AquaDueO: un racconto sul pianeta futuro

La presenza per il 70,8% della superficie terrestre dell'acqua è il tratto che caratterizza il nostro pianeta, chiamato per questo anche 'Pianeta Blu'. Questa unicità e il valore fondamentale che l'acqua ha ricoperto nell'evoluzione della Terra e degli esseri viventi che la abitano sono anche al centro dello spettacolo ‘AquaDueO’, ideato e messo in scena poche settimane fa a Milano dal filosofo della scienza Telmo Pievani.
Giuseppe Nucera, 09 Febbraio 2018
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L’acqua è praticamente ovunque sulla Terra. Inoltre, è l’unica sostanza conosciuta che può presentarsi naturalmente nei tre stati gassoso, liquido e solido all’interno del relativamente piccolo intervallo di temperature e pressioni dell’aria che caratterizzano la superficie terrestre.
Pur essendo presente in forma gassosa e solida anche in altri pianeti del Sistema Solare, l’acqua allo stato liquido è oggi prerogativa della Terra, a parte un lago subglaciale recentemente scoperto su Marte.
La presenza per il 70,8% della superficie terrestre dell’acqua è dunque il tratto che caratterizza il nostro pianeta, chiamato per questo anche Pianeta Blu, l’unico che presenta forme di vita.
Tale unicità e il valore fondamentale che l’acqua ha ricoperto nell’evoluzione della Terra e degli esseri viventi che la abitano sono al centro dello spettacolo ‘AquaDueO’, ideato e messo in scena a Milano lo scorso 30 settembre dal filosofo della scienza Telmo Pievani e dalla Banda Osiris.
Secondo il filosofo ed evoluzionista, il nostro pianeta sarebbe «una combinazione di fattori contingenti e improbabilissimi» di cui l’acqua è parte fondamentale, ma anche elemento da preservare per la salvaguardia di «un pianeta che si trova al posto giusto nel momento giusto attorno alla stella giusta, e che forse avrebbe dovuto chiamarsi pianeta Acqua».

Se da un lato l’elemento acqua è ciò che distingue e rende unica la Terra, dall’altro sono molte le teorie scientifiche su come essa ci sia arrivata. Inizialmente, era stata avanzata la possibilità che l’acqua fosse giunta sulla Terra attraverso un bombardamento da parte di alcune comete. Tuttavia questa teoria è stata ridimensionata grazie all’analisi degli isotopi dell’idrogeno, quindi della misurazione spettroscopica del rapporto tra deuterio e idrogeno (D/H) della molecola d’acqua, rapporto che riesce a indicare se l’acqua di diversi corpi del Sistema Solare abbia o meno origine comune. Infatti, solo il confronto con una cometa originaria della fascia di Kuiper, 103p/Hartley 2, ha mostrato finora un rapporto D/H simile a quello terrestre.
Ma l’apporto delle comete non sarebbe escluso totalmente, piuttosto limitato: secondo una ricerca firmata da Alessandro Morbidelli, direttore di ricerca dell’Osservatorio della Costa Azzurra di Nizza, solo il 10% dell’acqua terrestre arriverebbe dalle comete. Percentuale che sale non oltre il 20% secondo il modello composto sviluppato nel 2013 da André Izidoro, del Grupo de Dinamica Orbital & Planetologia della Sao Paulo State University.
Lo stesso ricercatore brasiliano, André Izidoro, più recentemente ha pubblicato un lavoro secondo cui la maggior parte dell’acqua terrestre sarebbe stata presente nella regione oggi occupata dal nostro pianeta, dunque l’orbita terrestre, prima che la Terra si formasse. Nella regione del disco di formazione terrestre arrivarono grandi quantità di acqua attraverso piccoli oggetti rocciosi, chiamati planetesimi, che ebbero un ruolo fondamentale nella formazione dei pianeti e degli asteroidi. Teoria che sarebbe conforme con un altro studio dell’AAAS (America association for the advancement of science) basato ancora sull’analisi degli isotopi ma questa volta dell’ossigeno. La ricerca americana rileva una accurata somiglianza degli isotopi di ossigeno nelle molecole d’acqua terrestri e lunari, con una piccola differenza misurabile tra le 3 e le 4 parti per milione, dimostrando che la quasi totalità della massa d’acqua presente negli oceani sarebbe sopravvissuta all’impatto subito dalla Terra quando era ancora un protopianeta e da cui avrebbe origine alla Luna.
In totale, il contenuto d’acqua della Terra è di 1,4 miliardi di chilometri cubi. La maggior parte di essa si trova allo stato liquido: infatti, circa il 96,5% dell’acqua totale si trova negli oceani globali, mentre l’1,7% è immagazzinato nelle acque sotterranee, nei laghi, nei fiumi, nei torrenti e nel suolo. Per il resto, un altro 1,7% è immagazzinato nelle calotte polari, nei ghiacciai e nella neve permanente mentre solo un millesimo dell’1% dell’acqua sulla Terra esiste come vapore acqueo nell’atmosfera. Dell’1,4 miliardi di chilometri cubi d’acqua totale presenti sulla Terra, meno del 3%, ossia 40 milioni di miliardi di metri cubi, è acqua dolce. Di questa, la maggior parte è presente sul globo allo stato solido nei ghiacciai polari e nelle zone montane.
Solo il 25% di tutta l’acqua dolce si trova allo stato liquido, ossia 10 miliardi di milioni di metri cubi, non tutti, però, facilmente accessibili: nei fiumi e nei laghi è localizzato, infatti, appena lo 0,3% di tutta l’acqua dolce. La maggior parte dell’acqua dolce si trova, difatti, nell’umidità del suolo e in atmosfera sotto forma di vapore acqueo.

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