Per l’agricoltura non è una fase facile perché a essa si richiede di continuare a produrre come prima, anzi di più, e nello stesso tempo di ridurre i suoi impatti sull’ambiente: conservare la fertilità dei suoli, ridurre i consumi idrici, conservare la biodiversità, comprimere i consumi energetici da fonti energetiche non rinnovabili,  in altri termini di essere sostenibile. E tutto questo in uno scenario nel quale il cambiamento climatico fa sentire i suoi effetti negativi sull’agricoltura e il fenomeno di erosione dei suoli (che interessa24 miliardi di tonnellate per anno), resi più vulnerabili dalle modalità di gestione, dall’espansione delle superfici coltivate in modo non sostenibile, dall’urbanizzazione e dalle altre attività produttive incalza.
La parte di agricoltori più sensibili a questi problemi che praticano i diversi tipi di agricoltura (di precisione, conservativa, biologica, biodinamica, agroecologica)  è impegnata a introdurre azioni virtuose nella gestione delle loro aziende, finalizzate, ciascuno secondo la propria visione, a rendere più sostenibile l’agricoltura.
In particolare l’attenzione di diversi ricercatori e agricoltori si sta concentrando sui modelli dell’agroecologia, una forma di agricoltura che persegue l’obiettivo della produzione declinandolo con la sostenibilità ambientale e sociale. Ed è proprio questo il tema cui è dedicato il Congresso dell’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica che si terrà presso il Politecnico di Milano il 15-17 novembre centrato su “Ricerca e innovazione – Alleanze per l’Agroecologia”, al quale sono stati invitati ricercatori di diversa impostazione per un confronto.
Succede che alcuni docenti dell’Università di Milano e soprattutto la sen. Elena Cattaneo hanno diffuso lettere (micron ne parla qui) dall’atteggiamento e dai toni molto aggressivi, che diversi colleghi del mondo scientifico dell’agricoltura (non appartenenti all’associazione dell’Agricoltura Biologica) non hanno apprezzato. Per questo abbiamo preparato una lettera di risposta, in cui sono spiegate le ragioni, con le prime firme di adesione ricevute da diverse sedi italiane.

Lettera Aperta Per La Libertà Della Scienza by rivista micron on Scribd