Do you speak science?

Avere una lingua comune quale l’inglese ha permesso agli scienziati di tutto il mondo di instaurare un dialogo che in passato era inimmaginabile ed era consentito inizialmente solo dal latino. A livello locale però, molti ricercatori comunicano quotidianamente con lingue diverse da quella anglofona. Tutto ciò crea inevitabilmente impedimenti al trasferimento di informazioni e conoscenza tra le comunità.
Micron
Micron
giornalista freelance

Un articolo scientifico ha tre funzioni principali. La prima è di portare a conoscenza della comunità scientifica il risultato di una ricerca, che potrà essere usato come base per ulteriori studi o sfruttato per applicazioni pratiche. La seconda funzione è descrivere dettagliatamente non solo il risultato stesso, ma anche tutte le procedure e le informazioni che sono state necessarie per ottenerlo; in questo modo, si mette la comunità scientifica nelle condizioni di poter verificare l’operato degli autori e cercare di riprodurlo. Infine, la pubblicazione permette di certificare l’importanza del contributo dato dagli autori ai risultati pubblicati.
Condizione indispensabile perché un articolo assolva alle sue funzioni è però che esso raggiunga i suoi potenziali lettori e venga letto; il problema è che ogni giorno, se si mettono insieme tutte le discipline, nel mondo vengono pubblicati un milione e mezzo di articoli scientifici: una media di uno ogni venti secondi.
Secondo i dati del Altmetric 2016, il paper di Barack Obama in ambito sanitario è in cima alla lista dei 100 articoli scientifici più condivisi dell’anno. Accanto ad esso, troviamo una ricerca sull’errore medico come terza causa di morte negli USA e le onde gravitazionali.
«Il crescente numero di persone che condividono articoli di riviste online segna l’importanza di rendere la ricerca a disposizione e comunicare con precisione a un pubblico più ampio», spiega Euan Adie, tra i fondatori di Altmetrics, a Scientific American. «Tuttavia, i primi 100 della lista sono semplicemente i più comuni e non necessariamente i migliori. Questi sono solo quelli che hanno catturato la nostra attenzione».
La capacità di accedere e applicare i risultati della scienza e della tecnologia moderna in maniera responsabile è poi uno dei più grandi fattori che determinano il potenziale di ogni Paese di realizzare una crescita sociale ed economica sostenibile. Tutto ciò risulta particolarmente effettivo nel caso dei Paesi in via di sviluppo.
Il raggiungimento di questo obiettivo è più complesso di quanto possa sembrare, soprattutto in quegli ambiti in cui la conoscenza scientifica è difficilmente veicolabile e quindi minimamente accessibile ai potenziali fruitori.
Ma in un mondo in cui quasi ogni esigenza sociale dipende sempre più da una qualche forma di tecnologia basata sulla scienza, aiutare le comunità nello sviluppo della loro capacità di applicare la scienza e la tecnologia è essenziale. In questo processo la comunicazione risulta un mezzo fondamentale per colmare il divario tra la produzione di nuove conoscenze e la loro applicazione pratica.
Fortunatamente, l’importanza della comunicazione della scienza come una componente essenziale di qualsiasi strategia di sviluppo si sta lentamente facendo strada nei Paesi sviluppati come in quelli in via di sviluppo.
A riprova di ciò, un numero sempre maggiore di istituizioni umanitarie e fondazioni no profit stanno finanziando nuovi progetti sulla divulgazione dell’informazione scientifica con il fine di incoraggiare il dialogo e fornire gli strumenti giusti agli utenti che ricevono le informazioni, in modo che gli stessi possano metterle in pratica in maniera utile.
Nonostante gli innumerevoli sforzi per rendere le scienza sempre più accessibile, le barriere linguistiche continuano ad impedire un’applicazione globale delle conoscenze scientifiche.
L’inglese è sicuramente la lingua franca che domina le attività del mercato scientifico globale. A livello locale però, molti scienziati comunicano quotidianamente con lingue diverse da quella anglofona. Tutto ciò crea inevitabilmente impedimenti al trasferimento di informazioni e conoscenza tra le comunità.
Si parla di vere e proprie barriere linguistiche che diventano particolarmente dannose nel momento in cui le informazioni da veicolare riguardano ambiti funzionalmente importanti per le comunità locali, causando delle lacune informative a livello globale.
Avere una lingua comune quale l’inglese, è di certo fondamentale e ha permesso agli scienziati di tutto il mondo di instaurare un dialogo che in passato era inimmaginabile ed era consentito inizialmente solo dal latino.
«Per quanto inevitabile, la scomparsa del latino come linguaggio universale della scienza – scrisse l’allora direttore della rivista Endeavour Trevor Williams nel 1977 è stata una grande sventura». Deleterio fu l’intervallo fra il declino del latino e la prevalenza dell’inglese, perché, fra la fine del ’700 e gli anni ’70 del secolo scorso, prevalse la Babele di scrivere di scienza in diverse lingue. Perché non si è continuato col latino? La ragione principale potrebbe essere che da secoli era scritto e non più parlato. Inoltre il latino classicheggiante degli umanisti del Rinascimento non si prestava ad esprimere i rapidi e radicali cambiamenti della scienza e della tecnologia.
Dagli anni ’70 del secolo scorso in poi quasi tutte le riviste scientifiche pubblicano in inglese e, in molte università di Paesi non anglofoni, insegnamenti, interrogazioni, tesi di laurea e pubblicazioni si tengono in inglese
Allo stesso tempo non si dovrebbe però dare per scontato che tutte le informazioni più importanti possano essere pubblicate in inglese.
Secondo uno studio condotto dall’Università di Cambridge e riportato nell’articolo di SciDevNet “Language a barrier to flow scientific knowledge”, circa il 36% degli articoli scientifici sono scritti in lingue non anglofone. Ignorare questo ampio spicchio della ricerca significherebbe molto più del mancato accesso al 36% delle informazioni scientifiche esistenti. Vorrebbe dire infatti generare incolmabili carenze riguardo la condizione ambientale globale.
Di fatto, informazioni sulle specie, gli habitat e gli ecosistemi specifici di Paesi estranei alla globale anglofonia, sono spesso sottovalutati se la ricerca di informazioni viene svolta solo in lingua inglese. È il caso ad esempio del pitta ninfa (Pitta nympha), un uccello passeriforme della famiglia dei Pittidi, la cui salvaguardia risulta essere di interesse globale. Le informazioni su questa specie sono però disponibili solo in cinese tradizionale e non sono quindi mai state prese in considerazione nella valutazione globale predisposta dall’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura.
Allo stesso modo, gli studi riguardanti l’influenza aviaria che colpì i suini in Cina non furono esaminati dall’OMS e dalla FAO perché pubblicati solo in riviste in lingua cinese.
Inoltre, le conoscenze scientifiche generate dai professionisti che intraprendono attività di tutela in contesti locali trovano difficilmente spazio nelle riviste anglofone, rendendo questi studi invisibili al di fuori del ambito originario.
Ad esempio, Wetlands International Argentina, l’unica organizzazione no-profit a sostegno della tutela e della conservazione delle paludi, ha prodotto negli ultimi vent’anni più di venti pubblicazioni tecniche sulla conservazione e la gestione di questi habitat, alcuni dei quali di grande importanza per la mitigazione degli impatti sul cambiamento climatico. Solo due di queste sono disponibili in inglese.
Altra conseguenza delle barriere linguistiche a livello scientifico vira in tutt’altra direzione: gran parte delle informazioni scientifiche non sono più disponibili nella lingua locale. Gli scienziati infatti preferiscono pubblicare in inglese, unico modo per vedere diffuse le proprie ricerche su riviste di grande tiratura.
Inoltre, le riviste che prima venivano pubblicate in lingua locale sono ora divulgate solo in lingua inglese con il fine di aumentarne l’impatto nella comunità scientifica globale.
In questo modo, molte delle conoscenze generate in Paesi dove non si parla inglese sono disponibili solo in inglese e non in quella degli studiosi dalla quale sono state concepite, creando dei veri e propri squilibri nel flusso delle informazioni.
Superare le barriere linguistiche richiede cambiamenti a livello sociale, istituzionale e ancor prima individuale. Stando ai risultati di un’indagine su PLOS Biology dell’Università di Cambridge, l’input per ovviare tali limiti linguistici dovrebbe partire dagli stessi giornali scientifici, associando abstract multilingue alle ricerche. Stessa cosa vale per le università e gli enti di ricerca, che dovrebbero inserire il lavoro di traduzione in più lingue nella loro strategia di outreach, per promuovere le loro attività e ricerche ad un pubblico sempre più eterogeneo.
Le istituzioni dovrebbero inoltre fornire il loro supporto incoraggiando i ricercatori a tradurre i loro articoli nei linguaggi locali. La traduzione delle ricerche dovrebbe infatti avere la medesima importanza degli studi stessi e delle altre attività scientifiche, soprattutto per quelle che riguardano tematiche di importanza globale.
La comunicazione in ambito scientifico risulta infatti essere un tassello imprescindibile delle strategie di sviluppo. È solo divulgando la scienza, rendendola realmente e ampiamente accessibile, che sarà possibile gettare le basi perché il sapere possa avere ricadute più ampie e perché possa diffondersi rapidamente nella società senza rimanere circoscritto.
Il fattore più importante per determinare una crescita sociale ed economica sostenibile risiede nella capacità di utilizzare i frutti della scienza moderna e della tecnologia. Lo sviluppo può essere infatti visto come la capacità di mettere in pratica conoscenze tecniche e scientifiche. Tali conoscenze non raggiungeranno coloro che ne devono beneficiare, a meno che non vengano comunicate in maniera efficace agli individui che hanno potere e competenze per metterle in pratica.

Commenti dei lettori


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    X