Il 16 febbraio 2016 è stato lanciato dalla base russa di Plestsk il satellite Sentinel-3A (S-3A), realizzato da Thales Alenia Space nell’ambito del programma Copernicus per l’osservazione e la tutela del nostro pianeta, promosso dalla Commissione Europea e dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA). In servizio tra cinque mesi e costato circa 350 milioni di Euro, S-3A controllerà principalmente il livello degli oceani e la sicurezza in mare. Con il suo gemello Sentinel-3B (S-3B), il cui lancio è previsto fra 18 mesi, S-3A fornirà anche un’accurata mappa della superficie terrestre ogni due giorni, contribuendo in modo notevole alle previsioni sui cambiamenti climatici. S-3A ha raggiunto correttamente l’orbita prevista, 815 chilometri sopra la Terra, dopo circa 79 minuti di volo. Il primo segnale è stato ricevuto dopo 92 minuti dalla stazione di Kiruna in Svezia. Successivamente, i necessari collegamenti di telemetria per il controllo dell’assetto sono stati stabiliti dall’European Space Operations Centre (ESOC) dell’ESA a Darmstadt, in Germania.

La missione fornirà gratuitamente a tutti gli utenti i dati entro tre ore dal rilevamento, 24 ore al giorno, 365 giorni all’anno. Anche se questi riguarderanno soprattutto l’ambiente marino, allo stesso tempo sarà possibile controllare con precisione lo spessore dei ghiacci, la qualità delle acque e l’eventuale presenza di sostanze inquinanti. In precedenza, il 3 aprile 2014, l’ESA aveva già messo in orbita Sentinel-1A, in grado di fornire immagini radar di aree terrestri e marine. Poco più di un anno dopo, il 23 giugno 2015, è stato lanciato Sentinel-2A, per avere informazioni sulla distribuzione e sulla salute delle foreste. S-3A, come detto, è a sua volta pensato come un vero e proprio guardiano del mondo marino. Se il lavoro di calibrazione e i test di affidabilità saranno completati in modo opportuno, il satellite inizierà a misurare la temperatura, il colore e il livello degli oceani, nonché lo spessore del ghiaccio. Allo stesso tempo, sarà possibile controllare il crescente inquinamento delle masse d’acqua così come gli squilibri biologici e chimici che ne stanno minando flora e fauna.

Le sentinelle spaziali di Copernicus sono progettate per missioni di sette anni. Tuttavia, se avranno successo, sarà possibile estenderne l’impiego per altri cinque. Nel 2017 dovrebbe essere immesso in orbita S-3B. Più avanti, verranno attivati anche i progetti Sentinel-4 e Sentinel-5 (nel 2019), che forniranno dati sulla composizione atmosferica, e Sentinel-6 (nel 2020), che farà rilievi altimetrici di precisione. I dati potranno anche essere usati per motivi non necessariamente ambientali, per esempio in relazione all’attuale situazione dei rifugiati. Le informazioni raccolte permetteranno di stimare l’altezza delle onde nel Mediterraneo e il pericolo di un suo attraversamento sui gommoni o sulle carrette del mare. In aggiunta, potranno anche essere individuate le rotte più usate sulla strada verso l’Europa, in modo da favorire un intervento più efficace e tempestivo della guardia costiera. L’intento è quello di scongiurare le tragedie che si sono verificate in passato, con l’annegamento di centinaia di persone a largo di Lampedusa.

Tornando a S-3A, da un punto di vista tecnico le osservazioni topografiche verranno realizzate attraverso la combinazione di due strumenti, vale a dire il SAR Radar Altimeter (SRAL) e il Microwave Radiometer (MWR). Insieme, cattureranno i dati da usare nella meteorologia marina, negli studi dell’atmosfera e in quelli geofisici così come nell’oceanografia. Le osservazioni ottiche saranno invece possibili attraverso l’Ocean and Land Colour Instrument (OLCI) e il Sea and Land Surface Temperature Radiometer (SLSTR). In particolare, OLCI misurerà i livelli di clorofilla, il vapore acqueo e l’aerosol con una risoluzione spaziale che può arrivare sino a 300 metri per pixel. Il satellite, infine, è dotato di altri tre strumenti per consentire la determinazione precisa dell’orbita, vale a dire il Global Navigation Satellite System (GNSS), il Doppler Orbitography and Radiopositioning Integrated by Satellite (DORIS) e il Laser Retroreflector (LRR). In questo modo, sarà possibile garantire il suo posizionamento accurato nel corso del tempo così come le sue prestazioni.
Nei prossimi anni, quando tutte le altre sentinelle saranno in orbita, sarà possibile monitorare al meglio lo stato di salute della Terra, un paziente che ci fa preoccupare da tempo. Sperando che poi non sia troppo tardi per trovare una cura.