Diva e inventrice, Hedy Lamarr

Occhi verdi e un viso dolcissimo non impediscono di pensare e di agire. Ma se lo stereotipo della bellezza nemica della ragione è superato per gli uomini non lo è affatto per le donne. La vicenda istruttiva di Hedy Lamarr non è riuscita a battere il pregiudizio.
Pietro Greco, 25 Dicembre 2020
Micron
Micron
Giornalista e scrittore

Ragazza ribelle della Vienna bene, gli occhi verde incastonati in un volto di bellezza travolgente, attrice scandalosa, moglie di un magnate dell’industria delle armi che cena con Hitler e Mussolini, migrante negli Stati Uniti, attrice di successo a Hollywood, diva con una vita sentimentale a dir poco turbolenta (sei mariti e molti amanti). Molti la ricordano per tutto questo. Solo per questo. Pochi ricordano che lei ha falsificato un tenace stereotipo e ha abbinato avvenenza e capacità scientifica: è stata infatti un’inventrice nel campo dell’ingegneria delle telecomunicazioni tra le più importanti del XX secolo. Quasi nessuno sa che a quella diva chiacchieratissima a Hollywood dobbiamo la privacy dei nostri cellulari, ovvero a un ingegnoso dispositivo che lei, Hedy Lamarr, ha messo a posto all’inizio degli anni ’40. Il brevetto di quel dispositivo, sostiene Carla Petrocelli in un libro, il computer è donna (Dedalo editore) dedicato alle “eroine geniali e visionarie che hanno fatto la storia dell’informatica”, ha fruttato, per le sue applicazioni nel settore militare e delle telecomunicazioni, royalties per almeno 30 miliardi di dollari di cui Hedy Lamarr non ha visto neppure le briciole.

Tra le vicende di queste eroine – tantissime, quasi sempre invisibili –, quella di Hedwig Eva Maria Kiesler (nome d’arte Hedy Lamarr) è certamente la più singolare.
In pillole, la complessa vita di Hedy Lamarr è questa: nasce il 9 novembre 1914 nella capitale austriaca in seno a un a una famiglia dell’alta borghesia. Madre e padre sono ebrei e cercano di rinnovare con la ragazza i metodi educativi (ritenuti) adatti al suo rango. Ma la ragazza dimostra subito le sue qualità: molto intelligente, appassionata di scienze e ribelle. Pare che a dieci anni parlasse già quattro lingue, suonasse il pianoforte, amasse la recitazione, eccellesse a scuola dove privilegiava la matematica.

Una volta diplomata, per il cinema lascia gli studi di ingegneria che ha appena iniziato e si trasferisce a Berlino. Il suo primo film è La signora dei fiori. Dove recita una parte marginale. Ma basta questo perché i suoi occhi verdi – graziosi come un dipinto, secondo un critico cinematografico – facciano breccia. Eccola, dunque, subito dopo, nel 1932, protagonista di un film decisamente suo, Estasi. Un film da record: è il primo film, infatti, in cui c’è un nudo integrale (il suo) ed il primo film in cui si sentono i gemiti di un orgasmo femminile (i suoi). Vaglielo a dire che il nudo appare solo per pochi istanti e i gemiti sono ottenuti dal regista pungendo con un ago il piede della giovane attrice.
Sta di fatto che Estasi suscita uno scandalo inenarrabile. Ben presto suscita l’attenzione censoria si del papa a Roma che del Führer a Berlino. La pellicola circolerà in forma clandestina anche negli Stati Uniti.

La carriera della ragazza sembra ormai segnata se non fosse che quegli occhi verdi catturano l’attenzione di Friedrich Mandl, un ricco mercante d’armi, che la sposa nel 1933. Nei sette anni successivi Hedy si adatta alla vita, puramente ornamentale, che le impone il marito. Lui la porta ovunque, purchè se ne stia lì zitta e buona a farsi ammirare. Le tocca accettare persino i convenevoli di Hitler, che in questa occasione non si cura tanto che sta baciando le mani a un’ebrea, e fare buon viso quando Mussolini le accomoda la sedia.

Aver cenato suo malgrado con Hitler non cambia il suo status: è ebrea e in Germania gli ebrei sono perseguitati. C’è da scappare. Ci riesce infine nel 1937, quando riesce a raggiungere l’Inghilterra e poi gli Stati Uniti d’America. Inizia una nuova vita. Non ne facciamo la cronaca. Diciamo solo che sale più volte sull’altare e che diventa una diva di Hollywood, tra le più affermate e apprezzate dal grande pubblico.

Ma è ormai tempo di guerra. Lei non ha dimenticato il nazifascismo e neppure le sue competenza da ingegnere. Vuole fare qualcosa per gli Stati Uniti che si accingono alla guerra contro il nazifascismo. Le propongono una missione da diva: esibirsi per le truppe. Ma lei non ci sta. Non tollera quello stereotipo per cui una ragazza bellissima deve essere (o deve fingere di essere) un’oca. Lei può regalare ben altro per la lotta per la libertà. La sua idea è chiara: possiamo opporre ai tedeschi che hanno invaso l’Europa e utilizzano i missili anche contro Londra degli altri missili e, sott’acqua, dei siluri teleguidati.

Il guaio di questi missili (dal punto di vista militare) che sono facilmente intercettabili, perché la teleguida utilizza un unico canale radio che può essere facilmente individuato. Perché non usare, invece, un dispositivo di guida che cambia continuamente, rapidamente e casualmente la sua frequenza in modo da renderla inviolabile. Mette a punto così il “sistema a spettro allungato”: un sistema che modifica di continuo le frequenze radio basandosi su uno spettro di “88 canali”, tanti quanti sono i tasti di un pianoforte. Il numero è a sua volta casuale, deriva dal fatto che collabora con lei il suo nuovo fidanzato, il pianista George Antheil. Ma, sia chiaro, è lei la mente. Funziona. Come spiega Carla Petrocelli, «il messaggio viaggiava così rapidamente attraverso le onde radio che chiunque, sintonizzandosi su una particolare frequenza, non avrebbe avuto il tempo di intercettarlo».

Hedy e George brevettano la straordinaria invenzione ma decidono di regalare i diritti al governo degli Stati Uniti. Non vogliono guadagnare, vogliono aiutare il paese nella sua guerra contro la tirannide. Ma la Marina degli Stati Uniti decide di non utilizzarla: non ne comprende le potenzialità e poi chi ci dice che l’immigrata Hedy Lamarr non sia una spia? E poi, cosa volete che faccia di buono in termini tecnologici una diva di Hollywood?

La guerra finisce senza che il dispositivo venga impiegato. Ma il successo gli arride a partire dai successivi anni ’50. Proprio la Marina lo tira fuori e inizia a utilizzarlo nella individuazione e nel contrasto ai sommergibili nemici. Negli anni ’80, poi, il dispositivo viene declassificato e diventa utilizzabile anche nel settore civile. Il successo è straordinario, perché risulta il sistema più affidabile per tutelare la privacy delle centinaia di milioni di utenti che utilizzano la telefonia mobile. Hedy, dunque, regina della telefonia mobile. Il guadagno per Hedy potrebbe essere di miliardi di dollari, ma lei non vede neppure un cent. Nulla di male, pensa la signora, se non fosse che per anni la sua capacità di inventrice e di ingegnere sono rimaste semplicemente nascoste.

La storia è molto più articolata di come l’abbiamo raccontata. Ma il succo è questo: Non c’è alcuna incompatibilità tra corpo e mente, tra bellezza e ragione. Occhi verdi e un viso dolcissimo non impediscono di pensare e di agire. Ma se lo stereotipo della bellezza nemica della ragione è superato per gli uomini non lo è affatto per le donne. La vicenda istruttiva di Hedy Lamarr non è riuscita a battere il pregiudizio.

 

 

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