Le elezioni amministrative del 2016 si terranno il prossimo 5 giugno. La campagna elettorale nella capitale è stata piuttosto confusa, tanto da essere definita dal settimanale L’Espresso come un “Gran Circo”.
I candidati principali sono Roberto Giachetti (Pd), Virginia Raggi (M5S), Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia, sostenuta dalla Lega Nord), Alfio Marchini (lista civica appoggiata da Forza Italia) e Stefano Fassina (Sinistra Italiana), che è stato riammesso dal Consiglio di Stato dopo un’iniziale esclusione. Su micron vogliamo capire se e come i programmi elettorali si occupano di ambiente, urbanistica, mobilità e gestione dei rifiuti.

giacchettiRoberto Giachetti vorrebbe rendere Roma più bella e inclusiva. L’obiettivo è quello di non consumare più suolo nell’Agro Romano, sostenendo ristrutturazioni, ricostruzioni e il riuso dell’esistente, incentivando la riqualificazione energetica degli edifici e promuovendo la bioedilizia, con la diffusione di tetti, facciate e recinzioni verdi sui nuovi edifici e su quelli da ristrutturare. Allo stesso tempo, Roma dovrà emergere come una “Grande Capitale Naturale”. Questo perché si tratta del comune agricolo più grande d’Italia, ha una presenza importante di parchi nel tessuto urbano centrale e periferico, un sistema fluviale che attende solo di essere valorizzato. La raccolta differenziata sarà migliorata nella gestione e nei tempi, attraverso il ricorso al porta a porta in tutti i municipi. Passando alla mobilità, nella capitale ci sono troppe auto, mezzi pubblici obsoleti e uno scarso utilizzo della bicicletta. Va quindi ripresa la cura del ferro, con la riscoperta del tram, la realizzazione delle metropolitane con costi e tempi certi, ma anche il rafforzamento del sistema ferroviario cittadino. I sistemi di car sharing, bike sharing e car pooling verranno potenziati e incentivati.

194154863-20874509-9fae-4b26-ba2c-bb78b678aa7aSecondo il programma del Movimento 5 Stelle, Roma potrebbe avere parchi e spiagge al livello d’eccellenza delle altre capitali europee: 16mila ettari di natura protetta, biodiversità, reperti, monumenti, ville e casali. Saranno quindi necessarie regole chiare sulle aree verdi e sulle modalità di gestione coinvolgendo la cittadinanza. La Raggi ha anche idee precise sui mezzi pubblici, che dovranno avere la priorità tramite corsie preferenziali protette e semafori intelligenti. La bicicletta dovrà diventare un mezzo sicuro ed efficace. Gli investimenti sul ferro leggero di superficie saranno consistenti così come quelli per la manutenzione delle infrastrutture già esistenti. Un altro capitolo importante è quello dei rifiuti, che dovranno essere ridotti, riusati e riciclati, facendo risparmiare soldi alla cittadinanza, creando allo stesso tempo nuovi posti di lavoro. Il servizio di raccolta dovrà essere intensificato e a domicilio, ma ogni quartiere disporrà di una propria isola ecologica. La Raggi immagina infine una città senza periferie, con una rete diffusa di servizi che permetta a tutti di sentirsi al “centro” del territorio urbano.

imageGiorgia Meloni vorrebbe che a Roma venisse riconosciuta la competenza sulle riserve naturali comprese nel suo territorio. La città dovrebbe anche essere all’avanguardia sul tema del risparmio energetico e dell’utilizzo delle fonti rinnovabili. La candidata della destra prevede di demolire il brutto per costruire e portare il bello, in particolare nelle ex borgate abusive, dove completerà l’approvazione di tutti i piani particolareggiati e dei toponimi. Prima di vendere nuove case in costruzione, sarà comunque necessario provvedere a strade, piazze, parcheggi, giardini, fogne e illuminazione. Alla fine del suo mandato, i Romani disporranno di una rete di trasporto pubblico moderna e veloce, affiancata dal potenziamento di car e bike sharing. L’anello ferroviario diventerà un vero treno metropolitano. Nello stesso periodo, la Meloni conta di raggiungere il 75% di raccolta differenziata, introducendo il metodo della “tariffa puntuale” per legare il calcolo della tassa all’effettiva produzione di rifiuti indifferenziati.

Il candidato a sindaco di Roma Alfio Marchini durante la convention 'La prossima Roma', Roma, 28 novembre 2015. ANSA/ETTORE FERRARIAlfio Marchini ha tra i suoi obiettivi la manutenzione del verde pubblico e la costante pulizia di strade, marciapiedi e spazi pubblici. Ai cittadini chiede il doppio ruolo di dare l’esempio con comportamenti civili e di segnalare eventuali inadempienze da parte degli operatori. Pensando all’urbanistica, appare il bisogno di sperimentare nuovi approcci, a partire dalle esperienze di riqualificazione delle periferie pubbliche attivate in ambito internazionale, come i progetti inglesi di City Challenge oppure quelli francesi di Espoir Banlieues. Il candidato indipendente sta poi pensando di spendere in maniera diversa i finanziamenti per l’ultimo ramo della Linea metropolitana C. In questo modo sarà possibile investire circa 400 milioni di Euro in nuove linee tranviarie e nella manutenzione della rete esistente. Riguardo ai rifiuti, Marchini vorrebbe coinvolgere maggiormente i cittadini e fare in modo che la raccolta differenziata diventi un guadagno e non sia più solo una spesa. A suo avviso, sarà possibile ottenere un risparmio per la collettività di oltre 100 milioni di Euro semplicemente mettendo in pratica alcune strategie virtuose.

07/05/2013 Roma, trasmissione Ballarò, nella foto Stefano Fassina vice ministro all'EconomiaPer Stefano Fassina, il principio ordinatore delle scelte urbanistiche sarà “zero consumo di suolo”. Oltre a ciò, ha in mente un’edilizia di riqualificazione per le periferie, l’efficientamento energetico e la domotica. Vorrebbe anche proporre un referendum cittadino per scegliere tra gli investimenti per i giochi olimpici del 2024 e un programma alternativo per la mobilità sostenibile, la rigenerazione delle periferie, l’emergenza casa e avere centri sportivi in ogni municipio. Il candidato della sinistra vorrebbe poi attuare una strategia di “rifiuti zero”, tramite riduzione, raccolta differenziata, recupero e riciclo. Questo eviterà la riapertura della discarica di Malagrotta e consentirà la chiusura di quella a Falcognana. Uno dei suoi obiettivi principali è poi quello di un piano urbano per la mobilità sostenibile in grado di dimezzare in cinque anni il numero delle auto in circolazione. Sono anche previsti quattro passanti ferroviari, tre linee di metro e tre di tram. Infine, dovrebbero anche esserci corsie dedicate al trasporto pubblico e alle biciclette, senza dimenticare alcuni progetti di pedonalizzazione estesa, come per esempio quello che prevede la liberazione dei Fori.

Queste sono dunque le promesse dei candidati delle elezioni comunali a Roma. Se verranno realizzate, la capitale potrà finalmente iniziare a riemergere dalla decadenza descritta dall’Espresso, altrimenti si tratterà dell’ennesima occasione persa. Il 5 giugno i cittadini romani voteranno per scegliere il nuovo sindaco, ma anche per decidere in quale città vivere nei prossimi anni.