembrerebbe funzionare a dovere. Forse sì, forse anche troppo. Dell’Università di Milano sono i firmatari delle lettere rivolte al rettore del Politecnico; dalla medesima università provengono alcuni dei relatori che interverranno al convegno. L’Ordine degli Agronomi e Forestali patrocina l’evento che gli agronomi disapprovano. La “reazione immunitaria” dell’organismo a questo attacco influenzale sembra suggerire un rischio persino maggiore di un potenziale affronto nei confronti dei fondamenti del metodo scientifico. In un periodo tanto delicato per il destino della comunicazione, l’augurio è che questo medesimo rischio costituisca piuttosto l’anticamera di un meraviglioso quanto necessario ritorno nelle piazze del vero dibattito scientifico.

Elenco dei firmatari alla lettera indirizzata dalla Prof.ssa Lucia Colombo e il Prof. Osvaldo Failla al rettore del Politecnico di Milano Prof. Ferruccio Resta

  • Lucia Colombo, Direttore del Dipartimento di Bioscienze, Università degli Studi di Milano
  • Osvaldo Failla, Direttore del Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali – Produzione, Territorio, Agroenergia, Università degli Studi di Milano
  • Luigi Cattivelli, Direttore del Centro di Ricerca Genomica e Bioinformatica del CREA – Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’analisi dell’economia agraria
  • Giampiero Valè, Responsabile del Centro Ricerche Riso del CREA – Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’analisi dell’economia agraria
  • Michele Stanca, Presidente dell’Unione Nazionale delle Accademie per le Scienze Applicate allo Studio dell’Agricoltura, alla Sicurezza Alimentare e alla Tutela Ambientale
  • Gian Attilio Sacchi, Professore di Chimica Agraria, Università degli Studi di Milano
  • Incoronata Galasso, Ricercatrice, Istituto di Biologia e Biotecnologia Agraria, Milano Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR)
  • Matteo Crovetto, Professore di Nutrizione e Alimentazione Animale, Università degli Studi di Milano
  • Alessandro Vitale, Ricercatore, Istituto di Biologia e Biotecnologia Agraria, Milano, Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR)
  • Luca Bechini, Professore di Agronomia e Coltivazioni Erbacee, Università degli Studi di Milano
  • Salvatore Pilu, Professore di Genetica Agraria, Università degli Studi di Milano
  • Alessandra Stella, Ricercatrice, Istituto di Biologia e Biotecnologia Agraria, Milano Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR)
  • Claudio Gandolfi, Professore di Ingegneria Agraria, Forestale e dei Biosistemi, Università degli Studi di Milano
  • Carlo Massimo Pozzi, Professore di Genetica Agraria, Università degli Studi di Milano
  • Emanuela Pedrazzini, Ricercatrice, Istituto di Biologia e Biotecnologia Agraria, Milano del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR)
  • Piero Attilio Bianco, Professore di Patologia Vegetale, Università degli Studi di Milano
  • Vittoria Brambilla, Ricercatrice di Botanica Generale, Università degli Studi di Milano
  • Laura Rossini, Professore di Genetica Agraria, Università degli Studi di Milano
  • Eleonora Cominelli, Ricercatrice, Istituto di Biologia e Biotecnologia Agraria, Milano Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR)
  • Alex Costa, Professore di Fisiologia Vegetale, Università degli Studi di Milano
  • Francesca Sparvoli, Ricercatrice, Istituto di Biologia e Biotecnologia Agraria, Milano del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR)
  • Anna Moroni, Professore di Fisiologia Vegetale, Università degli Studi di Milano
  • Fulvio Gandolfi, Professore di Anatomia e Fisiologia Veterinaria, Università degli Studi di Milano.
  • Piero Morandini Professore di Fisiologia Vegetale, Università degli Studi di Milano
  • Luca Espen, Professore di Chimica Agraria, Università degli Studi di Milano
  • Fabio Fornara, Professore di Botanica Generale, Università degli Studi di Milano
  • Pietro Marino, Ricercatore di Agronomia e coltivazioni erbacee Università degli Studi di Milano
  • Martin Kater, Professore di Genetica, Università degli Studi di Milano
  • Anna Sandrucci, Professoressa di Zootecnica Speciale, Università degli Studi di Milano
  • Daniele Bassi, Professore di Arboricoltura Generale e Coltivazioni Arboree, Università degli Studi di Milano
  • Aldo Luperini, Ricercatore Istituto di Biologia e Biotecnologia Agraria, Milano del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR)