A lezione di scienza da #AstroSamantha

In occasione dell'inaugurazione dell' Anno Accademico 2017/2018 dell' Università di Perugia, l'astronauta Samantha Cristoforetti, ospite della cerimonia insieme al presidente di ASI Roberto Battiston, ha rapito tutti i presenti con una magistrale lezione di divulgazione: per #AstroSamantha l'importante è non cadere nel cinismo e continuare a perseverare i propri obiettivi.
Valentina Spasaro, 16 Marzo 2018
Micron
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Comunicazione e new media

Il Sole non è un pianeta. Questa affermazione, ovvia ai più, non è così scontata da non meritare di essere ripetuta e sottolineata in modi sempre più semplici. In fondo è questo l’obiettivo di un buon comunicatore. Attraversare le strette maglie del tecnicismo per far arrivare un contenuto in modo fedele alla sua vera struttura e, insieme, facilmente masticabile anche dalle orecchie più nuove.
Non è un movimento semplice. Richiede esperienza, esercitazione e continua autocritica. Alla fine dei giochi sembrerà però che le parole si costruiscano nella mente, e poi nella lingua, in modo naturale, cristallino e chiaramente comprensibile da un range sempre più elevato di persone. Questa è la prima lezione che si apprende, ascoltando il Capitano dell’Aereonautica Italiana Samantha Cristoforetti, amatissima astronauta, recordwoman europea nel 2015 con la permanenza nello spazio più lunga in un singolo volo – 199 giorni durante la missione ISS Expedition 42/Expedition 43 Futura (superata nel 2017 da Peggy Whitson) – e prima donna italiana astronauta negli equipaggi ESA.
Ascoltiamo #AstroSamantha in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico 2017/2018 dell’Università di Perugia, cerimonia a cui è presente, inoltre, il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) Roberto Battiston. Nel breve incontro con la stampa, prima dell’inizio dell’evento, riusciamo a chiedere alla Cristoforetti, molto attenta al tema della comunicazione in scienza, in che stato di salute verte la capacità divulgativa degli “addetti ai lavori” del mondo della ricerca e degli scienziati in generale, e se la famosa “torre d’avorio” è stata abbattuta o la strada ancora richiede del tempo.
#AstroSamantha non dubita, sicuramente la scienza e gli scienziati hanno fatto grandi passi in avanti per rendere maggiormente fruibile il loro lavoro, cercando di sganciarsi dal linguaggio tecnico, che non vuol dire ovviamente banalizzare. Altresì però all’engagement, l’impegno ideologico e il coinvolgimento culturale in materia, deve senza dubbio contribuire, con maggior forza, l’alfabetizzazione primaria.
Le scuole, sostiene la Cristoforetti, devono incrementare l’attenzione alla comunicazione scientifica, lottando l’incultura degli aspetti apparentemente più complicati della conoscenza, con un approfondimento superiore. A tal proposito, sulla divulgazione scientifica, continua Battiston sottolineando il sempre maggiore impegno dell’ASI in questa direzione, citando come esempio emblematico Gravity, mostra nata dalla collaborazione tra il museo MAXXI di Roma, l’ASI, l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e l’artista argentino Tomás Saraceno, che si occupa di indagare i collegamenti più suggestivi tra scienza e arte, dimostrando la profonda influenza di Einstein sul pensiero contemporaneo.
Ancora Battiston, nel suo discorso durante la cerimonia di inaugurazione, ricorda come lo spazio è sempre più sinonimo di ricerca anche economica, dunque contempla una serie di attività che non restano isolate nel mondo degli “espertissimi” ma che riguardano la contribuzione al miglioramento della vita di tutti. Il futuro dello spazio, continua Battiston, si chiama Space Economy (space tourism, transportation, new material e big data ). Nello spazio è possibile ricercare in modi alternativi e innovativi, grazie ai quali, per esempio, saremo in grado di migliorare la protezione e il monitoraggio ambientale.
L’intervento della Cristoforetti, a conclusione della cerimonia, è una vera e propria lezione di divulgazione. Il senso del suo discorso, completamente rivolto alle nuove generazioni, è una fruttuosa campagna acquisti per il mondo della scienza. Racconta la sua storia, dall’infanzia passata con il naso all’insù verso quel cielo trentino senza inquinamento luminoso, alla formazione internazionale mossa costantemente da un grande amore per la scienza, un amore vissuto senza percepire – sottolinea – pregiudizi negativi in termini di sessismo.
La sua storia finisce nello spazio ma gli astronauti, continua la Cristoforetti, sono la punta dell’iceberg che emerge nella consapevolezza pubblica; i mestieri che ruotano intorno al mondo dell’aerospaziale sono tantissimi e tutti con grandi margini di crescita. Il discorso si conclude rivolgendosi al domani. In futuro continuerà la presenza degli italiani nello spazio come attori fondamentali, e in generale la continua presenza degli umani sull’orbita bassa del nostro pianeta è destinata a crescere. La battuta finale arriva con quella che lei chiama “la slide della prospettiva”.
Una foto della Terra vista dal sistema saturniano, scattata da Cassini, e immortalata come un piccolo puntino luminoso. Un puntino luminoso con sette miliardi di umani, di sogni, ambizioni, paure e di progetti. Quello che #AstroSamantha augura a se stessa e a tutti gli abitanti di quel puntino luminoso è di non diventare cinici: la fortuna è estremamente importante ma allo stesso tempo il mettersi in discussione, migliorarsi e perseguire un obiettivo è molto più appagante della pigrizia e della ricerca del “già fatto”. Questo continuo cercare e negoziare spinte contrastanti non è risolto nell’equilibrio ma nell’osare di provare entrambe le cose.

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