La matematica ha una straordinaria capacità, come modello di spiegazione dei fenomeni naturali e non, quella di unificare, fare sintesi e essere valida, fino a prova contraria, in tutto il globo. Questa la sua specificità, in questo la sua trascendentalità: essere universale e internamente necessaria. Il suo linguaggio può essere considerato universale e questo rende possibile “parlare” la matematica in tutto il mondo, senza i limiti linguistico-culturali di ciascun Paese, il che la rende una scienza internazionale a pieno titolo.
Rio de Janeiro, Brasile, è la sede che ospita l’International Congress of Mathematicians,  Congresso Internazionale dei Matematici del 2018, la più importante conferenza internazionale in ambito matematico. L’incontro si arricchisce d’interesse da parte della comunità scientifica dal momento che durante la cerimonia d’apertura, vengono assegnati diversi premi: il premio Nevanlinna, il premio Gauss e la medaglia Chern.
In particolare avviene l’assegnazione di un prestigioso riconoscimento, assimilabile con le dovute differenze (i candidati non possono superare i quarant’anni d’età), al premio Nobel: la medaglia internazionale per scoperte eccezionali in matematica, più comunemente nota come Medaglia Fields, dal nome del suo ideatore. Assegnata per la prima volta nel 1936 a Oslo, dal 1950 viene conferita ogni quattro anni e si sostituisce a pieno titolo, insieme al premio Abel, alla nota mancanza di un “Nobel per la matematica” (vedi infografica).
La commissione incaricata di assegnare l’ambita Medaglia, accompagnata da un premio in denaro, è nominata dall’IMU (International Mathematics Union). L’Italia entra per la prima volta in questo speciale medagliere internazionale nel 1974 con il nome del matematico Enrico Bombieri, dell’Università di Pisa, per gli eccellenti contributi teorici alla disciplina.

CHI È ALESSIO FIGALLI
Dopo 44 anni, la storia ripropone come vincitore della Medaglia Fields un giovane matematico italiano, Alessio Figalli. Romano di nascita, classe 1984, enfant prodige. Dopo la maturità classica, nel 2002 si iscrive alla Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell’Università Normale di Pisa e a giugno 2006 si laurea, proseguendo il percorso di studi con il dottorato. Da quel momento in poi, Figalli inizia la sua brillante carriera accademica, che lo porterà ad ottenere una cattedra come Associate Professor presso l’Università del Texas di Austin e nel 2011, a soli 27 anni, come Full Professor (professore ordinario) presso la stessa università. Da settembre 2016 è professore presso l’ETH di Zurigo, il Politecnico federale considerato il più prestigioso istituto universitario della Svizzera e uno dei più importanti centri di ricerca al mondo.
Chi raggiunge obbiettivi così elevati non può che essere guidato da una forte passione, oltre che da una certa propensione, in questo caso, al pensiero logico, che non esclude evidentemente una grande dose di creatività, come dice Figalli in un articolo dello scorso anno su Mestieri dei matematici: «Grazie ai miei studi ho avuto la fortuna di scoprire cosa sia veramente la matematica. Infatti la visione che spesso ne otteniamo durante il periodo scolastico è quella di una materia arida, fatta di regole fisse ed immutabili che sono state stabilite da centinaia di anni. Questo è assolutamente falso: la matematica è una disciplina in continua evoluzione ed il matematico è una persona creativa che cerca di trovare una soluzione a dei problemi spesso molto concreti».
Il campo di ricerca del professor Figalli è principalmente l’Analisi matematica, con particolare riferimento al Calcolo delle Variazioni e alle Equazioni differenziali. I suoi interessi si sono focalizzati inizialmente sui problemi di trasporto ottimale, come descrive egli stesso in un’intervista su  Maddmaths: «Un problema su cui ho lavorato molto è il trasporto ottimale. Supponiamo di avere degli oggetti da trasportare, per esempio del pane, dalla produzione alla distribuzione. Se si hanno più centri di produzione, allora ci si  può porre il problema di come ottimizzare la distribuzione, ossia da quale sito partire per portarlo in un certo posto”.
Altri settori di studio in cui Figalli ha contribuito in maniera significativa sono: i metodi variazionali per lo studio delle equazioni di Eulero dei fluidi incompressibili, lo studio di alcune disuguaglianze geometriche e funzionali molto significative, i problemi di trasporto e di frontiera libera. Un’altra importante direzione di ricerca è stata data dallo studio di equazioni che descrivono l’evoluzione di aggregati di cellule, per cui ha sviluppato una teoria, attraverso la quale si riesce a predire il comportamento delle soluzioni per grandi tempi.
Con la pubblicazione di oltre cento lavori scientifici e tre libri, il giovane Figalli riesce ad ottenere numerosi premi e riconoscimenti per i suoi studi e le sue ricerche. Fino a giungere, oggi, al più ambito tra i matematici: la Medaglia Fields, che attesta il riconoscimento di straordinari contributi in campo matematico e incentiva al raggiungimento di ulteriori contributi di pari livello, consegnando Alessio Figalli alla storia della matematica e della scienza.