Una vita allo stato liquido

Mina Guli fino al 2012 era una donna manager che lavorava per la World Bank, poi il cambiamento: “ho sempre pensato che la mancanza di acqua non è un problema che possiamo risolvere nascondendo dei secchi pieni sotto terra, nel 2030 la domanda d’acqua salirà del 40% rispetto alle risorse disponibili, abbiamo 15 anni per risolvere il problema”. Nel tentativo di fare qualcosa in grado stimolare il cambiamento crea prima Thirst, associazione no-profit fondata con lo specifico scopo di promuovere il risparmio idrico e poi un’idea folle: organizzare e correre ultra maratone.
Valentina Spasaro, 06 Luglio 2020
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Mina Guli during the 6 River Run expedition, Arizona Hot Springs, USA on the 24th March 2017
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Comunicazione e new media

Nella mitologia aborigena i Wondjina (o Wandjina) sono spiriti associati alla pioggia e alla fertilità. Sono esseri sovraumani che dimorano nelle grotte e possiedono il potere di dare la vita, potere legato all’acqua. Custodita dal signore e protettore delle acque, il Serpente Arcobaleno, o Ungund, che vive nelle pozze del deserto e nei corsi permanenti che attraversano l’Australia. Il Serpente è una figura leggendaria, di estremo rilievo nella tradizione e che attesta il legame che la nazione oceanica possiede con il mistero della forza vitale dell’acqua.

Mina Guli, nasce in un sobborgo di Melbourne. Come se uno spirito Wondjina fosse sopraggiunto al suo primo vagito, la sua esistenza era destinata ad essere legata all’acqua. A soli 22 anni ha un incidente in una piscina, e i dottori le comunicano che non le sarà più possibile tornare a correre. Il Wondijina che abita il suo spirito, rifiuta la terribile diagnosi e cerca nell’acqua un punto di svolta. Mina comincia a nuotare. Continua a farlo ogni giorno. Sino a quando non recupera l’abilità per poter iniziare anche a pedalare. Dalla piscina, alla bicicletta, sino alla corsa. Il percorso di recupero di Mina è straordinario. L’esercizio fisico aiuta Mina a recuperare totalmente abilità motoria. Durante questi anni i suoi studi in legge non si interrompono e la sua carriera si incrocia con i temi della protezione ambientale. A inizio anni 2000 si trasferisce in Cina e diventa co-fondatrice di Peony Capital, società di investimenti focalizzata sullo sviluppo di progetti climate-friendly. Grazie a Peony Capital entra a far parte del World Economic Forum’s community of Young Global Leaders (YGLs). In questa community, scopre il problema dell’“acqua invisibile”, cioè il volume di risorse idriche impiegate nella produzione di oggetti di uso quotidiano, dai vestiti al cibo, e di quanto questa invisible water sia legata alla crisi idrica globale

. L’esistenza di Mina cambia ancora una volta, nel nome dell’acqua. Nel 2012, durante il World Water Day, lancia, in Cina, Thirst, associazione no-profit fondata con lo specifico scopo di promuovere il risparmio idrico tramite la creazione di progetti educativi rivolti, in primis, alle generazioni più giovani. Dalla sua nascita Thirst ha realizzato workshop e programmi educativi che hanno coinvolto più di 40,000 studenti cinesi, eventi e seminari con più di 300,000 giovani. Con la sua community Mina Guli e Thirst, hanno istituito in 12 province della Cina, 120 club studenteschi dedicati alla sensibilizzazione sul tema idrico. Nel rapporto delle Nazioni Unite sullo sviluppo delle risorse idriche mondiali del 2016 si legge: “Diversi studi prevedono che entro il 2050 tra 150 e 200 milioni di persone potrebbero essere costrette ad abbandonare le proprie abitazioni a causa di fenomeni quali la desertificazione, l’aumento dei livelli marini e la sempre maggiore frequenza di eventi meteorologici estremi. […] Le stime indicano che circa il 30% dei prelievi di acqua di tutto il mondo viene sprecato a causa delle perdite. Anche nei paesi industrializzati la perdita di acqua dalle reti di distribuzione supera in qualche caso il 30%; città come Londra raggiungono il 25%, mentre in Norvegia la percentuale sale al 32%”.

La situazione delle risorse idriche mondiali è estremamente allarmante. Entro il 2030, la domanda globale di acqua sarà maggiore del 40% rispetto alla fornitura. In questo panorama nasce l’urgenza di portare all’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni, la complessità delle sfide del problema idrico. Nel 2016 Mina Guli corre 40 maratone in sette deserti, in sette continenti, in sette settimane. L’esperienza di questo primo progetto porta la ultra-runner a spingersi oltre. A partire dalla maratona di New York del 4 novembre del 2018, Mina comincia la sua #runningdry: 100 maratone in tutto il mondo per portare sensibilizzare sull’uso critico e consapevole dell’acqua. Dopo 62 maratone in 62 giorni, Mina si frattura il femore a ferma la sua #runningdry, che però, come scrive dal suo sito ufficiale, non è la fine del movimento ma una piccola battuta d’arresto. A marzo 2020, in occasione del World Water Day, Mina Guli ha ricordato il ruolo essenziale dell’acqua nella lotta contro il Covid-19 e di quanto sia necessario, allo stesso tempo, ricordarsi di come miliardi di persone in tutto il mondo non hanno accesso all’acqua e ai servizi igienici di base. Secondo le Nazioni Unite oggi sono 2,2 miliardi le persone che non possono usufruire dell’utilizzo di acqua senza imbattersi in rischi concreti per la propria salute. 4,2 miliardi di persone non hanno servizi igienici adeguatamente opportuni, aumentando il raggio di azione degli effetti della non-igiene sulla salute delle persone. L’impatto sui tassi di mortalità infantile è devastante: con oltre 297,000 bambini sotto i cinque anni, che muoio ogni anno a causa di malattie diarroiche legate a scarsa sanificazione degli ambienti, scarsa igiene e per l’assunzione di acqua non sicura.

La storia di Mina nasce dall’urgenza di rendere maggiormente consapevoli i cittadini del mondo, su come lo stato di salute dell’acqua sia legato a doppio filo con la nostra esistenza. Se le tragiche circostanze pandemiche che l’uomo sta affrontando oggi, dovrebbero insegnare qualcosa è quello di non sottovalutare l’importanza della consapevolezza. Rendere operativi i propri sensori di attenzione verso lo stato di salute del Pianeta che ci ospita, è altresì un movimento di cura verso la nostra esistenza, verso il nostro benessere fisico, verso la totalità della comunità umana globale.

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