Le immagini della scienza in mostra a Firenze

Ultime settimane per visitare la mostra “Immagini della scienza”. Un giro tra le origini della fotografia applicata alla scienza tra ‘800 e primo ‘900 e un'occasione per visitare il Museo Galileo di Firenze.
Stefano Porciello, 31 Agosto 2017
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Relazioni internazionali e Studi europei

Sapete dove è stata scattata la prima fotografia italiana? A Firenze, 178 anni fa. Un certo Tito Puliti, dell’Imperiale e Regio Museo di Storia Naturale, ha riprodotto l’esperimento di dagherrotipia che aveva stupito Parigi in quello stesso anno. Era il 1839. Da allora la fotografia avrebbe cambiato tutto, anche il mondo della scienza. Non tutti si accorsero, o accolsero, la rivoluzione. Ma alcuni scienziati, come Giorgio Roster, ne furono entusiasti, cominciando una ricerca completamente nuova: pellicole, teleobiettivi, macchine fotografiche, esposimetri, tutto era da inventare. Così come nessuno aveva mai fotografato la luna, la zampa di un ragno, o una pulce. La fotografia era appena nata e la scienza aveva già bisogno di nuovi strumenti: macchine in grado di fotografare il mondo microscopico, o lontanissimi pianeti.
“Immagini della Scienza” ricostruisce il percorso della fotografia applicata alla scienza, dalle camere oscure ai primi del ‘900, con una grande attenzione al mondo fiorentino, ed è un’ottima scusa per visitare il Museo Galileo prima del 24 settembre. La mostra è molto piccola e senza pretese, ma affascinante. Perché se i pezzi esposti sono pochi, il materiale divulgativo è di alto livello, ed è stato ben riorganizzato nell’ottimo sito internet, che va assolutamente visitato. Potete trovarlo qui.
Tutti gli oggetti in mostra, il materiale espositivo e i pannelli esplicativi sono stati pubblicati su internet, e sono liberamente consultabili. Che senso ha, si chiederà qualcuno? Si tratta, in realtà, di una scelta encomiabile. Perché l’obiettivo di un museo non può essere soltanto quello di staccare i ticket: divulgare, oltre che conservare, è un servizio che musei possono facilmente rendere alla società sfruttando le nuove tecnologie. In questo modo la mostra può essere visitata da casa, è vero, ma anche da un’aula scolastica. E, rimanendo online, il sito si trasforma in un archivio di conoscenze importantissimo. In linea, tra l’altro, con le scelte e gli investimenti che il Museo Galileo ha fatto negli ultimi anni per aprirsi al pubblico e restare accessibile come centro di ricerca e documentazione per tutte le età, e per molti pubblici diversi: il mondo turistico, dell’infanzia e della ricerca accademica.
Il Museo si è infatti dotato di un’app, scaricabile gratuitamente, che permette di visitare la mostra permanente e di conoscere i dettagli di ogni pezzo: la biografia dell’artista, dello scienziato o dell’artigiano che l’ha prodotto, accompagnata da schede, approfondimenti e video che spiegano il funzionamento dei macchinari o degli oggetti, in gran parte così lontani dal nostro mondo da risultare arcani. Ma è il sito internet del museo ad essere una vera e propria miniera di risorse. Tutte le mostre dal 1980 ad oggi possono essere visitate online.
Il Portale Galileo è un percorso guidato per consultare le risorse galileiane del Museo, mentre la Galileo//tech@ è un enorme archivio digitale integrato che rende possibile reperire i documenti su Galileo Galilei che si trovano dispersi in diversi archivi.
Per i bambini e gli studenti più giovani, il Museo non offre soltanto due sale interattive, ma anche una sezione di didattica online con 25 video didattici realizzati per Indire sulla storia della scienza. Una risorsa facilmente sfruttabile tra i banchi di scuola.


Dove: Museo Galileo, Piazza dei Giudici 1, Firenze
Quando: fino al 24 settembre 2017
Prezzo: intero: 9€/6-18 anni: 5,50€/0-6 anni: gratuito (il biglietto comprende museo e mostra)

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