Perché la scienza ha bisogno della filosofia (e non lo sa)

Nonostante i legami storici, oggi molti scienziati percepiscono la filosofia come una cosa completamente differente e addirittura antagonista alla scienza. Al contrario - come afferma un gruppo di scienziati, umanisti e filosofi di diverse parti del mondo in un recente articolo sui PNAS - la filosofia può avere un impatto importante e produttivo sulla scienza.
Micron
Micron
Giornalista Scientifica

«Una conoscenza dello sfondo storico e filosofico fornisce proprio quella indipendenza dai pregiudizi della propria generazione dai quali la maggior parte degli scienziati sono afflitti. Questa indipendenza determinata dall’analisi filosofica è – a mio giudizio – il segno di distinzione tra un semplice artigiano o specialista e un autentico cercatore di verità». Così scriveva Albert Einstein in una lettera a Robert Thomton scritta nel 1944. Thomton all’epoca era un giovane docente che doveva preparare il suo primo corso di fisica e che si era rivolto ad Einstein per essere sostenuto della decisione di inserire “quanta più filosofia della scienza possibile” nelle sue lezioni. Einstein rispose con le parole che abbiamo letto.
Queste stesse parole sono state scelte per introdurre un articolo da poco pubblicato sulla rivista americana PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences) e dall’esplicito titolo: Why Science needs Philosophy, perché la scienza ha bisogno della filosofia. L’articolo porta la firma di scienziati, umanisti e filosofi di diverse parti del mondo tra cui l’Italia. A rappresentare il nostro paese ci sono l’immunologo Alberto Mantovani, il fisico Carlo Rovelli e Paolo Mantovani, docente di cultura umanistica all’università di Roehampton di Londra.
L’opinione che accomuna gli autori dell’articolo è che, nonostante i legami storici tra scienza e filosofia, oggi molti scienziati percepiscono la filosofia come una cosa completamente differente e addirittura antagonista alla scienza. Al contrario, dicono gli autori, la filosofia può avere un impatto importante e produttivo sulla scienza. E il contributo della filosofia può prendere almeno quattro diverse forme: chiarire i concetti scientifici, fare una valutazione critica delle assunzioni e dei metodi scientifici, formulare nuovi concetti e teorie, promuovere il dialogo tra scienze diverse così come tra scienza e società. Per sostanziare questa loro convinzione, gli autori riportano alcuni esempi presi da diversi campi delle scienze della vita contemporanee.
In primo luogo, la filosofia offre lo strumento della chiarificazione concettuale che – scrivono gli autori – non solo migliora la precisione dei termini scientifici ma porta anche a nuovi filoni di ricerca poiché la scelta di un dato framework concettuale vincola fortemente il modo in cui gli esperimenti vengono concepiti. Il primo esempio di questo contributo riguarda le cellule staminali e la loro definizione. Gli strumenti filosofici di chiarificazione concettuale sono stati infatti recentemente utilizzati per descrivere la “staminalità”, ovvero la proprietà che definisce le cellule staminali.
Si è visto così che sotto il concetto di staminalità nelle conoscenze scientifiche odierne si nascondono quattro differenti tipi di proprietà. Questo ha portato recentemente a immaginare nuovi studi per individuare le terapie che colpiscano le diverse proprietà delle cellule staminali.
Ma la filosofia può anche contribuire alla valutazione critica delle teorie e addirittura assumere un ruolo nella formulazione di nuove teorie. Un esempio in questo caso viene dalla critica del quadro di riferimento teorico dell’immunità self-non self che ha portato alla creazione di una nuova nozione di organismo non più considerato come un self geneticamente omogeneo, ma come una comunità che tollera e ospita molti elementi estranei, compresi batteri e virus. Una vera e propria rivoluzione concettuale. C’è poi un settore di studi che dimostra l’influenza profonda e di lunga durata della filosofia sulle conoscenze scientifiche ed è quello delle neuroscienze cognitivedove gli studi filosofici hanno permesso veri e propri cambiamenti di paradigmi.
Ma l’influenza della filosofia non si vede solo nelle scienze della vita. In fisica, ad esempio, la definizione del tempo è stata influenzata dal lavoro di alcuni filosofi.
Questi esempi – dicono gli autori dell’articolo – ci fanno vedere come scienza e filosofia siano collocate lungo un continuum perché condividono alcuni strumenti fondamentali: la logica, l’analisi concettuale e l’argomentazione rigorosa. I filosofi tuttavia riescono ad utilizzare questi strumenti con gradi di libertà e astrazionemaggiore rispetto ai ricercatori scientifici e proprio questa maggiore libertà può risultare in un grande contributo all’avanzamento della scienza.
Il problema è: come facilitare questa cooperazione che promette risultati interessanti? Gli autori propongono anche alcune semplici strategie, come ritagliare uno spazio per la filosofia nelle conferenze scientifiche, ospitare filosofi nei laboratori, favorire curricula bilanciati tra i due settori di studi, supervisionare insieme – scienziati e filosofi – gli studenti di PhD e, soprattutto, leggere di scienza e di filosofia: una raccomandazione, quest’ultima, rivolta soprattutto agli scienziati che spesso non colgono quale fonte d’ispirazione potrebbero trarre da un articolo filosofico.

Commenti dei lettori


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  1. Arnaldo baffa
    Condivido la filosofia come supporto alla scienza
  2. Guglielmo
    Oggi, piu' che mai, porre domande o, ancora, mutare le coordinate tempo - spaziali di una domanda non sarebbe un'esercitazione retoricamente desueta: al contrario, sembrerebbe proprio quell'atteggiamento mentale, tipicamente, ambivalentemente creativo teso a mettere in discussione la grammatica di una questione per poi tentare di delineare una sintassi, certo fragile e labile, di risposte da valutare di nuovo. Tutto cio', non sarebbe altro di cogliere in profondo le peculiarita' del pensiero filosofico, il quale criticherebbe la mera applicabilita' e funzionalita' della prassi scientifica per introdurvi prima ed insufflare in seguito la subinsidenza del dia - logo continuo di una dubbiosita', sottolineo, ambivalentementecreativa!!!!!
  3. Federico
    La filosofia ha molto in comune con la scienza, non a caso i primi filosofi sono stati anche scienziati, indagavano il mondo sensibile e quello metafisico allo stesso tempo. Col tempo il contribuito della filosofia non è mai mancato, ma anzi è servito come base per gli sviluppi specifici assunti in ambito scientifico. Non dimentichiamo che la disciplina della logica nasce con Aristotele, gettando la base per l'insiemistica. Se si raggiungesse davvero questo dialogo costante tra le due discipline, nelle forme proposte, si avrebbe un approccio innovativo e denso di nuove opportunità finora inesplorate.
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