Dalla Terra alla Luna. Fake private e pubbliche virtù

L'ultimo, in ordine di tempo, è stato il fenomeno del NBA Stephen Curry che ha affermato di non credere che l'uomo sia mai arrivato sulla Luna. La "bufala dell'atterraggio sulla Luna" è stata tra le prime teorie cospirative che hanno fatto presa sul pubblico. Negli anni successivi, tali teorie si sono moltiplicate, spaziando in tutti gli angoli del paesaggio culturale. Ma perché queste teorie, come la Terra piatta, le scie chimiche e i danni da vaccini, hanno così successo?
Francesco Aiello, 14 Dicembre 2018
Micron
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Biologia e Comunicazione della Scienza

Lunedì la rivista Sports Illustrated  ha nominato la sua squadra “Sportsperson of the Year” e lui invece è stato designato player of the week della Western Conference, ma da questa settimana Stephen Curry, il numero 30 dei Golden State Warriors oltre a essere il pericolo numero uno delle difese avversarie è diventato il nemico delle insegnanti di scienze. Mr Curry, che è tornato di recente dall’infortunio e si è unito ai Golden State Warriors alla ricerca del terzo anello consecutio, è stato ospite di un podcast chiamato Winging It.
Durante l’intervista, Curry invece di parlare della stagione NBA ha stupito i suoi radioascoltatori affermando di non credere che l’uomo sia mai arrivato sulla Luna. La Nasa ha approfittato dell’uscita per lanciare l’invito a Curry, cogliendo l’opportunità anche per scolarizzarlo sui fatti. “Ci sono molte evidenze sul fatto che la Nasa tra il 1969 e il 1972 fece arrivare 12 astronauti sulla Luna — scrive Allard Beutel, portavoce dell’ente spaziale a stelle e strisce —. Ci piacerebbe che Mr. Curry venisse a fare un giro nei nostri laboratori di Houston, magari la prossima volta che i Warriors vengono a giocare contro i Rockets. Durante la visita potrà vedere con i suoi occhi le rocce lunari, il centro di controllo della missione Apollo e cosa stiamo facendo per tornare sulla Luna nei prossimi anni, questa volta per restarci”. La Nasa ha dato una risposta di tutt’altro tenorerispetto all’astronauta Buzz Aldrin che dieci anni fa tirò un pugno a un giornalista che lo provocava su teorie complottistiche sullo sbarco sulla luna del luglio 1969.
Lo Splash Brothers non è l’unico giocatore a stelle e strisce che tira sul ferro del canestro della scienza, qualche mese anche Kyrie Irving ha deciso di dire la sua, invece, sulle teorie della Terra piatta. “Il fatto è che ci sono tanti buchi e zone grigie nella storia… La storia è la storia, è successa molto prima di noi e continuerà a succedere dopo che ce ne saremo andati, ma in qualche modo torna sempre a ripetersi. Tutto quello che ci viene dato, tutte quelle cose che mi mettevano paura, non ti fanno venire voglia di metterle in dubbio. Ma è pazzesca la quantità di informazioni che ci sono a disposizione. Qualsiasi cosa su cui si ha una particolare domanda — tipo: la Terra è piatta o rotonda? —, secondo me bisognerebbe farci un po’ di ricerca. È tutto qui davanti ai nostri occhi. E loro ci mentono. Quello che mi è stato insegnato è che la Terra è rotonda, ma se davvero pensate al paesaggio che ci circonda mentre viaggiamo, il modo in cui ci muoviamo… davvero riuscite a immaginarci mentre ruotiamo attorno al sole, e tutti i pianeti si allineano in specifiche date, rimanendo perpendicolari e tutte queste cose che succedono con questi ‘pianeti’?”. (Se vi siete persi nei suoi discorsi, non preoccupatevi: è davvero confuso di suo). Irving fa parte di quel 2% degli statunitensi che credono a questa teoria.
Stando ai dati di Google Trend, da metà 2015 c’è stato un aumento crescente di ricerche che avevano per oggetto “Flat Earth”. Il paese dove il termine è stato più ricercato è la Nuova Zelanda, mentre l’Italia è al 38° posto, con un lieve incremento di interesse negli ultimi 4 anni.

VIP COME CATTIVI MAESTRI
Ma Curry e Irving sono solo due fra tanti. Troppo volte i personaggi famosi sono cattivi maestri quando si parla, per esempio, di vaccini e medicina in genere. «Noi mamme non curiamo l’autismo ma la patologia da vaccino», sentenzia la poliedrica attrice e modella Jenni Mc Carthy. E il suo ex, la star del cinema Jim Carrey, non è da meno quando su twitter si scaglia contro il Governatore della California, “colpevole” «di aver detto si all’avvelenamento dei bambini con il mercurio contenuto nel vaccino obbligatorio contro il morbillo».“Ci sono statistiche molto spaventose su quello che si trova nei vaccini e quello che provocano”, pontifica a sua volta la star dei reality a stelle e strisce, Kristin Cavallari. Ma anche in Italia non ci facciamo mancare niente. Iniziò il Adriano Celentano spendendosi a favore di Stamina. Hanno proseguito Red Ronnie (“è demenziale vaccinare i bambini”), Eleonora Brigliadori (“Non hanno affatto debellato le malattie ma prodotto effetti collaterali”) e il cantante Giuseppe Povia, che dopo aver sostenuto in più occasione il connubio con l’autismo, si è detto “razzisticamente e populisticamente” a favore dei vaccini.
E proprio da queste cattive abitudini, qualche anno, dalle pagine di Oggi ci metteva in guardia l’oncologo Umberto Veronesi:Da medico penso che il mondo scientifico debba rompere gli indugi e scendere fisicamente in campo per contrastare i falsi miti che il mondo antiscientifico, e in particolare il movimento antivaccinazione, continua a diffondere col tam tam dell’allarmismo”.

CHI SONO I COMPLOTTISTI
La “bufala dell’atterraggio della luna” è stata tra le prime teorie cospirative che hanno fatto presa sul pubblico. Negli anni successivi, le teorie si sono moltiplicate, spaziando in tutti gli angoli del paesaggio culturale e coinvolgendo tutto questo gnocco minerale.
Dopo gli attacchi terroristici, per esempio, dell’11 settembre 2001, alcune persone hanno iniziato una campagna web sul fatto che il governo degli Stati Uniti, piuttosto che al-Qaeda, avesse pianificato gli attacchi. Arrivando velocemente ad oggi ognuno di noi si imbatte in siti, libri, campagne web che inneggiano alle scie chimiche e ai danni causati dai vaccini.
Spesso quando leggiamo queste teorie un errore che commettiamo è deridere  i portatori di queste idee e relegarli come componenti di un nuovo circo Barnum invece queste teorie dovrebbero essere prese sul serio per i loro effetti nell’ambito politico e soprattutto sociale, anche perché alcuni studi ci suggeriscono che, in determinate circostanze, molte persone possono essere suscettibili al loro fascino.
Per molti di noi può sembrare illogico essere attratti da queste teorie ma invece si basano su un desiderio molto logico: quello di dare un senso al mondo.
Assegnare un significato a ciò che accade ha aiutato gli esseri umani a prosperare come specie, e le teorie cospirative sono storie coesive che “aiutano a capire l’ignoto ogni volta che accadono cose che sono spaventose o inaspettate”, ha spiegato Jan-Willem van Prooijen, psicologo sociale presso Università di Vrije ad Amsterdam. Per alcuni credenti, il senso di conforto e chiarezza che tali storie portano può scavalcare la questione del loro valore di verità. I teorici della cospirazione hanno, infatti, una grande tolleranza per le contraddizioni presenti nelle loro teorie. In uno studio all’Università del Kent nel Regno Unito, le persone che credono all’uccisione di Osama bin Laden prima del raid da parte del esercito USA sono le stesse che ipotizzano un Osama ancora libero e felice, un po’ come Hitler contadino tra La Pampa argentina.
Le teorie del complotto portano con sé anche qualcosa di seduttivo. I credenti si considerano spesso parte di un gruppo ristretto che, a differenza delle masse illuse, ha capito cosa sta realmente succedendo. In uno studio dell’Università Johannes Gutenberg in Germania, la fede nelle teorie del complotto era più forte tra le persone che affermavano di volersi distinguere dalla massa. Le persone con un’alta “mentalità cospirazionista” esprimevano una fiducia sempre maggiore nelle loro idee quando gli veniva detto che facevano parte di una minoranza di pensiero. van Prooijen sottolinea come il rifiuto e il disagio possono intensificare il bisogno delle persone di credere in una storia che le autorizzi o giustifichi la loro situazione. Le persone che sono insoddisfatte dello stato del mondo. Un altro errore che si fa spesso è pensare che i complottisti siano privi di metodo. I terrapiattisti, come spiega Gilberto Corbellini su Il Sole 24 ore, sono ben più dogmatici sul fatto che la Terra sia piatta, di quanto noi lo siamo circa la sua rotondità. Per noi non c’è nulla da dimostrare più, e siccome le cose funzionano benissimo con la Terra rotonda, la diamo per scontata senza essere fanatici. Se si è predisposti a un bias di anticonformismo è difficile resistere all’influenza di gruppi di persone che pur avendo un punto di vista minoritario, lo presentano in modo astuto, sembrano molto ben informati e sono molto convinti di quello che sostengono. Mentre le teorie della cospirazione esistono da millenni, stanno prosperando in un momento politico che premia coloro che rifiutano la conoscenza stabilita. “Le teorie della cospirazione stanno diventando parte del nostro dialogo nazionale”, ha dichiarato Joseph Uscinski, ricercatore della teoria della cospirazione e dell’università di Miami.
Parte del fondamento della democrazia, come sottolinea lo scrittore Stephen Harrington, è un ampio consenso sui fatti di base che persiste anche quando il significato di questi fatti è oggetto di accesi dibattiti. Ma i teorici della cospirazione operano da una serie di fatti non legati alla realtà, e le persone che cercano di fare debunking sono ignorate o etichettati come parte della cospirazione stessa.  E molto spesso questa situazione può degenerare in una vera e proprio “caccia  e minaccia all’uomo” come è accaduto alla giornalista e scrittrice Silvia Bencivelli. Nel 2013 con un articolo su La Stampa raccontava le origini della leggenda e smentiva in poche banali mosse la teoria delle scie chimiche.
Partendo da una storia inventata nel 1997 da due truffatori americani, spiegava la genesi e la diffusione mondiale della bufala secondo cui le normali scie di condensazione degli aerei sarebbero in realtà nubi di sostanze chimiche irrorate per avvelenare (o forse sterilizzare) buona parte dell’umanità. Dopo mezz’ora dalla pubblicazione sulla home de La Stampa per la Bencivelli si scatena l’inferno, un inferno fatto da una valanga di messaggi aggressivi su Facebook, incitati da Rosario Marcianò, guru delle scie chimiche. «Una bufera a cui non ero minimamente preparata – racconta lei  – Io mi occupo di neutrini e balene, mai avrei pensato di poter suscitare un tale odio con un mio scritto».
I messaggi diffamatori e intimidatori proseguono per anni, utilizzando vari canali (anche YouTube) e con toni di incredibile violenza e volgarità. «Purtroppo – racconta Bencivelli – essendo una donna, le minacce si declinano immediatamente in versione sessista . Mi sono confrontata con altri colleghi uomini, anche loro insultati per ciò che hanno scritto. Ma il tono è decisamente diverso. Se un uomo si vede apostrofato con termini come “idiota” o “venduto”, per una donna la definizione più gentile è «tr…».  La Bencivelli decide di non abbassare la testa ma anzi porta i suoi detrattori e persecutori alla sbarra, denunciandoli per diffamazione a mezzo web. Da lì un processo che si è concluso nella scorsa primavera con la vittoria della giornalista: “non è colpa della vittima se il branco la assale”.
Ma cosa fare nel nostro piccolo per evitare il proliferarsi di teorie false e dannose? Semplice, basta controllare e lo possiamo fare mettendo in pausa un attimo la nostra vita su Instagram e cercare invece su qualche motore di ricerca se la storia che ci hanno appena raccontato ha qualche fondamento di verità. Non dobbiamo avere paura di smontare queste teorie e se, come detto sopra, verremmo additati come componenti di qualche oscura congrega bisogna continuare perché ci sarà qualcuno sempre disposto ad ascoltare le prove e la verità. Non ha senso combattere contro i mulini a vento ma aiutare chi è disposto a capire e non farsi fuorviare è invece un dovere.

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